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Shalika Aurelia Viandrisa, Roma Calcio Femminile: “Sono molto ansiosa di iniziare a giocare in Serie B”

Continua la campagna di rafforzamento in casa Roma Calcio Femminile che ha annunciato nelle ore scorse l’ultimo arrivo di mercato. In casa capitolina, team alla ricerca della salvezza nel torneo di Serie B, è giunta per il reparto arretrato il capitano della nazionale indonesiana Shalika Aurelia Viandrisa. Il centrale difensivo è nata a Giacarta nel 2003 e vanta una recente esperienza di due anni in Inghilterra. La stessa calciatrice ha rilasciato le sue prime parole tramite l’ufficio stampa capitolino.

“Il mio punto di forza sta nella difesa  e nelle intercettazioni. Voglio davvero migliorare le mie capacità tecniche per essere sempre più a mio agio con la palla e nella costruzione da dietro. La squadra stessa è un ottimo posto per me per imparare il più possibile sul calcio italiano e sono molto ansiosa di iniziare a giocare in serie B e dare il massimo per la squadra. Primi passi in Europa. Orgogliosa di iniziare a giocare in questo club in Serie B italiana”.

Sara Bjork torna all’Olympique Lione dopo essere diventata madre a Novembre

Sara Björk Gunnarsdóttir è un esempio del fatto che puoi essere una calciatrice e una madre. La ragazza islandese torna a Olympique Lione da gennaio per ricongiungersi alla sua squadra dopo aver partorito il 16 novembre.

Nella squadra francese ti aspettano tutte “a braccia aperte” e dimostrando che un calciatore può permettersi di fare la mamma durante la sua carriera senza dover mettere fine alla sua vita sportiva per il desiderio di avere un figlio tutto suo. 

Questo segno della società Francese dimostra grande civiltà e maturazione nei confronti delle sue atlete e di tutte le donne-calciatrici che nonostante le mille difficoltà alle quali sono costrette: a rinunce  e sacrifici, ed a lavorare come tutte le donne nel mondo ed a dividersi tra la vita di tutti i giorni, il lavoro, e la famiglia.

Bjork è, per adesso, la prima ed unica calciatrice che ha osato fare questo passo per la sua squadra, ma questo gesto più che naturale per una donna è sicuramente di ispirazione anche ad altre giocatrici con le sue normalissime ambizioni di lavoro e famiglia.

María Alharilla, ad esempio, ha annunciato la sua gravidanza qualche mese fa ed è attualmente in congedo per maternità, con il pieno sostegno della sua squadra, il Levante.

La giocatrice islandese torna al Lione con l’intenzione di guadagnarsi un posto con Sonia Bompastor, con la quale deve ancora allenare. Björk è tornata in Francia dopo aver trascorso i primi mesi di suo figlio in Islanda, il suo paese natale, con la sua famiglia. Ora è il momento di tornare al lavoro dieci mesi dopo il loro ultimo incontro. La donna islandese ha vinto la settima Champions League e poco dopo ha lasciato la squadra per avere il suo primogenito.

“Essere incinta, dare alla luce il bambino più bello, tempo prezioso con gli amici e la famiglia e il duro lavoro in Islanda. È giunto il momento di tornare a Lione. Voglio davvero incontrare i miei colleghi e non vedo l’ora di iniziare a lavorare Cosa devo fare per tornare sul campo di calcio. Tornare in Francia come madre con la mia famiglia è molto speciale per me e spero di ispirare altre donne. Le donne non dovrebbero dover sacrificare il processo per il sogno di famiglia. È possibile fare entrambe le cose”, ha scritto sul suo Instagram.

La calciatrice ha recentemente annunciato l’intenzione di partecipare alla finale degli Europei 2022 con la squadra islandese, che si svolge in Inghilterra e inizierà a luglio.

Ora è il momento di tornare in Francia e guadagnarsi un posto in un centrocampo pieno di bravi calciatori.

Credit Photo: Sara Bjork Istagram

Elena De Leonardis, Crotone: “Fiera di vestire questi colori. Coppa Italia? Sogno la finale”

Nuova esperienza calcistica per Elena De Leonardis passata in estate dal Pescara al Crotone. La punta di Santa Teresa di Spoltore dopo cinque anni con le adriatiche ha vestito cosi il rossoblù del team calabrese inserito nel girone C di Serie C. Abbiamo raggiunto la stessa calciatrice classe 2001 sulla nuova avventura con le pitagoriche.

Elena in estate sei approdata a Crotone. Cosa ti ha spinto a sposare questo progetto?
Inizialmente ho fatto questa scelta per vivere una nuova esperienza, conoscere nuove persone, avere un confronto con una realtà da Pescara. Il cambiamento mi faceva paura, ma appena arrivata qui mi sono subito ambientata. Ad oggi posso dire di essere fiera di indossare questi colori che in primis hanno creduto in me e con lavoro e sacrificio penso di star ricambiando la loro fiducia. La cosa che mi ha spinto più di tutte a scegliere questo club è stata la loro serietà e i loro progetti che vanno in parallelo con i miei obbiettivi”.

 In estate tanti nuovi arrivi, quali erano gli obiettivi per questa annata?
“In estate ci sono stati molti arrivi si, compresa me. Penso che gli obiettivi di un club siano innanzitutto di lavorare e fare sempre bene, i risultati poi arriveranno da se. Non nascondo il fatto che noi e la nostra squadra puntiamo ad essere più competitive possibile e perché no arrivare tra le prime posizioni”.

Per voi cinque successi ed un pareggio. Soddisfatte della prima parte di stagione?
Si personalmente sono soddisfatta della prima parte di stagione anche se in qualche partita potevamo fare meglio e qualche punto in più”.

Siete andate avanti anche in Coppa Italia, puntate a fare bene anche in questa manifestazione?
“Ovvio, in questa competizione ci crediamo molto e vorremmo arrivare più lontane possibili e magari viverci il sogno di una bella finale”.

Per te che campionato è stato sino ad ora?
“Per me è stato un campionato pieno di emozioni, rispetto lo scorso anno devo dire che sono fortunata perché riesco a trovare più il gol e questo è merito anche delle mie compagne con cui ho molta intesa. Riesco a gestire meglio le pressioni, cosa che magari prima non riuscivo a fare. Ovviamente siamo ancora a metà quindi è tutto da vivere”.

Che giudizio ti sei fatto sul livello del girone C di Serie C?
“Il livello di questo campionato è molto simile all’anno scorso, ogni squadra comprese le neopromosse, combattono per vincere e fare più punti possibili. In genere il livello rispetto agli anni precedenti si è alzato molto, basti pensare che molte squadre reclutano ragazze dall’estero”.

Quali aspettative avete sul proseguimento di campionato?
“Le aspettative sono sempre positive, puntiamo a fare meglio di ciò che abbiamo già fatto. Dobbiamo cercare di allenarci al massimo per migliorare i nostri risultati ed ottenere più successi”.

L’allenatore Daniel Kraus lascerà Friburgo alla fine della stagione: “Ho vissuto tre anni molto intensi…”

L’allenatore Daniel Kraus lascerà Friburgo alla fine della stagione, ha annunciato oggi il club. Il 37enne ha preso il controllo del Friburgo nel 2019. Ha portato la squadra al 7° posto in Frauen Bundesliga e alle semifinali della Coppa DFB. In precedenza, l’ex portiere ha anche allenato Carl Zeiss-Jena per 6 anni e SGS Essen.
Nella seconda metà della stagione, il Friburgo cercherà di migliorare quel risultato, attualmente seduto all’8° posto nel livello d’élite del calcio femminile tedesco. “Abbiamo pensato insieme al futuro. Ho vissuto tre anni molto intensi qui a Friburgo e vorrei affrontare una nuova sfida nel calcio dalla prossima stagione. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare la mia squadra, i responsabili e il club per la fiduciosa collaborazione. Guarderò indietro a questa esperienza con piacere”, ha detto in una intervista Daniel Kraus.

Credit Photo: Friburgo

Joe Montemurro, Juventus: “Vi svelo il nostro segreto. Lenzini? Posso solo farle i complimenti”

Joe Montemurro ha parlato al termine della finale di Supercoppa italiana tra Juventus Women e Milan.

OCCASIONI
«Sì, il Milan ha preso una traversa ma anche noi abbiamo avuto diverse occasioni».

MILAN
«Sì mi aspettavo un Milan così tosto. Nel primo tempo si abbassavano a 5 e c’erano poche spazi. Tante difficoltà e ci hanno fatto male con le ripartenze. Noi non abbiamo fatto le scelte giuste ma si è visto il lavoro di Ganz. Ho visto un Milan equilibrato e con idee importanti. Differenze con la partita in campionato? Tantissime, ho visto una squadra molto equilibrata, complimenti a Ganz».

SEGRETO JUVE
«Il segreto sono le basi fuori dal campo, l’organizzazione fuori è solida, le idee sono chiare. Juventus è sinonimo di un modo di fare e lavorare. Fuori dal campo, l’organizzazione è chiara e tiene alto il livello».

PRECISIONE
«Abbiamo sbagliato le scelte di gioco, soprattutto nel primo tempo. Dovuto alla mancanza di preparazione e ritmo. Ieri si è visto che i ritmi erano bassi e abbiamo sbagliato, abbiamo sbagliato le scelte con la palla»

LENZINI
«Prima di arrivare alla Juve, il direttore mi parlava di lei. Ho visto 2 o 3 video e ho detto, lei ha le qualità per giocare il nostro calcio, in entrambe le fasi. Posso solo farle i complimenti. Giocatrice importante anche per la Nazionale»

CERNOIA
«C’era da trovare il momento per inserirla. Deve trovare la fiducia mentalmente e trovare i ritmi, adesso possiamo lavorare per inserirla, sono contentissimo di averla ritrovata»

FINALE
«Ho letto a bordocampo “Finale Champions Torino 2022”, mi sono venuti i brividi, lasciamo stare».

Credit Photo: Andrea Amato

Giulia Martino, Linkem Res Roma: “Il gruppo deve essere sempre più convinto dei suoi mezzi per puntare in alto”

Nei giorni scorsi in casa Linkem Res Roma VIII a parlare alla testata “Il Giornale di Roma” è stata Giulia Martino. Queste le parole rilasciate dalla centrocampista classe 2004 del team secondo nel girone C di terza serie al portale capitolino.
“Il 2021 si è chiuso tra alti e bassi ma noi abbiamo dato sempre il massimo e per me è stato comunque positivo. Io credo che il punto più forte di questa squadra resta comunque il gruppo che come valore deve arrivare sino al termine della stagione. A livello personale spero di poter tornare a giocare senza ansia e stress mentre per la squadra resta da buttare, se cosi possiamo dire, i due pareggi che ci tengono lontani dal primo posto. La Res deve rimanere in questo 2022 sempre più unita e ed essere sempre più convinta dei suoi mezzi per puntare in alto”.

Superstars: la Supercoppa femminile è bianconera!

Le Juventus Women scrivono un’altra straordinaria pagina della storia del nostro club. Le bianconere superano, in rimonta, il Milan e vincono la loro terza Supercoppa Femminile consecutiva.

Allo Stadio “Benito Stirpe” di Frosinone finisce 2-1 per la squadra allenata da Mister Montemurro che, con questo successo, vince il suo primo trofeo da allenatore delle piemontesi.

Una vittoria che vale tanto, tantissimo, forse una delle più dure ottenute dalla Juve, anche e soprattutto per le note difficoltà che ci sono state nel preparare al meglio questa Final Four di Supercoppa che si è dimostrata di un livello davvero molto alto. Una vittoria che arricchisce la bacheca dei trofei dello Juventus Museum. Una vittoria che porta la firma di Cristiana Girelli, decisiva a pochi minuti dal 90’.

Quella di questo pomeriggio è stata un’altra prova corale splendida da parte di un gruppo che, ancora una volta, ha dimostrato che cosa voglia dire combattere #FinoAllaFine e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Un risultato speciale per tutti, un po’ di più per Martina Rosucci che proprio oggi ha raggiunto quota 100 partite con la maglia bianconera.

AL RIPOSO SOTTO 0-1

La finale inizia su ritmi molto intensi e soprattutto con una grandissima occasione per le bianconere che, dopo appena quattro giri di orologio, si costruiscono una concreta possibilità per sbloccare immediatamente il match rispondendo alla prima opportunità della gara di marca rossonera. La protagonista è Caruso che, come sempre, trova i giusti tempi di inserimento, ma a tu per tu con Giuliani viene ipnotizzata dall’ex compagna di squadra. Con queste premesse ci si aspetta una finale ricca di situazioni pericolose da una parte e dall’altra, ma dopo le fiammate iniziali le due squadre prendono le misure e, di fatto, concedono poco o nulla alle rispettive avversarie. Arrivati alla metà della prima frazione la Juve prova a prendere in mano la gara grazie soprattutto alla sua forza mentale. La squadra di Mister Montemurro usa la testa e, di testa, si affaccia con pericolosità dalle parti della porta rossonera, prima con Caruso e poi con Girelli. In mezzo una conclusione mancina di Bonansea che, dopo una deviazione, non trova l’angolo alla destra di Giuliani per questione di centimetri. L’inerzia del match sembra pendere dalla parte delle bianconere, ma il Milan reagisce e si crea due opportunità sul finale di primo tempo: la prima, al minuto 35, con la progressione di Guagni disinnescata da una stratosferica chiusura di Lenzini, la seconda al 36’ con il tocco sotto porta di Thomas che trova, però, la doppia chiusura di Peyraud-Magnin e Gama. Piccoli segnali di un lieve cambio di inerzia dell’incontro. Segnali che si concretizzano al 46’ con il vantaggio della squadra allenata da Mister Ganz, firmato dal colpo di testa di Grimshaw, sfortunatamente deviato da Pedersen. Si chiude, dunque, con il Milan in vantaggio il primo tempo.

CREDERCI, SEMPRE, #FINOALLAFINE!

La ripresa vede una Juve molto più aggressiva rispetto al primo parziale e determinata a riequilibrare quanto prima il risultato. Le piemontesi ci mettono davvero poco a spaventare le avversarie: al 47’ Bonansea mette in mezzo un traversone teso che attraversa tutta l’area piccola e per un niente non viene impattato da Hurtig. È soltanto questione di tempo e, infatti, al minuto 49 è ancora Bonansea grande protagonista. La fuga della numero 11 sulla corsia di destra crea il panico tra la difesa delle rossonere e il suo traversone insidioso viene maldestramente deviato in porta da Bergamaschi, 1-1. Esultano le Juventus Women, esulta la panchina, esulta il pubblico di fede bianconera presente sugli spalti. La gara decolla ufficialmente. Il Milan prova a scuotersi e la reazione della squadra di Mister Ganz è immediata. A volte, però, il destino sa essere davvero crudele: il capitano rossonero, Bergamaschi, avrebbe la possibilità di riportare avanti le sue compagne facendosi perdonare per l’autorete, ma la sua conclusione a botta sicura si stampa sulla traversa. Il copione thrilling di questo match, però, non è ancora stato scritto del tutto e di lì a poco arriverà un’altra notizia positiva per le bianconere perchè le lombarde rimangono in inferiorità numerica per via dell’espulsione per doppia ammonizione di Codina. La Juve, sulle ali dell’entusiasmo per il pareggio ottenuto, la minaccia sventata e la fresca superiorità numerica, attacca a testa bassa e le occasioni create sono davvero tante. Dalle conclusioni di Bonansea e Pedersen alla doppia occasione di Caruso a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. La Juve spinge, ma il gol del sorpasso continua a non arrivare. Si entra così negli ultimi dieci minuti finali e da questo momento in avanti la scena se la prende tutta la nostra numero 10, Girelli. Al minuto 81 ci prova di testa, ma la sfera esce di un niente, poi ci prova ancora cinque giri di orologio più tardi su calcio di punizione, ma questa volta si supera Giuliani. Le Juventus Women non ci stanno, Girelli non ci sta e allora, sugli sviluppi di un corner battuto alla perfezione da Boattin, l’attaccante bianconera impatta perfettamente la sfera e la infila nell’angolino dove Giuliani proprio non ci può arrivare, 2-1. Esplode di gioia la squadra in campo, euforia anche in panchina e sugli spalti. Scene già viste tantissime volte, ma scene che non ci si stanca mai di vedere. Il finale le bianconere lo gestiscono con ordine e tanta personalità e al triplice fischio può iniziare la festa.

IL TABELLINO

Finale Supercoppa Femminile
Juventus – Milan 2-1
Stadio “Benito Stirpe” – Viale Olimpia – Frosinone

Marcatori: 46’ pt Grimshaw (M), 4’ st Bergamaschi Aut. (J), 43’ st Girelli (J)

Juventus: Peyraud-Magnin, Boattin, Lenzini, Gama (Cap.), Lundorf, Pedersen (46’ st Zamanian), Rosucci, Caruso (36’ st Staskova), Bonansea, Hurtig (28’ st Cernoia), Girelli. A disposizione: Aprile, Hyyrynen, Nilden, Grosso, Pfattner, Panzeri. Allenatore: Joseph Adrian Montemurro.

Milan: Giuliani, Codina, Fusetti, Agard, Bergamaschi (Cap.), Adami, Grimshaw (38’ st Arnadottir), Tucceri Cimini, Guagni, Piemonte (28’ st Longo), Thomas. A disposizione: Fedele, Babb, Andersen, Selimhodzic, Premoli, Miotto, Dal Brun. Allenatore: Maurizio Ganz.

Ammonite: 31’ st Giuliani (M).

Espulse: 8’ st Codina (M) per doppia ammonizione.

Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno (Assistenti: Francesca Di Monte di Chieti, Veronica Martinelli di Seregno – Quarto ufficiale: Deborah Bianchi di Prato).

JUVENTUS VINCITRICE DEL TITOLO!

Prossimo impegno di campionato:
Pomigliano – Juventus
Campionato Nazionale Femminile Serie A. 1° Giornata Girone di Ritorno.
Domenica 16 gennaio 2022 – ore 12:00 TBC
Campo “U. Gobbato” – Via Ravenna – Pomigliano d’Arco (NA)

Credit Photo: Andrea Amato

Ilaria Andreasi, Granzette: “Buona partenza? Dobbiamo continuare cosi, mai abbassare l’attenzione”

Nel  massimo torneo di calcio a 5 femminile una delle squadra che ha cominciato meglio la stagione è il Granzette. Il team veneto si trova infatti al quinto posto della graduatoria, grazie ai 16 punti conquistati nelle nove uscite di campionato. Il capitano del quintetto del club di Rovigo è Ilaria Andreasi che da anni veste la casacca nero-arancione: abbiamo raggiunto per una breve intervista proprio la classe ’91 originaria di Castelguglielmo.

Ilaria avete ripreso dopo il torneo passato, che ricordo resta di quell’annata?
“L’anno scorso è stato molto complicato! Mettiamoci lo scotto della prima stagione nella massima serie e diversi infortuni importanti, non siamo riuscite a fare il campionato che volevamo. Abbiamo però raggiunto una salvezza storica e questo è stato l’importante”.

In questa stagione quali erano i tuoi obiettivi e quali quelli della squadra?
“Ci siamo ritrovate a settembre con tanta voglia di ricominciare, con un nuovo allenatore in panchina che ci ha trasmesso subito la sua mentalità ed il suo modo di giocare.
L’obiettivo collettivo era sicuramente fare un’annata migliore di quella passata, dimostrando che ci siamo eccome anche noi! Il mio obiettivo è sempre quello di lavorare molto per apprendere il più possibile e migliorare ogni settimana! Ho la fortuna di giocare con atlete straordinarie dalle quali cerco di imparare il massimo”.

Avete conquistato 16 punti in campionato. Che stagione è stata per voi? Soddisfatte?
“Non possiamo che essere soddisfatte per la grande prima parte di campionato! Sappiamo però che è ancora lunga e molto dura per cui non dobbiamo mai abbassare l’attenzione”.

Gara con la Lazio rinviata. Come state preparando il ritorno sul parquet per il 2022?
“Dopo un po’ di meritata pausa per tutte, abbiamo ripreso da dove ci eravamo fermate ovvero preparando al meglio ogni singolo dettaglio che fa poi la differenza in questa categoria. Peccato non giocare domenica ma auguro alle giocatrici della Lazio una pronta guarigione”.

Come reputi la tua stagione?
“Sono molto esigente da me stessa per cui mi aspetto sempre di fare meglio!
I risulti positivi aiutano sicuramente a lavorare con maggiore serenità per cui dobbiamo continuare così”.

Ti aspettavi un torneo di Serie A cosi equilibrato?
“Ci sono sicuramente due squadre superiori però il bello di questa categoria è che ogni gara è da vivere e non si sa mai cosa potrà accadere fino al suono della sirena finale”.

Cosa ti auguri per il 2022?
“Mi auguro di continuare il nostro percorso nei migliori dei modi e di giocare ogni partita ad alto livello! Ci giocheremo per la prima volta le fasi finali di Coppa e non vediamo l’ora! Sempre forza Granzette”.

Elisa Vai, Accademia Calcio Vittuone: “Vorrei aiutare le mie compagne a vincere il campionato”

L’Accademia Vittuone sta occupando la seconda posizione del girone lombardo di Eccellenza con trentaquattro punti, frutto di dieci vittorie, un pareggio avuto contro il Leon e una sconfitta subita per mano del Lumezzane. La squadra punta alla vittoria in campionato, contando su calciatrici di esperienza, tra cui Elisa Vai, attaccante classe’ 89, che in passato ha giocato nel Real Meda, Bocconi Milano, Milan Ladies e Como, e arrivata quest’anno a vestire la maglia biancoverde. Abbiamo raggiunto Elisa per risponderci ad alcune domande.

Elisa cosa ti ha spinto a giocare a calcio?
«Fin da piccola il pallone è l’unica cosa che attira la mia attenzione, la mia mente, i miei piedi e il mio corpo. Non mi stanco mai di giocare e parlare di calcio. È una passione che non riesco a frenare».

Tu sei un’attaccante: quale è il pregio e il difetto di questo ruolo?
«Ne dico uno per tutte due. Nel bene e nel male per vincere la partita devi fare gol, che è quello che viene tendenzialmente dato all’attaccante, colui che si porta la responsabilità. Se riesci a farlo riesci a mettere un tassello, quando non ci riesci è la prima cosa che notano subito».

Qual è la rete più emozionante che hai segnato fino ad ora?
«Ero in Serie B con la Bocconi, e in una partita eravamo in parità, continuavamo a subire. Io ero l’unica in attacco, perché il mister aveva deciso che il pareggio andava benissimo. Ad un certo punto raccolgo una palla sul lato destro, rincorro per la trequarti, riesco a spalleggiare un difensore, calcio di destro e la palla arriva sotto la traversa. Era l’unica possibilità che avevo per portare la squadra alla vittoria».

Nella tua carriera c’è una maglia che ti ha lasciato il segno?
«Quando ero all’Isola Corbetta in Serie C al avevo ricevuto l’offerta del Como che era in A2, ma poi ho accettato la Bocconi, facendo con questa squadra il percorso dalla Serie D alla B, poi sono andata al Real Meda. Quando poi sono tornata nuovamente alla Bocconi ho fatto un anno fantastico in Serie B. Questa società mi ha fatto crescere molto».

Perché quest’anno sei approdata all’Accademia Calcio Vittuone?
«Perché ho visto tanta voglia di portare a casa un risultato importante. Se a Meda c’erano pochi obiettivi, a Vittuone si vuole vincere».

Che ambiente hai notato al tuo arrivo?
«È una squadra speciale. Mi sono sentita subito accettata al cento per cento, e le compagne ti trasmettono parte di un progetto comune, e ciò ti fa esprimere al massimo».

Nel girone lombardo di Eccellenza il Vittuone è secondo: piazzamento giusto?
«Non ci meritiamo questo posto, e nell’ultima partita col Lumezzane lo abbiamo dimostrato».

La squadra può puntare alla vittoria del campionato?
«La squadra può, e punterà, assolutamente alla vittoria del campionato».

In undici partite hai segnato sei reti: score in linea con le tue aspettative?
«Non sono per niente soddisfatta, anche faccio numerosi assist alle mie compagne».

Qual è il club che ti sta stupendo di più?
«Il Monterosso l’ho trovato tosto, non a caso, quando le abbiamo affrontate, ci impedivano di fare il nostro gioco, per poi riuscire alla fine a dire la nostra».

Che valenza avrà il Covid-19 sul campionato?
«Ad oggi non ha inciso tantissimo, da lì in avanti sì. Ho paura che il campionato possa essere falsato in qualche modo».

Come sta, secondo te, il calcio femminile lombardo?
«Il calcio femminile lombardo è sempre stato prestigioso, ma negli ultimi anni ha vissuto di rendita, cosa che nelle altre zone, come a Firenze o Sassuolo, non stanno facendo. Secondo me bisogna rimettere a dei progetti importanti per avere un buon futuro».

Che persona sei fuori dal campo?
«Sono un’ingegnera, quindi sono una persona precisa e accurata. Se in campo mi godo appieno ogni momento, fuori sono riflessiva».

Che obiettivi vorresti centrare nel 2022?
«Vorrei aiutare le mie compagne, attraverso i miei gol, a vincere questo campionato».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Accademia Calcio Vittuone ed Elisa Vai per la disponibilità.

Photo Credit: Elisa Vai

Rossonere punite, Supercoppa alla Juve: 2-1

Una finale con l’amaro in bocca: sfuma sul più bello, per il Milan femminile, l’appuntamento con il primo trofeo della sua storia. A Frosinone è la Juventus ad imporsi, in rimonta, per 2-1 nella Finale di Supercoppa Italiana: allo splendido vantaggio firmato da Grimshaw a fine primo tempo le bianconere hanno risposto prima con uno sfortunato autogol di Bergamaschi e poi, a un minuto dal 90′, con un colpo di testa di Girelli. Nel mezzo una severa espulsione, per doppia ammonizione, a Codina che ha costretto il Milan in inferiorità numerica per 40 minuti.

Un risultato che non rende merito alla prova delle rossonere: coraggiosa e perfetta nel primo tempo, contro una delle migliori squadre d’Europa e dominatrice totale nelle ultime stagioni italiane; accorta e ordinata in una ripresa dove, prima del gol decisivo di Girelli, i pochi tentativi bianconeri avevano comunque trovato un’attenta Laura Giuliani. Un esito da mettere alle spalle in una stagione che si appresta a ripartire in campionato e Coppa Italia: il futuro immediato propone la trasferta contro l’Hellas Verona sabato 15, poi il doppio appuntamento con la Sampdoria tra Serie A e andata dei Quarti di finale di Coppa Italia. Forza ragazze.

LA CRONACA
Squadra che vince non si cambia per Mister Ganz, che propone lo stesso undici titolare visto mercoledì in Semifinale contro la Roma. Tanto equilibrio in avvio: se Giuliani è reattiva al 3′ su Caruso, le rossonere si fanno vedere dalle parti di Peyraud-Magnin con Bergamaschi al 13′ e Adami da fuori al 16′. Col passare del tempo è il Milan a crescere in campo: al 35′ grande progressione di Adamiche però non vede il taglio di Thomas, un minuto dopo è la stessa Lindsey in tap-in a impegnare l’estremo difensore bianconero. Il meritato vantaggio rossonero arriva in chiusura di primo tempo. Corner mancino, in pieno recupero, di Tucceri Cimini che pesca il colpo di testa di Grimshaw per l’1-0 Milan.

La ripresa parte nel peggiore dei modi, con il pareggio bianconero: Bonansea avanza sulla destra e mette in mezzo per Hurtig, Bergamaschi l’anticipa ma mettendo sfortunatamente in porta alle spalle di un’incolpevole Giuliani. Proprio la numero 7 rossonera ha una grande chance per rifarsi un minuto dopo: al 51′ sponda di Piemonte per Valentina, che centra la traversa. Al 54′ l’episodio che cambia il match, con Codina che rimedia un severo doppio giallo per un fallo a centrocampo su Caruso. La superiorità numerica porta la Juventus a insistere in avanti, ma il Milan si difende gagliardamente con ordine: il tentativo migliore è quello di Girelli su punizione all’86’, ma Giuliani è strepitosa a volare all’angolino a respingere. Due minuti dopo, però, crolla il fortino rossonero: proprio Girelli va a segno di testa sugli sviluppi di un corner, con Giuliani e Árnadottir che non riescono ad arrivare sul pallone. In pieno recupero da segnalare un contatto in area su Thomas, che però si vede fischiare fallo in attacco. Finisce 2-1.

IL TABELLINO

JUVENTUS-MILAN 2-1

JUVENTUS (4-3-2-1): Peyraud-Magnin; Boattin, Gama, Lenzini, Lundorf Skovsen; Caruso (38′ st Staskova), Pedersen (46′ st Zamanian), Rasucci; Hurtig (28′ st Cernoia), Bonansea; Girelli. A disp.: Aprile; Hyyrynen, Nilden, Grosso, Pfattner, Panzeri. All.: Montemurro.

MILAN (3-4-3): Giuliani; Codina, Agard, Fusetti; Bergamaschi, Adami, Grimshaw (38′ st Árnadottir), Tucceri Cimini; Thomas, Piemonte (28′ st Longo), Guagni. A disp.: Babb, Fedele; Thrige; Dal Brun, Premoli, Selimhodzic; Miotto. All.: Ganz.

Arbitro: Ferrieri Caputi di Livorno
Gol: 45’+1 Grimshaw (M), 5′ st aut. Bergamaschi (J), 44′ st Girelli (J).
Ammoniti: 38′ Codina (M), 31′ st Giuliani (M), 50′ st Ganz dalla panchina (M).
Espulsa: 9′ st Codina (M) per doppia ammonizione.

Credit Photo: Andrea Amato

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