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Il Chieti Calcio Femminile vince con la Ternana e rimane secondo a due punti dalla capolista Palermo

Il  Chieti Calcio Femminile vince 1-0 con la Ternana e si mantiene al secondo posto a due punti dalla capolista Palermo: decisiva la rete di Ferrazza al 34′ del primo tempo per battere l’arcigna squadra umbra.

Domenica prossima sarà big match in terra siciliana proprio fra  Chieti e Palermo e, molto probabilmente, in quell’occasione si decideranno molte delle sorti di un campionato fin qui equilibratissimo che vede il Chieti oggi ancora imbattuto.

Mister Lello Di Camillo cambia formazione rispetto a quella che aveva pareggiato con l’Apulia Trani lasciando in panchina l’acciaccata Carnevale (al suo posto Di Lodovico) e tornando a schierare in attacco Galluccio dal primo minuto.

La cronaca si apre all’8′ con Giulia Di Camillo che mette una palla lunga in area da calcio di punizione, favorendo l’intervento di Ferrazza che, dopo una corta respinta della difesa ospite, gira a rete, ma la sua conclusione finisce alta. Al 20′ episodio da rivedere in area umbra: sul tiro ravvicinato di Giulia Di Camillo un difensore della Ternana tocca forse con un braccio fra le proteste neroverdi.

Due minuti dopo è Galluccio a provarci con una bella girata volante, la palla finisce alta, ma il direttore di gara segnala una posizione di offside dunque azione non valida.

Al 34′ il Chieti passa in vantaggio: parabola perfetta di Vukcevic da calcio d’angolo per la testa di Ferrazza che mette la palla dove Money non può proprio arrivare. È la rete che deciderà alla fine  il match.

Paura per il Chieti al 37′ quando, sull’uscita di Falcocchia, Ciccarelli gira a rete da ottima posizione, ma non inquadra la porta. Al 43′ il direttore di gara ravvisa un fallo di mano al limite dell’area di Giada Di Camillo ed assegna la punizione, ma Makulova tira alto. Il primo tempo si chiude con il Chieti avanti per 1-0.

La ripresa si apre nel segno delle neroverdi al 6′ con la conclusione dalla distanza di Di Lodovico che finisce a lato. Al 17′ Stivaletta lotta caparbiamente e cerca la porta con un colpo di testa che però finisce fuori di pochissimo.

Al 29′ ancora Stivaletta si libera di un paio di avversarie e lascia partire un tiro a giro che impegna severamente Money brava a deviare il pallone, ma l’arbitro ferma tutto per un sospetto fuorigioco neroverde.

Al 38′ altro episodio da rivedere quando Stivaletta entra in area e viene messa giù da un difensore, ma anche in questa occasione, come in quella del primo tempo, il direttore di gara lascia proseguire il gioco. I due tecnici operano una girandola di sostituzioni, ma le sorti del match non cambiano: finisce 1-0 per il Chieti che festeggia una preziosa vittoria e si proietta con fiducia al big match di domenica prossima contro il Palermo.

Chieti Calcio Femminile: Falcocchia, Di Camillo Giada, Ferrazza, Benedetti, Vukcevic, Cutillo, Galluccio (47′ st Colavolpe), Di Camillo Giulia, Stivaletta, Esposito, Di Lodovico (9′ st Romeo).
A disp.: Seravalli, De Vincentiis, Di Sebastiano, Gangemi, Venditti, Carnevale, D’Intino.
All.: Di Camillo Lello

Ternana: Money, Fiorella (47′ st Antonini), Acini (36′ st Mazzieri), Vaccari, Melis, Makulova, Ciccarelli (41′ st Conti), Quirini (41′ Chahid), Coletta, Acquafredda (16′ st Del Prete), Cianci.
A disp.: Marescalchi, Brozzi, Piacenti, Bartolocci.
All.:  Migliorini Marco

IMPRESSIONI POST PARTITA DI LISA FALCOCCHIA:

“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile e ci siamo arrivate pronte per giocarcela al massimo delle nostre possibilità. Siamo state brave a segnare nel primo tempo e mantenere poi il risultato.

La Ternana non ci ha concesso molto in fase di gioco: loro non si sono mai arrese lottando su ogni pallone pur non avendo un obiettivo importante in classifica. Nel primo tempo forse sono entrate meglio di noi in campo, noi però ci siamo sempre state, è stato importante segnare un gol che ci ha fatto riprendere. Non è che non siamo entrare sul terreno di gioco con la giusta mentalità, ma forse loro lo hanno fatto, almeno inizialmente, meglio di noi. Quando si rientra dagli spogliatoi in vantaggio per 1-0, è tutto sempre più difficile perché, pur dovendo mantenere il risultato, non puoi permetterti distrazioni e devi continuare a lottare per non prendere gol.

Nel primo tempo sono dovuta uscire sui piedi della loro attaccante: lì o esci o rimani in porta e ho deciso di uscire. Dietro di me c’era la difesa, ho fatto comunque in tempo a tornare in porta, poi lei ha tirato fuori ed è andata bene per noi.

La partita con il Palermo è importante perché può dare sicuramente una svolta al nostro campionato, ma dopo ci saranno anche altri match difficili che potranno ulteriormente cambiare la classifica: ce l’andremo a giocare, ma dovremo stare ancora attente anche a quanto succederà nelle giornate successive.

Ci aspetta una settimana in cui bisognerà rimanere concentrate e allenarci al meglio come abbiamo sempre fatto: è chiaro che ci sarà più voglia di vincere, l’adrenalina aumenterà di giorno in giorno. Non mi aspettavo un campionato tanto equilibrato con un Chieti così ben messo a questo punto.

Ogni partita è stata finora difficile,anche  Crotone contro l’ultima in classifica abbiamo dovuto lottare tanto per vincere. Abbiamo perso un po’ di punti per strada e forse, se li avessimo invece conquistati, ora parleremmo di un’altra classifica. Ci vedono tutte come una squadra da battere visto che finora non abbiamo mai perso e qualunque squadra vorrebbe essere la prima a farlo”.

Credit Photo: Andrea Milazzo

Megan Rapinoe e Pernille Harder stanno aumentando la visibilità LGBTQ

Inizia la settimana della visibilità lesbica (LGBTQ) e le tante icone del calcio che stanno aprendo la strada a un mondo più giusto.

Il calcio non è mai stato uno sport in bianco e nero. Con il recente aumento degli abusi e delle discriminazioni online, è fondamentale che ora più che mai chi è sotto i riflettori aiuti a combattere l’ingiustizia e l’odio.

Anche se c’è ancora del lavoro da fare per combattere l’omofobia in corso nello sport, ci sono giocatori e professionisti che fanno la loro parte nell’affrontare lo stigma che ancora circonda le relazioni omosessuali.

La star americana non è solo un faro di luce sul campo per il suo paese, ma è ugualmente, se non più influente, al di fuori del calcio. Un icona da sempre impegnata per questo è Megan Rapinoe : senza dubbio la principale personalità dello sport quando si tratta di lottare per l’uguaglianza. La trentacinquenne ha continuato a spingere per la parità di retribuzione per l’USWNT ed è stato recentemente invitato alla Casa Bianca per incontrare il presidente Joe Biden.

Ma la più grande forza di Rapinoe risiede nella sua spinta senza sforzo per la visibilità. Sia lei che la sua compagna Sue Bird sono estremamente aperte quando si tratta della loro relazione, con il loro fidanzamento ad Antigua lo scorso anno ampiamente documentato in tutto il mondo.

Essendo uno dei più grandi nomi del calcio del pianeta, il palcoscenico di Rapinoe è enorme. Ma è il modo in cui l’icona degli Stati Uniti utilizza la sua piattaforma che le rende davvero un merito sia per il suo paese che per la comunità LGBTQ +. Per le donne che lottano con la loro sessualità, Rapinoe è il modello ideale per loro per trovare la forza di sentirsi a proprio agio nell’essere chi sono.

Durante la Coppa del Mondo 2019, un’immagine della coppia potente della Super League femminile è diventata virale. Magdalena Eriksson aveva appena aiutato la Svezia a passare ai quarti di finale della competizione ed è andata direttamente a Pernille Harder a tempo pieno, che sfoggiava i giallorossi della nazione del suo compagno.

Le due hanno condiviso un bacio celebrativo, che sarebbe diventato una delle immagini di calcio femminile più iconiche su Internet.

Per Eriksson e Harder, l’abbraccio non avrebbe potuto essere una reazione più normale al risultato del gioco.

La risposta che è seguita è stata una completa sorpresa per la coppia, che in quel momento si è resa conto di essere diventata due delle più grandi icone LGBTQ + dello sport.

“Penso che sia stato il momento in cui ho sentito la richiesta di modelli di ruolo in quel modo, a causa di quanto fosse grande e quante persone mi hanno scritto su Instagram dicendo che ci ammiravano e quanto li avevamo aiutati“, ha commentato Eriksson.

“È stato allora che ho capito che siamo davvero potenti insieme. Prima, non ci eravamo davvero visti così”.

Le due ora giocano insieme al Chelsea e sono adorati da migliaia di fan in tutto il mondo. La loro normalizzazione delle relazioni omosessuali ha rivoluzionato il gioco per i sostenitori LGBTQ + ovunque.

Jess Fishlock è uno dei calciatori più adorati del Regno Unito. Nonostante abbia lasciato per intraprendere una carriera negli Stati Uniti nel 2013, il giocatore con più presenze del Galles continua a essere una voce di primo piano per chi è tornato a casa.

Nel 2018, la nazionale gallese ha ricevuto un MBE per i suoi servizi al calcio e alla comunità LGBTQ +.  Fishlock lavora instancabilmente fuori dal campo per contribuire a rendere lo sport un campo di gioco più uniforme.

Come la compagna di squadra di OL Reign Rapinoe, la 34enne è molto aperta sulla sua sessualità ed è molto consapevole della sua posizione di modello per molti.

Recentemente ha ammesso che non c’era nessuno nel settore a cui guardare quando stava crescendo, motivo per cui usa la sua piattaforma per rendere il “coming out”’ molto meno scoraggiante e incoraggiare quelli ad abbracciare chi sono e non avere mai paura essere se stessi. Eriksson e Harder, le due star di USWNT stanno facendo miracoli per la rappresentazione delle persone LGBTQ + nello sport.

 

 

 

Giorgia Marchiori, Hellas Verona: “Dispiace per la sconfitta, continuiamo a lavorare perché il nostro campionato non è finito”

Le principali dichiarazioni dell’attaccante gialloblù Giorgia Marchiori al termine di Hellas Verona-Sassuolo, 19a giornata della Serie A TIMvision 2020/21.

Che gara è stata? Dispiace per la sconfitta perché nei primi minuti del match siamo riuscite a contrastare la grande qualità del Sassuolo, poi però le loro ripartenze ci hanno punito. Il mio impatto sulla partita? Sono entrata in campo con l’obiettivo di esprimermi al meglio delle mie potenzialità, con grinta e determinazione. Conoscevo la forza del Sassuolo e quindi mi sono messa completamente a disposizione della squadra. Come valuto la mia stagione anche in virtù degli traguardi raggiunti dalla squadra? Quest’anno, nonostante la mia giovane età, ho trovato tanto spazio e questo aspetto mi rende molto orgogliosa. Devo ringraziare tutta la Società, il mister e lo staff per la fiducia che mi hanno dato. Ottenere l’obiettivo salvezza con quattro giornate di anticipo è stato emozionante, ma il nostro campionato non è ancoro finito, dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere nuovi traguardi“.

Credit Photo: Pierangelo Gatto 

Gaia Apicella, Pomigliano: “Non mi aspettavo questa promozione in Serie A, e l’anno prossimo vogliamo dimostrarlo”

Il Pomigliano ha centrato per la seconda volta di fila la promozione, ma stavolta ha un sapore importante, perché la vittoria ottenuta alla 23° giornata di Serie B sul Pontedera ha permesso alle pantere di centrare la salita in Serie A. Un gruppo molto forte e coeso, fatte di giocatrici vogliose di riscatto. Ma c’è una che conosce molto bene l’ambiente pomiglianese: si tratta di Gaia Apicella, difensore classe ’93 e da due anni è la capitana delle granata. La nostra Redazione ha intervistato Gaia, mentre stava festeggiando con le sue compagne la promozione, coi nostri microfoni.

Gaia cosa vuol dire per te essere la capitana del Pomigliano?
«Per me è un motivo d’orgoglio, soprattutto il fatto che indosso una fascia da capitano molto particolare che porta il nome della figlia del Presidente (Angela Pipola, ndr) scomparsa una anno fa».

Perché hai deciso di giocare a pallone? Come mai hai scelto la difesa?
«La mia passione è iniziata sin da piccola, quando a quattro anni giocavo con mio fratello. Ho scelto la fascia difensiva sin da quando gioco nelle giovanili del Napoli. Ogni mister riteneva quel ruolo giusto per me. Mi sono sentita sin da sempre un difensore».

Prima di approdare al Pomigliano in che squadre hai giocato?
«Ho fatto le giovanili col Napoli Femminile e esordito in Serie A2 a 16 anni, poi a 18 anni sono approdata in Serie B con la Domina e infine ho giocato alla Virtus Partenope, squadra che poi è diventata Pomigliano».

Cosa ti ha portato a diventare una delle “pantere pomiglianesi”?
«Quando ho conosciuto il Presidente Raffaele Pipola mi è sembrata una persona molto ambiziosa, e mi ha detto che avrebbe fatto grandi investimenti. Quindi ho accettato senza indugi questo progetto».

In due anni sei passata dalla Serie C alla Serie A: ti immaginavi questo percorso?
«Sinceramente me lo auguravo, ma forse non me l’immaginavo. Quando eravamo in Serie C lo scorso anno pensavamo di essere la squadra più forte, ma non avrei pensato di vincere un campionato difficile come la Serie B. Mi aspettavo la promozione in cadetteria, ma la salita in A no».

Parliamo di questa incredibile stagione. Quando avete iniziato a capire che potevate ambire alla Serie A?
«Secondo me lo abbiamo capito quando abbiamo battuto 1-0 il Brescia, e lì abbiamo capito che potevamo lottare per la Serie A».

Col Pontedera sembrava una partita stregata, ma Tyler Dodds vi ha regalato il gol-promozione.
«È stata una partita difficile, perché è stata una vittoria molto combattuta e molto sudata. Ma questo successo ce lo ricorderemo per molto tempo».

A chi vuoi dedicare questa seconda salita consecutiva?
«La dedico innanzitutto a me stessa, perché faccio numerosi sacrifici, e poi alla società in primis al presidente Pipola, perché senza di lui non ce l’avremmo fatta, e lo ha fatto mettendoci nelle migliori condizioni per vincere il campionato».

Torniamo alla Serie B: ti immaginavi un campionato così equilibrato ed incerto?
«Me lo aspettavo, forse non così competitivo, e di anno in anno la Serie B sta crescendo di livello. Noi siamo salite in A, ma il secondo posto è ancora in ballo: la Lazio è la favorita, ma partite difficili da qui alla fine».

Secondo te il calcio femminile in Campania potrà avere la giusta crescita?
«Secondo me è il momento giusto per crescere: spero che il Napoli si salvi, perché sarebbe bello vedere due squadre campane in Serie A. Quale miglior momento come queto per far crescere il calcio campano?».

Com’è la tua vita extracalcistica?
«Sono laureata in Giurisprudenza e sono diventata avvocato e ho uno studio. Alla mattina lavoro, al pomeriggio mi alleno e poi torno allo studio per lavorare. Però concilio al meglio queste due cose».

Che cosa vedi nel tuo futuro?
«Prevedo di mettermi in gioco e giocare le carte in Serie A col Pomigliano, che buona metà è composta da ragazze campane che hanno un valore, e come lo abbiamo dimostrato in Serie B vogliamo farlo anche in massima serie».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Calcio Pomigliano e Gaia Apicella per la disponibilità.

Photo Credit: ASD Calcio Pomigliano – Luca Bottura

Lluís Cortés rinnovato al Barcellona fino al 30 giugno 2022

Lluis Cortes, Barcellona
Lluis Cortes, Barcellona

Dopo il raggiungimento della finale della Women’s Champions League, il Barcellona ha confermato il tecnico Lluís Cortés fino al 30 giugno 2022 con opzione di rinnovo per un altro anno. Il club che si sta per laureare nuovamente Campione di Spagna, ha annunciato che celebrerà la firma con un atto ufficiale appena il calendario lo consentirà.
Dopo la sconfitta con l’Olympique Lyonnais nella finale di Budapest del 2019, il tecnico è riuscito a raggiungere la semifinale contro il Wolfsburg nella scorsa stagione e la finale contro il Chelsea quest’anno. A 34 anni, Lluís Cortés era entrato a far parte del club nel 2017 come analista. Poi è passato ad essere il secondo di Fran Sánchez, allenatore della squadra di calcio femminile fino al gennaio del 2019. Con Lluís Cortés il Barça ha avuto dei risultati eccezionali con 2 campionati (il secondo è quasi conquistato, mancano solo 4 punti ed è a punteggio pieno con 3 partite da recuperare), la Coppa del Re e una Supercoppa spagnola. Il sogno è la Champions e con questa squadra, il Barça potrebbe vincerla dopo avere eliminato colossi come il Manchester City e il PSG che si sta per laureare campione di Francia. Anche se il Chelsea è l’avversario più ostico che poteva capitare alle catalane.
La difesa ferrea si unisce ad un gioco offensivo spettacolare ed una corsa che poche squadre hanno. Infatti il Barça crea tantissime occasioni da rete e ha diverse calciatrici che segnano: dalla bomber Jenni Hermoso alla nigeriana Asisat Oshoala, dalla centrocampista Alexia Putellas all’altra attaccante Lieke Martens fino alla giovane Bruna Vilamala. Senza dimenticare la fantasista Graham Hansen che spesso crea la giocata decisiva.
Il Barça è una squadra di fuoriclasse e lo vuole dimostrare anche nella finale di Goteborg in programma il 16 maggio allo Stadio Gamla Ullevi.

Photocredit: Barcelona Femminile

Gianpiero Piovani, Sassuolo: “Milan? Noi ci proviamo, se saranno più bravi tanto di cappello”

Vittoria per 4-0 del Sassuolo Femminile in casa del Verona. Mister Gianpiero Piovani, intervenuto ai microfoni di SassuoloChannel, ha commentato così l’esito della gara: “Non era una partita scontata. Avevo messo in guardia le ragazze, avevo chiesto un atteggiamento deciso perché non era una partita facile. Sono state brave a fare alla lettera quanto preparato in settimana e questo risultato è una grande vittoria contro una squadra organizzata e che ha in messo in difficoltà tante squadre”.

Ci sono stati dei recuperi importanti.
“Sì, abbiamo recuperato tante giocatrici che era da tempo che non giocavano. Haley Bugeja è una di queste, è stata ferma tre mesi. Pondini ha giocato mezz’ora, Ferrato che rientra dal crociato ha fatto 10 minuti e contiamo di recuperare Giurgiu, Parisi, Fuentes, ragazze che erano fondamentali per noi all’inizio della stagione. Le cose sono andate bene lo stesso grazie a queste splendide ragazze che hanno fatto quadrato, ci hanno insegnato che questo percorso è un percorso molto importante che tutte le giocatrici dovrebbero fare”.

La squadra ha dato la sensazione di non accontentarsi.
“Continuavano a lottare, volevano divertirsi, non accontentarsi non vuol dire essere presuntuosi ma vuol dire voler raggiungere per lottare un obiettivo tutte insieme”.

Recuperati 2 punti sul Milan.
“Come ho detto dopo la sconfitta con la Juve, noi dobbiamo cercare di fare 12 punti nelle 4 partite, poi se gli altri son più bravi di noi, tanto di cappello. Se l’atteggiamento è questo io sono ben felice, se il Milan sarà più forte e bravo di noi arriverà davanti, ma la cosa importante è che noi facciamo vedere che ci proviamo sempre”.

Credit Photo: Federico Fenzi

Alessandra Ferretti, Arezzo Calcio Femminile: “Da qui in poi ogni gara è decisiva. Infortuni fanno parte della competizione”

“È stata una partita importante per noi. Ma da questo momento ogni gara che ci aspetta sarà decisiva per il proseguo del nostro campionato. Cerchiamo di approcciare sempre al meglio come se fosse una finale. Ci abbiamo messo un po’ a sbloccarla ma una volta andate in vantaggio il match si è messo in discesa”. Alessandra Ferretti, una delle migliori in campo, commenta a margine la vittoria dell’Arezzo contro la Roma XIV. “Solitamente ci prepariamo in settimana per sbloccarci subito, ma poi bisogna considerare l’avversario. Ci mettiamo un po’ a carburare perché lo studiamo. Rimane il fatto però che essendo una gara decisiva impieghiamo un po’ di tempo per comprendere come far male all’avversario”.

“Indubbiamente stiamo lottando per il campionato – dice la numero ventotto toscana –. È logico che le altre squadre, che non sono ai vertici come noi, hanno voglia di lottare. C’è competizione; quindi entrano un po’ dure. Dal momento che incontrano un gruppo forte e compatto come il nostro hanno voglia di dimostrare il proprio valore. Penso sia anche giusto”, conclude il difensore amaranto.

Talking Points Juventus Women – Florentia

COOPERATIVA DEL GOL
Con la rete di Matilde Lundorf contro la Florentia sono 13 le marcatrici differenti della Juventus in questa Serie A (almeno una in più rispetto a qualsiasi altra formazione nel torneo).

IL MOMENTO DI CECI
Cecilia Salvai ha partecipato a tre gol (una rete e due assist) nelle ultime tre presenze in Serie A dopo essere rimasta a secco nelle precedenti otto nel torneo. Sia il gol che i suoi due assist in questo campionato sono arrivati in match casalinghi (vs Pink Bari e Florentia). Da inizio gennaio nessun difensore ha preso parte a più gol in Serie A.

SOFIE X3
Terzo gol in questo campionato per Sofie Pedersen; con la rete rifilata alla Florentia la centrocampista danese ha eguagliato il suo score realizzativo delle due stagioni precedenti (tre sia nel 2018/19 che nel 2019/20).

INARRESTABILE CERNO
Valentina Cernoia ha segnato tre gol contro la Florentia in Serie A con la maglia della Juventus; solo contro il Sassuolo (quattro) ne conta di più con il club nel torneo. Inoltre, per la seconda volta ha segnato un gol e servito un assist nello stesso match (la prima col Sassuolo, a novembre). Dall’inizio di gennaio, solo Cecilia Prugna e Sarah Huchet (sei) hanno preso parte a più gol tra le centrocampiste di questa Serie A.

SENTENZA ANDREA
Andrea Staskova è la prima giocatrice in questo campionato capace di segnare due gol e servire due assist nello stesso match. Per lei seconda doppietta in A (entrambe sono arrivate nel campionato in corso). Dall’inizio di marzo la ceca ha preso parte a nove gol (sei reti e tre assist), almeno tre in più rispetto a qualsiasi altra giocatrice nella competizione in questo intervallo temporale.

SOLITA BB
Barbara Bonansea ha sia segnato un gol che servito un assist nelle ultime due presenze in Serie A.

6X2
Per la prima volta in Serie A la Juventus ha segnato almeno sei gol in due partite casalinghe consecutive.

Credit Photo: Andrea Amato

Fiorentina Femminile: Speciale Primavera, stagione non esaltante ma è sbagliato dire che è tutto da buttare

Si è conclusa la regular season del campionato Primavera Femminile. La Fiorentina Femminile ha raggiunto l’ottava posizione a quota dodici punti. Oltre dieci lunghezze di distanza dalla zona Play-off. La squadra allenata da Claudio Ricci, al pari della prima guidata da Cincotta, non ha offerto una prestazione altisonante. Di certo, operare in piena emergenza sanitaria non è stato facile. La Primavera, a differenze delle colleghe più grandi, non ha potuto godere degli stessi trattamenti medico-sanitari. Le difficoltà di un’annata negativa però, dipingono un quadro che è impossibile non notare. Con il campionato già ripartito a settembre, la Figc si è ritrovata di nuovo davanti all’unica scelta possibile per tutelare le ragazze dal Covid: sospendere tutto.

Il campionato per la Primavera Femminile viola comincia domenica 27 settembre con il derby contro l’Empoli Ladies dell’ex Gaia Sitri. Sconfitta per 1-3 con Astrid Zorzetto unica marcatrice gigliata. Dopo l’imbarcata subita contro la Roma schiacciasassi, la Fiorentina ingrana la marcia giusta e vince l’altro derby contro la Florentia San Gimignano grazie alla rete di Sara Valvo (di lei parleremo più avanti). Quando ormai mancavano poche ore alla sfida contro il Pomigliano, arriva la notizia della nuova interruzione del campionato Primavera. Un nuovo incubo per le ragazze che, più di tutto, necessitavano del campo, della competizione, di allenarsi, di vivere insieme dopo un lockdown durato una sessantina di giorni. Niente da fare, di nuovo tutte in casa ad aspettare, aspettare ed aspettare.

A gennaio l’ufficialità: si riparte da metà febbraio. Il protocollo sanitario però è abbastanza scadente: un solo tampone alla settimana e quarantena obbligatoria se una calciatrice viene a contatto con un eventuale positivo. In altre parole, se una ragazza ha un compagno di classe potenzialmente positivo, è stop di 10 giorni. Se un’atleta ha la figlia della cugina della mamma positiva e si sono viste ad un pranzo diversi giorni prima, è stop di 10 giorni. Si capisce come sia molto difficile avere l’intera rosa a disposizione. Il protocollo della Figc e del Governo è quindi insufficiente ma, e questo è l’importante, il campionato riparte e le ragazze possono tornare ad allenarsi nei centri sportivi.

Per Ricci e staff però, c’è un ulteriore problema. Le calciatrici più forti e più rappresentative del gruppo, finiscono anticipatamente in prima squadra. Il Covid e gli infortuni colpiscono pesantemente la formazione di Cincotta, facendo sì che Rebecca Tinti, Maria Paola Mazzoni, Rebecca Mani, Alessia Papi e Chiara Pastifieri si ritrovino a bruciare le tappe. Alcune di loro faranno una pesantissima spola tra prima squadra e Primavera. Inoltre, Rebecca Mani e Maria Paola Mazzoni vivono l’emozione dell’esordio in Serie A, rispettivamente contro Florentia San Gimignano e Pink Bari. Ci sono poi le cessioni in prestito di Maria Sole Lulli, Margherita Cirri e Olga Viggiano, pezzi da novanta del gruppo gigliato, partite per Arezzo e Pistoia in cerca di esperienza. Nonostante le difficoltà, la Fiorentina Femminile Primavera si toglie diverse soddisfazioni nel corso della stagione. Arrivano vittorie contro Roma Calcio Femminile, Grifo Perugia ed una goleada contro il Ravenna. Da questi match, la Primavera individua le calciatrici che, dalla prossima stagione, potranno essere decisive.

Spiccano su tutte le capocannoniere viola Sara Valvo e Margherita Santini. La prima, classe 2004 ed ex San Miniato, ha una grandissima personalità e velocità. Arrivata a Firenze l’anno scorso, Valvo si è distinta per la crescita vissuta e per il goal vittoria contro la Florentia San Gimignano alla seconda giornata. Santini ha vissuto un percorso diverso. Cresciuta nelle giovanili della Fiorentina, prima di passare un anno e mezzo al Florentia, è rientrata in viola diventando un perno nel centrocampo di Ricci. Oltre loro, ci sono diversi elementi molto giovani di grande prospettiva. Prima su tutte, l’attaccante di origine kosovara Leunora Xhemaj. Classe 2003, è una veterana della maglia gigliata nonostante la giovane età. Xhemaj è il classico attaccante di movimento centrale capace di muoversi spalle alla porta per far salire la squadra. Nella stagione appena terminata è andata a rete contro la Roma Calcio Femminile. Sarebbe potuto essere suo l’ultimo goal stagionale della Primavera Femminile, ma un incrocio dei pali si è messo sulla sua strada nella gara contro il Napoli. Tra i pali la Fiorentina segue, con grande interesse, i progressi di Rebecca Tinti. Un po’ esile di fisico ma non certo di spirito. Proveniente dalla Vigor Rignano, l’estremo difensore della Primavera si è allenata diverse settimane fianco a fianco ad Ohrstorm e Schroffenegger. Molto caparbia nelle uscite uno contro uno; una che non è abituata certo a tirarsi indietro. Impossibile non citare poi Linda Masini, classe 2005, di cui abbiamo parlato in un focus antecedente.

Un’altra menzione la meritano poi altri elementi della formazione gigliata che si sono distinte nel corso della stagione: Isabel Pirriatore, Sara Solimeo, Camilla Campi, Astrid Zorzetto. Atlete molto interessanti su cui la Fiorentina punta molto in vista della ripartenza a settembre. Le viola sono chiamate a riscattare quest’annata difficile senza guardare al passato, ma pensando al futuro.

Workshop “Verso il professionismo nello sport femminile” organizzato da Goon Italia: “L’allenatore professionista”

La lezione su “L’allenatore professionista” con relatori l’Avv. Maurizio Folli ed Antonio Cincotta, Allenatore della Fiorentina femminile, analizzerà la figura dell’allenatore sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico pratico.
In primo luogo verranno approfondite le modalità per diventare allenatore, le varie differenze dell’allenatore nelle categorie ed i tipi di patentino esistenti nel nostro ordinamento sportivo e le modalità di acquisizione.
Successivamente i relatori si soffermeranno su la differenza tra allenatore del settore dilettantistico e di quello professionistico.
Una analisi più approfondita verrà dedicata alla C.d. “Riforma dello sport” ed alle importanti novità introdotte con il D.Lgs 36/2021, con particolare attenzione alla figura dell’allenatore ed al rapporto di lavoro sportivo, con cenni sull’evoluzione che la figura dell’allenatore ha avuto nel nostro ordinamento.
Da un punto di vista tecnico – pratico verranno analizzate le differenze di allenamento e di gestione della squadra tra il settore maschile e quello femminile, le varie metodologie di allenamento, la psicologia sportiva, la comunicazione ed i rapporti con le atlete, con una analisi comparata rispetto alle metodologie usate negli Stati Uniti.
Infine i relatori si soffermeranno su la figura dell’allenatore manager, una figura non ancora pienamente presente nel nostro paese ma in continua evoluzione in Inghilterra ed in Germania, dove giovani allenatori guidano squadre di Bundesliga con ottimi risultati con giovani allenatori. L’evoluzione dell’allenatore che diventa un professionista con una visione a 360°, che sa osservare le cose da più punti di vista, da prospettive differenti, unendo la figura dell’allenatore con quella del manager e, molte volte, anche del direttore sportivo.

 

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