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Statistiche Serie A: casa o trasferta… dove si fanno più punti ?

Spesso giocare sul campo di casa porta bene e mette più a proprio agio rispetto a giocare in un campo poco familiare e quindi in trasferta. Andiamo a dare uno sguardo a dove le squadre di Serie A Femminile hanno concretizzato più punti nel girono di andata: casa o fuori casa?

Per la campionessa d’inverno Juventus non fa molta differenza giocare sul terreno di casa o in trasferta in questo 2020, perché a punteggio pulito e pieno sono 15 punti in entrambi i casi. Stessa cosa per l’Inter che concretizza 7 punti in casa e 7 fuori casa. Alla Fiorentina di Cincotta e al Napoli Femminile invece porta meglio giocare fuori casa dove concretizzano più punti. Per le Viola sono 8 punti in trasferta e 6 in casa, mentre per la squadra del neo allenatore Alessandro Pistolesi è 1 punto fuori casa e nessuno sul proprio terreno di gioco. Porta bene anche all’Hellas Verona che realizza 4 punti in casa contro 6 in trasferta. Invece, il resto delle squadre di Serie A invece ha totalizzato più punti nelle partite disputate sul proprio campo.

TABELLA COMPLETA PUNTI CASA – FUORI CASA

Casa Fuori casa Totale
Juventus Women 15 15 30
AC Milan 15 12 27
Sassuolo Calcio 13 9 22
Empoli Ladies 11 6 17
Fiorentina Women 6 8 14
Inter 7 7 14
AS Roma 8 5 13
Florentia San Gimignano 12 1 13
Hellas Verona 4 6 10
San Marino Academy 7 1 8
Pink Bari 3 0 3
Napoli Femminile 0 1 1

Il punto sul campionato Svizzero: Servette campione d’inverno

Il Servette FC Chênois Féminin si aggiudica il titolo di campione d’inverno 2020 della AXA Women’s Super League Svizzera con 10 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta. Inoltre un totale di 46 reti realizzate e solo 6 subite.

Segue poi in classifica lo Young Boys con un totale di 27 punti e poi la storica vincitrice del campionato, Zürich Frauen che a sorpresa non splende come negli anni precedenti ma è la squadra con il maggior numero di goal realizzati: 49. Nonostante ciò, il campionato di ritorno è ancora lungo e sicuramente sarà fortemente combattuto per contendersi la competizione e l’UEFA Women’s Champions League. Inoltre, tra le attuali contendenti si aggiunge il Basilea che segue lo Zurigo a -1.

A fondo classifica si trovano a distanza di pochi punti Lucerna, Grasshopper e St. Gallen. Entrambe hanno ancora la lotta aperta per la salvezza, ma i loro 14 o 12 punti concretizzati in questo 2020 sono abbastanza per aver un punti di vantaggio per la salvezza

Il Lugano Femminile non trova per il secondo anno di fila il suo ritmo e il suo gioco. La squadra è sicuramente molto giovane e ha dato da poter migliorare e tirare fuori. Nulla è ancora perduto, nonostante gli zero punti fatti e un bilancio di 2 reti concretizzate contro 70 subite.

A livello di classifica marcatori si trovano pari a 13 reti realizzate Humm Fabienne (FC Zürich Frauen) e Iseni Ardita (FC St. Gallen 1879). Sul podio si trova anche la giocatrice del BSC Young Boys, De Alem da Eira Stefanie con 12 goal.

Classifica
Servette FC Chênois Féminin  32
BSC YB-Frauen  27
FC Zürich Frauen  24
FC Basel 1893  23
FC Luzern   14
Grasshopper Club Zürich 14
FC St.Gallen-Staad  12*
FC Lugano Femminile  0*

*una partita in meno

Per quanto riguarda l’UEFA Women’s Champions League, sia Servette che Zurigo sono state eliminate ai sedicesimi di finale.

Credit Photo: Just Pictures

Rupinaro Femminile: le parole delle calciatrici Sara Raffone e Lorena Cavallero

Nell’Eccellenza ligure da ormai tre anni uno dei team protagonisti del campionato è il Rupinaro. La squadra cara al presidente Don Fausto Brioni, e capitanata da Ilenia Barbieri, è guidata in stagione da Francesco Longinotti. Nella rosa delle genovesi due dei perni sono Sara Raffone, classe 2001 al terzo anno nel Rupinaro, e Lorena Cavallero, classe ’96 alla sua seconda stagione in biancazzurro. Abbiamo raggiunto Sara, esterno di Camogli, e Lorena, centrocampista di Lavagna, per qualche battuta sulla realtà ligure.

Ragazze come vi siete avvicinate a questo sport e quali sono state le esperienze precedenti a questa annata?
Lorena:Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 5 anni, mio padre è un allenatore e mi ha portato lui stesso in questo mondo. All’inizio giocavo con i maschi, esordienti leva ’96 dell’Entella, e quando ho compiuto 11 anni sono passata al reparto femminile sempre dell’Entella. Successivamente ho fatto due anni nel Levanto Serie C, finché non è nata la Lavagnese femminile, in Serie C , in cui ho giocato fino al 2015, sempre in prima squadra. Nel 2016 mi sono trasferita in Veneto e nel basso vicentino ho giocato per un anno nel Due Monti, squadra di Serie C; nel 2018 sempre in Veneto, ho iniziato una nuova esperienza nel mondo del Futsal a Padova presso il Ponte San Nicolò, squadra di C e proprio in quell’anno siamo riuscite a raggiungere la promozione per la categoria superiore. Dal 2019 sono entrata a fare parte del Rupinaro femminile”.
Sara:Mi è sempre piaciuto giocare a calcio fin da piccola. All’inizio giocavo insieme ai bambini nel parco giochi vicino a casa, poi ho trovato una squadra femminile, ovvero il San Giovanni Battista a Genova dove abitavo. Successivamente mi sono trasferita a Camogli e ho iniziato a giocare nella Lavagnese per due anni, poi infine sono andata al Rupinaro dove gioco tuttora“.
Lorena come è andata la passata stagione per voi?
“Per me in particolare è stata una stagione più che deprimente, dal momento che ho subito un brutto infortunio al legamento crociato. Per fortuna sono comunque sempre riuscita a seguire la mia squadra andando in panchina con le stampelle, ci sono sempre voluta essere e le mie compagne mi hanno aiutato a farlo. Mi è dispiaciuto ancora di più per il fatto che era arrivato il nuovo mister Massimo Maiolino, e avrei voluto davvero esser in campo per imparare dalla sua esperienza e dal suo metodo di gioco. Sotto il punto di vista della classifica abbiamo avuto dei buoni risultati, mi pare di ricordare che fossimo quarte, anche riguardo le nuove modalità di gioco inserite da mister Maiolino siamo riuscite ad ingranare di più in campo e a fare più gioco di squadra, penso sia stato in grado di renderci una squadra sotto ogni punto di vista, dentro e fuori dal campo. Lo stop del campionato è stato un duro colpo a livello emotivo, soprattutto dopo la sospensione degli allenamenti e la chiusura totale. Siamo passate dal vederci praticamente tutti i giorni al non poterci vedere per più di tre mesi, abbiamo comunque cercato di tenerci allenate come potevamo, chi in casa, chi andava a correre, le soluzioni erano diverse. Per me è stato ancora più pesante perché il Lockdown è arrivato proprio nel momento in cui avrei dovuto iniziare a fare riabilitazione e fisioterapia in campo, quindi i miei tempi di ripresa si sono allungati ulteriormente”.

Sara come è stato tornare ad allenarvi dopo tanto tempo in estate?
È stato come un ritorno alla normalità, anche se è durato meno del previsto. In ogni caso è stato bello tornare ad allenarsi, abbiamo dovuto lavorare più del solito per recuperare tutti quei mesi ferme e i primi allenamenti erano abbastanza faticosi e il mister ci faceva lavorare molto, ma tutte erano felici di allenarsi e ritornare finalmente a giocare a calcio”.

Lorena con quali obiettivi volevate affrontare questa annata?
Quest’anno abbiamo iniziato con un altro allenatore che già conoscevamo, Francesco Longinotti. O primi giorni di preparazione sono stati un po’ duri visto che siamo state ferme 7 mesi ma poi abbiamo iniziato a prendere e tenere il ritmo, apprezzare il lavoro che il nostro Mister ci stava facendo fare e negli ultimi allenamenti abbiamo anche raccolto qualche buon frutto. Come obiettivo, ovviamente, c’era e, spero di poter dire che c’è tutt’ora, quello di fare il meglio possibile, nulla di prefissato se non il fatto di dare il meglio di Noi in ogni partita e cercare di raggiungere e conquistare i posti più alti della classifica e toglierci qualche soddisfazione. Abbiamo avuto quattro nuovi innesti: tre nel reparto dei portieri e uno per la difesa. A noi si sono aggiunte Giorgia Malosetti che aveva già giocato con noi, Eleonora Barbieri che arriva dall’Entella, Maria Bertonazzi ed il difensore Giorgia Garibaldi dal Campomorone, che conoscevamo già perché eravamo assieme alla Lavagnese. Abbiamo, invece, perso Sofia Rizzo, centrocampista ed ex capitano che è andata allo Spezia in Serie C”.

Sara come avete metabolizzato il nuovo stop? State continuando ad allenarvi?
In realtà e è stata un po’ dura fermarsi, e ammetto che ne ero dispiaciuta. Sono del parere che sia stata una buona idea fermare il campionato, perché la salute è il lavoro vengono prima di tutto e se fermarsi per qualche mese servirà a riprendere una sorta di normalità. In sostanza sono più che favorevole a fare questo sacrificio. Per gli allenamenti stiamo lavorando singolarmente. L’allenatore ci ha consigliato di andare a correre se è possibile e fare degli esercizi a casa per non perdere l’allenamento fatto in precedenza. Speriamo di poter riprendere il campionato a gennaio anche se ancora non si ha nessuna certezza”.

Sara come reputi il livello del calcio femminile in Liguria?
In questi anni per fortuna le squadre femminili in Liguria sono aumentate e il livello si è alzato. Dopo aver affrontato il campionato di Serie C in Veneto ho trovato un sacco di differenze a livello calcistico. Secondo me c’è da crescere rispetto ad altre regioni dove sono presenti più realtà calcistiche. Sono 19 anni che gioco a calcio e posso dire però che di passi avanti ne abbiamo fatti molti, ma, soprattutto in ambito femminile, c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Sara di che livello reputi il campionato di Eccellenza nella tua regione?
“Il livello del campionato di Eccellenza ligure mi sembra abbastanza livellato. Molte squadre si equivalgono e ogni anno c’è molta competività tra le varie formazioni per provare a salire di categoria. Ovviamente c’è ancora molto lavoro da fare ma ogni anno il calcio femminile cerca di evolversi e migliorare sempre di più”.

Quale momento reputate il più bello della vostra carriera?
Lorena:Una delle partite più belle è stata quella per la salvezza ai playout in Veneto con il Due Monti. Era un derby decisamente emotivo e anche molto fisico, che per fortuna siamo riuscite a portare a casa. In parallelo, invece, tre anni fa ho iniziato anche ad allenare, e l’anno scorso con l’Under 12 della Polisportiva ci siamo trovate ad affrontare a Genova il Campomorone, partita che si era trasformata in tutt’altro fuorché calcio. In quel momento, da mister, sono riuscita a coinvolgere le mie ragazze in quello che per me è il calcio. Ho provato un’emozione enorme nel vedere che la squadra che allenavo stava dimostrando di riuscire a portare avanti gli ideali che sin dall’inizio ho portato in campo con me, in un momento di difficoltà, in cui di fronte a noi c’era, purtroppo, una squadra che non stava più giocando a calcio né si stava divertendo. Delle ragazze di 12 anni sono state in grado di capirmi e capirci e portare a casa la vittoria, meritata sotto ogni punto di vista”.
Sara:Il momento più bello della mia carriera è stata al primo anno al Rupinaro. In quella stagione la nostra squadra ha vinto due coppe, una è la Coppa Liguria, vinta ai rigori contro l’Alassio. Ricordo una partita molto combattuta dove la nostra squadra è riuscita a recuperare i vari svantaggi di reti durante la gara ed io sono riuscita a fare il gol che ci ha permesso di giocare i supplementari. L’altra è la Coppa Comitato, vinta 2 a 0 contro il Vado. Di questo match sono molto felice perché sono riuscita a segnare la prima rete di un incontro che segnava la fine di un anno pieno di soddisfazioni sia personali che per la squadra. Pur essendo stato il nostro primo anno in questa società, siamo riuscite a dare tutte quante il massimo e a far vedere a tutti che con impegno e passione si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Colgo l’occasione per ringraziare lo staff e i dirigenti del Rupinaro, una società che nonostante tutto ci è stata sempre vicina e ci ha aiutato in molte situazioni sia professionalmente che personalmente”.

Edona Kastrati, Vicenza: “La chiamata del ct del Kosovo è stata un sogno diventata realtà”

Attaccante classe 1999, Edona Kastrati è bomber del Vicenza Calcio Femminile con cinque reti realizzate nel girone di andata. Con lei, vi è anche la compagna Yeboaa Francysca a quota 5 goal. Kastrati ha ricevuto la convocazione con la sua nazionale, quella del Kosovo. Si racconta così al Corriere Vicentino:

“La chiamata del ct del Kosovo è stata un sogno diventata realtà. Potrei dire un milione di parole sulle emozioni che provato in quel momento, ma non sarebbero abbastanza per esprimere il mio stato d’animo. Il Kosovo è una Nazione giovanissima, abbiamo passato anni terribili per la guerra ma ora stiamo crescendo da tutti i punti di vista”.

Sul suo club: Dove può arrivare il Vicenza? In alto. Abbiamo un gruppo giovane e forte. Puntiamo a fare bene e a dare il massimo. Manca l’esperienza, ma verrà. Ci vuole solo pazienza“.

Infine sulla situazione generale del corona virus sottolinea il costante punto di domanda sul fatto che non si giochi o meno una partita poiché dal nulla può essere che qualcuno sia positivo al Covid-19 e allora serve rinviare la partita. Su questo afferma che non è troppo contenta poiché si potrebbe lavorare diversamente con uso di tamponi ed isolando i casi positivi.

Credit Photo: Pagina Facebook di Edona Kastrati

Zsanett Jakabfi lascia la Nazionale Ungherese: “Penso che sia giunta l’ora”

Arriva l’annuncio della calciatrice del VfL Wolfsburg, Zsanett Jakabfi che comunica la decisione di lasciare la Nazionale dell’Ungheria all’età di 30 anni. Con questa maglia ha realizzato 19 reti.

Comunica così l’addio su Instagram:
“Nel 2007, un grande sogno è diventato realtà, perché stata la mia prima volta di indossare lo stemma ungherese. Sono orgogliosa di aver potuto rappresentare l’Ungheria come calciatrice per 13 anni. Questa volta dico affido dopo tanti anni. Non è stata una decisione facile, ma penso che sia giunta l’ora.
Vorrei ringraziare tutti i miei coach e compagne di squadra per i ricordi di questo decennio. Auguro alla squadra tutto il meglio e ricorda: #csakegyutt (#onlytogether)
Forza Ungheria!”

Col Wolfsburg, la calciatrice a livello di club conta 7 DFB-Pokal e 6 Frauen-Bundesliga col Wolfsburg. Inoltre durante la stagione 2016/17 ha vinto il premio di capocannoniere della UEFA Women’s Champions League con 8 reti realizzate.

Credit Photo: Pagina Facebook di VfL Wolfsburg Frauenfußball

Quanto conta l’immagine mediatica nel calcio femminile?

Ultimamente la freccia mediatica degli Sport al Femminile sta a poco a poco per emergere, ma si continua a vedere solamente attraverso l’immagine delle poche atlete che riescono a crearsi uno spazio mediatico tutto loro, ma come è possibile comprendere a pieno una atleta senza sapere quali sono le sue peculiarità?
Sono soprattutto le donne che hanno raggiunto risultati a livello Mondiale, che possono vantare anche una vita para-sportiva eccezionale, a creare il personaggio femminile, e se l’atleta vince: merita visibilità; oppure la notizia non è degna di rilievo. Aimè è questo il messaggio che crea la notizia finale nel ruolo delle donne e nello Sport. Le altre atlete sono ancora raccontate poco e con una chiave di lettura spesso sessista e paternalista, e che poco ha a che fare con le loro capacità sportive.

Un esempio evidente è Megan Rapinoe, forse oggi la calciatrice più conosciuta e vincente del pianeta. Essa con la Nazionale Americana di calcio ha vinto tutto: il Pallone d’oro nel 2019, due Mondiali (oltre ad un secondo posto), una Olimpiade e due ori nella CONCACAF (il torneo continentale che raccoglie le squadre del Nord e del Sud America). Ad oggi, in Italia, finalmente s’incomincia ad essere inserita tre le squadre di calcio più vincenti e dominanti di questi anni. Nonostante i successi sportivi straordinari, Megan Rapinoe viene più spesso menzionata per aspetti legati alla sua persona e alle sue scelte fuori dal campo: il colore dei suoi capelli rosa, la lotta per “l’Equal Pay” oppure per la protesta politica del 2016 (che la vide inginocchiarsi durante l’inno Americano in solidarietà ad Colin Kaepernick).

Se poi Megan Rapinoe è una calciatrice destra o mancina, se è dotata di un buon tiro o di un dribbling incredibile, è diventato meno rilevante nel discorso comune; le sue caratteriste tecniche sono sempre sbrigate come informazioni molto marginali, per pochi “veri appassionati di calcio” Gli psicologhi affermano che “la differenziazione genere” è la prima e la più netta categorizzazione sociale che gli individui effettuano; essa implica una componente competitiva e una complementare.
La competitiva giustifica il potere maschile nella società: solo agli uomini vengono attribuiti tratti che sono necessari per dirigere le istituzioni sociali, mentre la complementare ascrive alle donne tratti positivi che sono complementari a quelli degli uomini (es. caratteristiche stereotipicamente non attribuite agli uomini, come la sensibilità, la dolcezza, ecc…).

Questo si riflette nella divisione tradizionale dei ruoli che relegano la donna ai lavori domestici. Per il sessista benevolo, aimè, le donne completano gli uomini.
Quindi tirando le somme è mai possibile che le Calciatrici o le donne che praticano Sport a livello agonistico in tutte le sue forme e ruolo riusciranno ad essere al pari livello di quello maschile?
La speranza è quella che tutti voi, nel leggere questa riflessione, vi diate la risposta più opportuna non certamente scontata ed ovvia ma il tempo dell’età Omerica è passato; quindi occorrerebbe che tutti noi aprissimo di più gli occhi.

Han Huiming è la seconda calciatrice cinese a giocare all’estero

Han Huiming, 19enne difensore, ha scelto Israele, in particolare la maglia del Kiryat Gat Women. La nazionale femminile cinese ha ottenuto discreti successi a livello internazionale: quarti di finale della Coppa del mondo nel 2015 e ottavi di finale nel 2019 (eliminate dalla nazionale italiana) per citarne solo due, le giocatrici però molto raramente giocano al di fuori del contesto cinese.

Wang Shuang fu la prima: nel 2018 scelse l’Europa e si trasferì nelle fila del PSG, siglando una rete nella gara d’esordio. Era il derby di Parigi, PSG contro Paris FC, vinto dal Paris Saint Germain per 5 a 1. A distanza di due anni è Han Huiming a scegliere l’estero, che ha già esordito nella vittoria per 3 a 0 del Kiryat Gat.

Il Kiryat Gat è un club giovane, fondato nel 2010, e nella stagione 2016 – 2017 ha conquistato il suo primo titolo nazionale, l’Israeli Premier League.

Credit photo: Pagina Instagram Kiryat Gat Women

Cifre e curiosità statistiche del 2020 delle Azzurre

L’anno che sta per concludersi è stato particolare per le Azzurre. Prima l’Algarve Cup, interrotta a poche ore dalla disputa della finale con la Germania a causa del sopraggiungere dell’emergenza Covid-19; poi le gare di qualificazione per gli Europei 2022, che vedono Gama e compagne ancora pienamente in corsa.

Nel 2020 la Nazionale ha disputato soltanto 5 partite, con un bilancio in attivo: 3 successi, un pareggio ed una sconfitta. La Ct Bertolini ha impiegato 28 Azzurre, di queste 6 sono andate in gol e 4 hanno confezionato almeno un assist. Le reti realizzate sono state 11 (media 2,2 a partita), quelle subite appena 4.

Le calciatrici che hanno preso parte a tutti gli incontri sono state 5: Elisa Bartoli, Barbara Bonansea, Aurora Galli, Cristiana Girelli e Martina Rosucci. Di loro, Bonansea è stata l’unica ad essere sempre scesa in campo da titolare ed è quella che ha totalizzato il minutaggio maggiore, 419 minuti, precedendo Bartoli (378′) e Girelli (367′).

Proprio Cristiana Girelli è l’Azzurra che ha segnato più reti, 5, con una media di un gol a partita; alle sua spalle c’è Linari a quota 2. Girelli è inoltre la giocatrice ad aver tirato più volte nello specchio della porta con 9 conclusioni, mentre in termini di tiri totali condivide la prima piazza con Bonansea: 15 tentativi ciascuna.

Nella classifica degli assist svetta Barbara Bonansea con 2 passaggi decisivi. L’attaccante della Juventus ha anche il primato delle occasioni create, 9, tre in più di Bartoli, Cernoia e Girelli.

L’Azzurra che ha dribblato di più è stata Elisa Bartoli, che ha effettuato 9 dribbling contro i 6 di Bonansea e i 4 di Girelli. Elena Linari, infine, è la calciatrice che ha completato più passaggi: il difensore del Bordeaux ha toccato 206 palloni, dietro di lei Rosucci (159) e Gama (155).

Credit Photo: Fabio Vanzi

La Fiorentina riparte in vista della Supercoppa e sale al diciottesimo posto nel ranking UEFA: è la prima tra le italiane!

E’ finito il tempo per scartare i regali in casa Fiorentina. Da oggi (28/12 ndr), la squadra di Antonio Cincotta è richiamata a Firenze per prepararsi ai prossimi impegni. Nessun allenamento previsto per la giornata ma le ragazze saranno sottoposte al tampone. Si attendono anche i rientri di chi ha scelto di tornare in patria. La Fiorentina Femminile si appresta ad iniziare il 2021 con l’opportunità di conquistare un trofeo. Il giorno dell’Epifania è infatti prevista la prima semifinale del mini torneo che assegnerà la Supercoppa Italiana. Si parte appunto con Fiorentina-Milan; toccherà poi a Roma e Juventus con annessa finale da disputare allo stadio Manuzzi di Cesena il 10 gennaio.

Le gigliate arrivano a questa tornata a seguito della grande impresa di Praga. Il goal di Daniela Sabatino arrivato all’ultimo respiro può davvero essere l’inizio della rinascita. Il percorso in campionato purtroppo non è stato dei migliori in questa stagione ma le toscane possono andare orgogliose anche per un ulteriore motivo. Stando agli ultimi aggiornamenti UEFA, la compagine di Cincotta è la squadra italiana col coefficiente europeo più alto (18esimo posto). Via via discorrendo troviamo il Brescia (29esimo) e la Juventus (32esima). Numeri dettati sia dalla costante partecipazione della formazione di Firenze alla UEFA Women’s Champions League, sia dall’aver raggiunto gli ottavi di finale in tre occasioni su quattro dispute. Una medaglia al valore per il tecnico lombardo che vorrà confermarsi e regalare un altro trofeo alla sua Firenze.

Per dare la svolta a questa stagione, la Fiorentina deve quantomeno raggiungere la finale. La gara in campionato contro le rossonere, vinta da quest’ultime, ha mostrato come le due squadre si equivalgano. La distanza abissale in termini di punteggio può essere colmata, specialmente quando si tratta di gare a eliminazione diretta. La vittoria del trofeo cancellerebbe poi tutte le voci che da settimane ruotano attorno all’ambiente viola. Dopo la Supercoppa, per le ragazze viola si profilerà l’impegno in campionato contro il San Marino Academy, da disputarsi il 17 febbraio prossimo. Dopodiché arriverà il sorteggio per il prossimo turno di UWCL. Le possibilità di pescare una corazzata si alzano, ma ci sono ancora formazioni che la Viola può affrontare e superare. Servirà un pizzico di fortuna e la miglior Fiorentina della stagione, non tanto diversa da quella vista all’Eden Arena di Praga.

Sassuolo: oggi ripresa degli allenamenti. Torna Alice Lugli

Il Sassuolo Femminile ha chiuso il suo 2020 con la sconfitta contro il Milan. Le neroverdi guidate da mister Piovani ritornano in campo dopo la sosta natalizia eseguendo sessioni di allenamento individuali presso il campo sportivo di Rivalta a Reggio Emilia, gli allenamenti di gruppo verranno effettuati a partire da sabato 2 Gennaio.

Come riferito dal sito ufficiale del Sassuolo, si riaggrega al gruppo anche il portiere classe 1996 Alice Lugli rientrata dal prestito all’Orobica Bergamo. Un primo rinforzo dal mercato per mister Piovani. Torna Alice Lugli per rinforzare il settore dei portieri perché le neroverdi non vogliono lasciare nulla di intentato. Il primo impegno ufficiale il 16 gennaio contro l’Empoli.

Credit Photo: sassuolocalcio.it

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