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Carolina Morace: “Dovrebbe essere la divisione calcio femminile ad indicare la strada da seguire”

Wembley è un sogno per chiunque inizi a giocare a calcio. Poter giocare sotto l’arco più famoso del mondo calcistico significa aver realizzato i propri sogni di gioventù, esser diventati ciò che si sperava, mentre si rincorrevano il pallone e la speranza nel campetto del quartiere. Carolina Morace, i primi attimi del suo straordinario viaggio non li ricorda, il suo pomeriggio sotto l’arco dei sogni però, non potrà mai dimenticarlo. 4 gol a Wembley, nazionale inglese annichilita e l’esigente pubblico di casa che non può far altro che applaudire ad una prestazione memorabile. Ricordi che seppur dolcissimi, rappresentano una minima parte di tutto ciò che Carolina è riuscita a fare durante la sua straordinaria carriera. Con 105 gol in 153 presenze infatti, è la miglior marcatrice Azzurra di tutti i tempi. Un record che si va ad aggiungere ad altri straordinari traguardi: 12 campionati, 12 volte capocannoniere, 2 Coppe Italia, una Supercoppa italiana che l’hanno fatta entrare di diritto nella Hall of Fame del nostro calcio e tra leggende del calcio mondiale premiate con il Golden Foot. L’esperienza sulla panchina della Viterbesepoi, l’ha consacrata come prima allenatrice a guidare una squadra maschile. Ha poi allenato la Nazionale femminile Azzurra, quella Canadese e quella di Trinidad & Tobago, prima di sedere su quella del Milan. Se dovessimo riassumerla in poche parole la conseguenza logica di tutto ciò sarebbe questa: Carolina Morace è il calcio femminile italiano

La domanda che sorge spontanea leggendo quanto sopra è: perché se abbiamo a disposizione una figura di tale competenza, questa figura non è a capo del movimento? Stanis La Rochelle, per sdrammatizzare, probabilmente ci risponderebbe che è così, perché siamo tutti molto italiani. Per capirne di più allora ho preferito chiedere direttamente a lei, che con la stessa puntualità con cui si faceva trovare in area di rigore ha risposto così:

Quali sono le differenze tra il movimento calcistico femminile italiano e quello degli altri paesi europei? E qual è il percorso da intraprendere per poter raggiungere i vertici?
“Il discorso è molto semplice in Inghilterra, Francia e Spagna le calciatrici sono professioniste, in Italia no. Non sono io a poter dire qual è il percorso da intraprendere perché c’è una divisione calcio femminile in cui non sono stata coinvolta che dovrebbe elaborare un progetto che indichi la strada. Se oggi il calcio femminile ha fatto dei passi in avanti lo dobbiamo al progetto di Michele Uva, quando era direttore generale della Federcalcio. Mi auguro che partendo da quella base stiano portando avanti il lavoro, perché c’è bisogno di muoversi e di farlo in fretta. Se andiamo a vedere quali sono i fondi destinati al calcio femminile nelle altre federazioni ci rendiamo immediatamente conto della differenza. Non credo che ci si debba inventare nulla, basterebbe prendere esempio dagli altri paesi.”

Per la sua storia e le sue competenze lei è l’icona del calcio femminile italiano. Non dovrebbe essere una conseguenza naturale che sia lei ad occuparsi del movimento?
“Questa è una domanda che dovresti fare a chi sta ai vertici della Federazione e ti dirò, sarei curiosa di conoscere la risposta. Alle volte si ha come la sensazione che in un certo senso coloro che hanno una preparazione ed un’intelligenza che li possa portare ad avere un’opinione diversa facciano paura. Per avere un’idea della situazione basta guardare da chi è composta la divisione calcio femminile. C’è una mentalità chiusa, fatta di scelte imposte che io faccio fatica a condividere. Per farti un esempio, sono istruttrice FIFA e UEFA, l’unica tra uomini e donne e tengo corsi per gli allenatori dal 2008. Nei corsi UEFA B in Italia, c’è un determinato numero di ore dedicate al calcio femminile con lezioni tenute da allenatrici italiane, tra cui Milena Bertolini e Betty Bavagnoli ed io sono stata l’unica a cui non è stato chiesto. L’unica cosa che posso fare è andare avanti per la mia strada.”

Alcune voci in Inghilterra la accostano alla panchina della nazionale inglese. Le piacerebbe un’esperienza nel Regno Unito?
“Senza dubbio, io ho allenato 3 nazionali e con il Canada sono riuscita a vincere il CONCACAF Women’s Championship. Essere accostata ad una panchina del genere insieme ad altri grandi nomi non può far che piacere. La realtà inglese è una realtà che mi piace molto. Sono amica molto amica di Hope Powell, quindi sono venuta diverse volte in Inghilterra e ho visto giocare tutte le grandi squadre e seguo molto il calcio inglese. La mia assistente poi è inglese australiana, per cui sì, mi piacerebbe anche poter fare un’esperienza a livello di club.”

Durante il lockdown lei ha analizzato le squadre di Serie A in alcune pillole disponibili su YouTube. Il prossimo weekend ripartirà il campionato. Cosa dobbiamo aspettarci? Lei crede che dopo 4 mesi di stop e giocando in estate le squadre che basano il proprio gioco sul ritmo faranno più fatica delle altre?


“Non solo faticheranno di più, ma rischieranno anche più infortuni. Stare fermo per 3 mesi è tantissimo per un atleta. Anche se ti alleni per tre mesi tutti i giorni, senza gare non si ha il ritmo partita, Quello arriva solo giocando ed è per questo che in fase di preparazione si svolgono le amichevoli. Abbiamo visto che la prima partita giocata è stata abbastanza noiosa, con poco ritmo e poi senza il pubblico. Il pubblico è un fattore importantissimo perché ti regala quella spinta in più e rende inevitabilmente più bello il calcio. Abbiamo visto che in Bundesliga il fattore campo non sta incidendo in nessun modo. I tifosi sono una parte importantissima di questo sport e quella che dovremmo sempre avere in mente. Quindi se penso all’
Atalanta, al Bologna e al Verona di Juric, che fanno dell’organizzazione e della corsa le loro armi, mi viene da dire che potrebbero risentirne maggiormente.”

Le competizioni europee verranno completate disputando una Final 8, una modalità differente rispetto a quella tradizionale. Come si approccia una gara ad eliminazione diretta e quali sono le motivazioni che un allenatore prova a trasmettere al gruppo?
“Ti giochi tutto e non è detto che vinca sempre la squadra più forte, quindi per chi allena una squadra sulla carta inferiore la motivazione sta nel cogliere l’opportunità facendo capire che in quei 90 minuti non conta la lunghezza della rosa. Paradossalmente potrebbero avere più problemi le squadre abituate a vincere e con rose più lunghe, in cui gli allenatori non potranno permettersi di sbagliare la formazione e necessariamente l’11 migliore. Le squadre che prediligono il gioco in verticale potrebbero risentirne di più in quanto si tratta di un gioco più dispendioso, in cui si deve esser bravi a scegliere i tempi.”

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

 

Massimo Spagnolli è il nuovo allenatore del Trento Calcio Femminile

Inizia all’insegna del rinnovamento la stagione del Trento Calcio Femminile. Ieri sera la presidente Rita Csako ha presentato orgogliosamente alle giocatrici il primo colpo di mercato in casa gialloblu: Massimo Spagnolli sarà il prossimo allenatore del Trento Calcio Femminile.

Ad annunciarlo la dirigenza che vuole così iniziare un nuovo ciclo e rilanciare le ambizioni della prima squadra. Ieri, tra le mura amiche di via Bettini, sul verdissimo terreno di gioco, messo a nuovo per la stagione che ci attende, il mister si è presentato alle sue future giocatrici.

Entusiamo e voglia di iniziare prima possibile: ecco come riassumere il primo discorso di Spagnolli in gialloblu. E’ la prima volta nel mondo del calcio femminile per il roveretano classe 1973, ma la voglia di conoscere questa realtà è tanta e il contributo che potrà dare alla squadra lo è ancora di piu’. Una carriera in giro per l’Italia da professionista e le recenti esperienze come vice-allenatore all’AC Trento del presidente Giacca sono un curriculum di alto livello che riflette le ambizioni di questa società.

L’obiettivo, come detto dal direttivo, è fare un passo alla volta cercando di migliorarsi anno dopo anno. Anche le giocatrici sono entusiaste e non vedono l’ora di lavorare sul campo con il nuovo mister che verrà affiancato da uno staff preparato con gradite conferme e nuovi innesti ancora in via di definizione.

Photo Credit: ACF Clarentia

Edgar Merino, Solo Cracks: “Il campionato femminile italiano ha un sacco di potenziale di miglioramento”

Edgar Merino, procuratore dell’agenzia Solo Cracks, pionieri nell’investimento nel calcio femminile in Sud America, ha rilasciato un’intervista ai nostri microfoni parlando della sua agenzia, della decisione di bloccare i campionati e dei progressi che può fare il nostro campionato.

Con la tua agenzia, sei stato il primo in Sud America a investire nel calcio femminile: come hai deciso di entrare in questo sport?
“Esatto, siamo stati pionieri come agenzia nel calcio femminile latinoamericano, due o tre anni dopo i nostri inizi nel futfem, c’erano parecchie agenzie che sono entrate e continuano a farlo, il che è positivo perché significa che il mercato genera interesse e sta crescendo. All’epoca abbiamo deciso di investire e concentrarci al 100% sul calcio femminile perché ho visto che c’era un sacco di talento e passione che nel corso degli anni erano stati costantemente invisibili dalle diverse aree del settore: agenzie, federazioni, media, ecc. e che dal mio percorso avrei potuto contribuire affinché molti di quei talenti non fossero persi e potessero realizzare i loro sogni. Credevo che nel calcio femminile avrei potuto essere un agente di cambiamento e contribuire all’uguaglianza attraverso lo sport. Sapevo che facendo le cose con passione e professionalità i risultati sarebbero arrivati. Così è stato finalmente, abbiamo iniziato con una calaciatrice e oggi abbiamo circa 100 giocatrici da 23 paesi diversi e 4 continenti, siamo un’agenzia globale per il calcio femminile con oltre 200 trasferimenti (e sogni) sul nostro credito. L’evoluzione che abbiamo avuto è dovuta al fatto di non aver mai smesso di credere di poter cambiare la storia. In agenzia siamo molto felici di aver contribuito al raggiungimento di molti sogni.”

Come si è evoluto il ruolo del manager nel corso degli anni?
“Si è evoluto perché l’industria sta crescendo passo dopo passo ed è diventata più professionale. Penso che uno come manager sportivo debba essere all’altezza dello sforzo e del talento dei tuoi atleti. Proprio mentre si preparano e si allenano ogni giorno, i manager devono anche preoccuparsi di crescere, studiare, apprendere nuove cose da applicare nella carriera degli atleti. Nel riuscire a ricambiare quella passione che lo sport genera. Per me questo è essenziale. Penso che il ruolo si sia evoluto in quel senso, anche se è anche vero che il calcio femminile sta avendo sempre più ripercussioni e ciò significa che molte volte le persone si interessano a quelle “luci” che sta generando e che in realtà non sono al livello che richiede di fare le cose nel modo giusto. Ma ciò accade in ogni settore in crescita. Oggi l’agente ha più strumenti di 5 o 10 anni fa e dobbiamo sapere come usarli in modo corretto.”

Pensi che questo blocco possa danneggiare il mondo del calcio femminile?
“Il calcio femminile ha registrato una grande crescita a livello globale. Penso che questo blocco e tutto ciò che sta accadendo con la pandemia ovviamente influenzerà e rallenterà parte di quella crescita in termini di immediatezza, ma una volta che tutto inizierà a rilanciare il calcio femminile, tornerà lungo quei percorsi di crescita. Non tornerà più indietro come nei periodi precedenti. Il calcio femminile sarà solo crescita ed è qui per restare.”

Quale pensi sia il modo migliore per far ripartire il calcio femminile nel modo migliore?
“Penso che bisogna fare una buona pianificazione per quanto riguarda i vari spigoli coinvolti in questa “recessione” e calcolare cosa potrebbe significare tutto ciò che sta accadendo, e sulla base di ciò mettere insieme un piano d’azione sicuro e realistico per il settore del calcio femminile. Ogni paese, ogni campionato, deve farlo in modo responsabile.”

Secondo te, è stata una decisione corretta bloccare i campionati? (Tranne il campionato tedesco)
“Più che mettere in discussione la sospensione, quello che metto maggiormente in dubbio nel mio caso è la fretta con cui la sospensione è stata decisa in alcuni campionati, penso che la decisione avrebbe potuto essere presa più tranquillamente, anche se alla fine avessero deciso di sospendere. Ma non è facile, nessuno aveva un manuale per sapere come affrontare una pandemia di questo tipo. Spero che questa sia un’esperienza per tutti noi coinvolti nel settore sportivo. Molte decisioni sono state mescolate nella decisione di sospendere o meno: erano tutti i team in grado di supportare finanziariamente il protocollo di ritorno all’attività? È stata davvero fatta un’analisi per il calcio femminile su quanto è costato riprendere la competizione? C’è stato un alto livello di sicurezza a livello di salute per mantenere i calciatori calmi se sono tornati? Quanto hai perso o quanto hai smesso di vincere finanziariamente il calcio femminile (leggi campionato, club, competizione) sospendendo l’attività? Era giustificato tornare? E se tornasse, quanto guadagnerebbe l’attività per il ritorno? Ci sono molte domande a cui avrebbe dovuto rispondere e in cui non ho tutte le informazioni per darti un parere informato.”

Sebbene il calcio femminile sia in aumento, ci sono ancora disparità tra il calcio rosa e quello maschile. Pensi che queste disparità saranno eliminate prima o poi?
“Spero sia così. Penso che la prima cosa che debba essere sradicata siano le differenze nelle condizioni. Che le giocatrici abbiano le stesse strutture per difendere lo stesso scudo dei giocatori, a livello di strutture, servizi, comunicazione, assicurazione, salute, di tutto ciò che implica essere un calciatore professionista. Penso che sia la prima cosa che dovrebbe essere equiparata se o se. La questione dei salari è qualcosa che richiede molto tempo e credo che le lacune si ridurranno, ma molto dipende da ciò che genera la stessa attività. Ecco perché ti dico che per me la priorità sono le condizioni, che non dovrebbero essere compromesse e dobbiamo continuare a lottare per abbinarle.”

In conclusione, cosa ne pensi del campionato femminile italiano?
“Il torneo femminile italiano ha registrato una crescita negli ultimi tempi e ciò è dovuto a diversi motivi, come la professionalità con cui ogni giocatrice sta prendendo la sua carriera sportiva, non lo vedono più come un hobby, lo vedono come una carriera sportiva che aumenta la preparazione e l’attenzione, aumenta anche il sostegno nei club e nella federazione per lo sviluppo del calcio femminile, e le grandi società italiane hanno aggiunto la loro sezione femminile (esempio Juventus) che rende la lega attraente  e rende la concorrenza più forte. Forse penso che potrebbe crescere ancora più velocemente di quanto lo sarebbe se le decisioni strategiche a livello di lega / federazione fossero appropriate, ma nel complesso è un torneo che ha un sacco di potenziale di miglioramento e sta andando avanti.”

Bavagnoli: “Ero convinta che non si potesse ripartire”

“Più si andava avanti, si percepiva la difficoltà di alcune zone d’Italia come la Lombardia”

Elisabetta Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha parlato a L’Italia Riparte: “Coronavirus? Nella mia vita, come penso per la vita di tutti, l’impatto è stato traumatico. È stato un qualcosa di inaspettato, si faceva fatica ad affrontare. Oltretutto, io sono di Piacenza, una città profondamente colpita durante la prima fase di questo Coronavirus e la situazione è stata molto critica. C’è stata una percezione di incertezza, io personalmente sono stata molto preoccupata per la mia famiglia che vive a Piacenza. Abbiamo faticato ad abituarci a qualcosa che ci ha colti di sorpresa”.

Quando ha capito che si poteva ripartire?

“È una domanda interessante. Devo essere sincera: le cose da dire sarebbero tantissime. Inizialmente, io ero convinta che non si potesse ripartire per le tante problematiche che ogni realtà italiana affrontava. Più si andava avanti, si percepiva la difficoltà di alcune zone d’Italia come la Lombardia. Si doveva ripartire tutti insieme e con le stesse condizioni, aggiungo che penso che abbiamo impiegato troppo tempo sulla partenza e non ripartenza del calcio femminile. Le cose non erano obbligatorie, non era un obbligo ripartire. Credo ci sia stato da parte di tutte le componenti la comprensione di questo, cioè è stato impiegato troppo tempo per decidere, ci siamo trascinati troppo in questa situazione e non è stato positivo”.

La sua squadra come ha vissuto il periodo di lockdown?
“Tutte le calciatrici sono state molto brave, nella prima parte di questo lockdown non era facile restare chiuse in casa ad allenarsi, affrontare sessioni di allenamento pesanti adattandosi a spazi ridotti. Queste sono situazioni che stravolgono la vita professionale di ogni atleta, devo dire che sono state brave. Con il passare del tempo, la fatica e la difficoltà dal punto di vista mentale si è fatta sempre più sentire, loro avevano il desiderio di tornare in campo. Non è stato possibile ricominciare perché se non hai il placet da parte dei medici, di un protocollo sanitario, di una struttura sanitaria, è evidente che i problemi ci sono”.

Qual è il ruolo del calcio femminile in futuro?
“Noi che operiamo in questo mondo siamo sempre state convinte di arrivare al professionismo. La mia generazione 20-25 anni auspicava il professionismo nel nostro mondo, adesso cerchiamo di lavorare bene e lottare come sempre per arrivare a un professionismo. È evidente che noi auspichiamo a un professionismo che deve essere studiato da tutte le parti in causa, non possiamo fare un passo che non sia tutelato da tutti i punti di vista, questa è l’unica via necessaria affinché il calcio femminile possa continuare a dimostrare tutta la sua bellezza e l’emozione che ha suscitato”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Lecce Women, via alla programmazione 2020/21

L’emergenza Covid-19 ha costretto il calcio femminile a fermarsi anticipatamente, come noto. E’ così che per il Lecce Women la fase di programmazione della nuova stagione è stata avviata con ampio anticipo, ulteriore controprova della bontà e dell’ambizione del progettogiallorosso. A spiegare come il club si sta muovendo è stato l’amministratore unico Anna Piliego.

STOP FORZATO

“Per noi è stato un vero peccato doverci fermare ancora a stagione in corso, così all’improvviso. Purtroppo è accaduto qualcosa di ben più grande di noi”.

NUOVA STAGIONE
“A questo punto ci stiamo organizzando in vista della prossima stagione che, a dire il vero, non sappiamo ancora quando inizierà. Va infatti considerato che il virus è ancora presente tra noi. Non ci resta che incrociare le dita ed augurarci che il peggio sia stato lasciato alle spalle”.

NOVITA’
“Nel prossimo week-end andremo a comunicare delle novità che riguardano la prima squadra. Novità inerenti staff tecnico e calciatrici. Allo stesso tempo abbiamo mosso i primi passi sul mercato in entrata, alla ricerca di rinforzi. Quest’anno sarà complicato muoversi sul fronte estero, per questo stiamo rivolgendo particolare attenzione ai profili di giocatrici italiane”.

GIOVANILI
“Confermo che parteciperemo a tutti i campionati organizzati dalla FIGC. Anticipo anche che alcune ragazze del vivaio saranno aggregate fin da subito alla prima squadra”.

Speciale paesi ospitanti FIFA Women’s World Cup 2023: Colombia

La FIFA Women’s World Cup 2023 sarà la prima edizione dei Mondiali Femminili a 32 squadre. Ci sono grande aspettative di crescita per il movimento del calcio femminile dopo la precedente edizione di Francia 2019. Di conseguenza FIFA Council si prepara alla decisione finale per scegliere la prossima o le prossime Nazioni che vedranno ospitare l’evento.

Le contendenti che hanno inviato le proposte finali sono: Australia/Nuova Zelanda, Colombia e Giappone.
Il Brasile, invece ha ritirato la sua candidatura in data 8 giugno.

La proposta della Colombia fornisce un livello di infrastrutture che soddisfa i requisiti minimi ma richiederebbe una quantità significativa di investimenti e supporto per conto delle parti interessate locali e della FIFA al fine di elevare le condizioni organizzative a quelle delle altre due offerte. Sulla base della documentazione presentata e delle informazioni fornite, non è chiaro se questo livello di investimento sarà disponibile. Poiché il torneo si svolgerà tra tre anni, ci sarebbero chiari rischi che i necessari miglioramenti non sarebbero stati effettuati. Detto questo, la Colombian Football Association e il governo colombiano hanno dimostrato grande impegno e sostegno nella preparazione dell’offerta e non vi è dubbio che, se il torneo si svolgesse in Colombia, avrebbe un impatto enorme sullo sviluppo del calcio femminile a livello locale e nella regione (che non ha mai ospitato una FIFA Women’s World Cup), come si è visto nel calcio maschile con il successo dell’edizione della FIFA U-20 World Cup di quasi un decennio fa. Questo è un chiaro obiettivo dell’offerta Colombia 2023, che riconosce il potenziale del torneo di aumentare la partecipazione delle ragazze al calcio e di trattenere i talenti lungo tutto il percorso di sviluppo dei giocatori, fungendo anche da innesco per un più ampio cambiamento culturale e sociale nel paese e in tutto il mondo Sud America (in termini di rafforzamento della cultura calcistica femminile e del principio della parità di genere).

Il totale di punti raggiunto sulle valutazioni tecniche vede la proposta della Colombian Football Association è di 2.8/5.

La proposta in breve
Città ospitanti proposte: 10
N° di stadi proposti: 10
Stadio proposto per l’apertura del torneo: Estadio Nemesio Camacho El Campín, Bogotá
Stadio proposto per la finale del torneo: Estadio Nemesio Camacho El Campín, Bogotá
Costi: 45.1 milioni USD
Contributi dai governi: N/A
Date: luglio-agosto
Fuso orario: UTC-5
Concetto: “the most important event in the country’s history”

Rilevante è l’impegno della Colombia per far crescere il movimento del calcio femminile, dare un maggiore ruolo alle donne all’interno della società e infine creare una base per il professionismo.
La previsione di incassi per le partite è di 22.2 milioni USD, lievemente più basso rispetto a quanto aspettato. Inoltre, l’assenza di contributi certi da parte del governo Colombiano nella proposta, mette in cattiva luce la situazione finanziaria nel complesso.
Strategica e forte, invece è l’attrazione verso i mercati del Nord America data l’importante concezione del calcio femminile, nonostante potrebbe essere sfavorevole l’orario di gioco delle partite per i paesi Europei, in quanto troppo notturni.

Le strutture da gioco sono per lo più da rinnovare e ristrutturare, il ciò prevede ovviamente la necessità di fondi. Invece le strutture per squadre e tifosi dimostrano un’ipotetica assenza di qualità poiché il sistema delle stelle di hotel in Colombia non è ben  consistente. Inoltre, a livello di trasporti, solo due città (Bogotá e Medellín) hanno voli diretti, le altre solo voli di connessioni dove alcuni aeroporti necessiterebbero di rinnovamenti. Le distanze da compiere per vie stradali sono relativamente lunghe, inoltre la presenza di treni è scarsa.

La decisione finale verrà presa dal FIFA Council in data 25 giugno 2020.

Credit Photo: https://img.fifa.com/ – https://fcf.com.co/

Il Canelli Sds Women non si iscriverà al prossimo campionato

Brutta tegola per il calcio femminile regionale che vedrà, dalla prossima stagione, una squadra in meno ai nastri di partenza della Serie C (e potrebbe non essere l’unica).

Attraverso un comunicato stampa apparso sulla pagina Facebook ufficiale del club il Canelli Sds Women ha diramato la sofferta scelta:

L’emergenza covid-19 ha colpito tutti i settori, compreso quello sportivo, aumentando non poco dubbi e problematiche e costringendo ad una limitazione, in molti casi, di risorse ed ambizioni.

Siamo sinceramente felici di leggere che la società ha reagito a questo brutto momento ufficializzando, per la prima squadra maschile, l’arrivo di un allenatore di indiscusso livello e di grande importanza per la categoria, a dimostrazione della grande voglia di investire nel progetto per portare la squadra verso palcoscenici più importanti.

Purtroppo, dall’altra parte della bilancia, dobbiamo comunicare con grande dispiacere che a farne le spese sarà il settore femminile. La società ha infatti deciso di non iscrivere la prima squadra al campionato nazionale di serie C, campionato a cui la squadra aveva già partecipato la stagione passata come neopromossa, dopo un percorso di continua crescita che proprio negli ultimi anni stava prendendo una forma concreta.

Dispiace aver prova di ciò che a parole spesso si nasconde, ma che soprattutto in questi giorni sta emergendo anche a livello nazionale: nel calcio è sempre il settore femminile quello più penalizzato. Non possiamo illuderci di una parità di trattamento che ancora non esiste.

Ci auguriamo che le persone inizino a credere in questo movimento e nelle sue potenzialità in modo sincero e non solo per una questione di immagine.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnati in questo percorso.”

Una decisione che riguarda anche alcune giocatrici della nostra provincia: Angelica Armitano, Martina Gallo, Francesca Mellano e Gabriella Triolo, infatti, dovranno trovare un’altra sistemazione per la prossima stagione.

Credit Photo: Canelli SDS Women

North Carolina Courage lancia la divisa a “due stelle”

Il due volte campione in carica North Carolina Courage ha rilasciato le divise da gioco del 2020 con due stelle (Two-Star) ben visibili sullo stemma della squadra. Lo sponsor tecnico delle maglie è Nike, mentre i colori sono i tradizionali blu e bianco appartenenti al club.

“Adoro la misura”, ha detto il centrocampista Crystal Dunn. “Mi consentirà di muovermi e migliorare il modo in cui ho bisogno sul campo”.

Le nuove maglie verrano sfoggiate per la prima volte nello Utah mentre la squadra durante la NWSL Challenge Cup 2020 presentata da Secret e P&G. Il Courage affronterà le Portland Thorns il 27 giugno, giorno di apertura del torneo. Successivamente, la squadra affronterà anche Houston Dash, Orlando Pride e Utah Royals nel turno preliminare del torneo.

“Impazzisco per la maglia”, ha osservato la centrocampista Sam Mewis, “Adoro che abbia due stelle e rappresenti così tanta storia nel club. Non vedo l’ora di indossarla nel torneo”.

Continental Tyre ritorna come sponsor nella parte anteriore della maglia e Aetna ritorna in quella posteriore. Entrambi saranno sponsor per la terza stagione consecutiva.

Credit Photo: https://www.nccourage.com/

Alana Cook rinnova con il Paris Saint Germain

Dopo i rinnovi di Criscione e Bertolucci e l’acquisto di Simon, continua il lavoro della dirigenza parigina che mette in cassaforte Alana Cook, centrale americana classe 97, rinnovando il suo contratto fino al 2023. La giocatrice era arrivata nella sessione estiva di calciomercato scorsa dopo l’esperienza nella squadra femminile dell’Università di Stanford con cui ha vinto quattro campionati universitari ed una coppa NCAA.

Alana fin da subito ha messo in mostra le sue enormi doti diventando un pilastro della selezioni giovanili statunitensi arrivando fino ad esordire nella nazionale maggiore. Concluso il campionato francese, la dirigenza del Paris Saint Germain ha deciso di mandare in prestito Alana all’OL Reign, squadra di vertice del campionato americano e stessa squadra di Megan Rapinoe. La società di proprietà dello stesso gruppo del Lione avrà a disposizione la giocatrice fino al termine del campionato.

Credit Photo: PSG

Titane in udienza a palazzo; la reggenza: “Orgogliosi di voi”

Le congratulazioni degli Ecc.ssimi Capitani Reggenti e del Segretario di Stato allo Sport Teodoro Lonfernini per le ragazze della San Marino Academy, ricevute oggi in udienza a Palazzo Pubblico per celebrare un’annata – purtroppo forzatamente lasciata a metà – fitta di risultati eccezionali, i quali addirittura, a detta del Responsabile Federale del Settore Femminile Corrado Selva, “sono andati oltre ogni aspettativa iniziale”. Sentito da San Marino RTV a margine dell’incontro con i Capi di Stato, Selva ha espresso anche “grande soddisfazione per i risultati conseguiti non solo dalla Prima Squadra, ma da tutto il settore femminile sammarinese. Questa crescita generale è la testimonianza del fatto che tutti, dalla Federazione agli staff delle squadre della San Marino Academy, stanno lavorando bene, permettendo uno sviluppo del settore davvero a 360°. E questo anche in termini di mentalità.”

Non c’era la questione della possibile promozione in Serie A – oggetto del Consiglio Federale che si riunirà in FIGC la prossima settimana – al centro dell’incontro con la Reggenza. Il senso era celebrare i grandi risultati ottenuti dalle Titane in Serie B, per giunta da neo promosse. E dai complimenti per i traguardi tagliati nel corso della stagione ha scelto di iniziare il proprio intervento il Segretario di Stato Lonfernini, che in apertura di udienza ha rimarcato il lustro che il calcio femminile dà a tutto il movimento sportivo sammarinese, esprimendo orgoglio per quanto fatto dalle ragazze nel corso della stagione e auspicando che il loro impegnopossa essere preso come esempio da tutti i giovani, in quanto lo sport è da ritenersi non solo fonte di beneficio fisico, ma una vera e propria fonte di beneficio interiore, parte del patrimonio di ogni persona.”

Orgoglio anche nelle parole del Presidente della FSGC Marco Tura, il cui intervento ha fatto seguito a quello del Segretario, e che ha esordito definendo le ragazze delle “campionesse”. Termine scelto dal Presidente non solo in riferimento ai risultati conseguiti in campionato, ma anche in Coppa Italia, dove le Biancoazzurre hanno affrontato formazioni di Serie A battendone anche una, l’Hellas Verona agli ottavi di finale. A conclusione del suo discorso, Tura ha tenuto a rimarcare che quello femminile è “un movimento è in fortissima crescita, che attira molta attenzione da parte dei media. E grazie alle ragazze che sono qui presenti, soprattutto grazie alla pubblicità che riescono a fare tramite i loro risultati, il nostro compito, che è quello di portare avanti questo sviluppo, sarà un senz’altro più facile.”

Ha poi preso la parola S.E. Alessandro Mancini, che dopo aver salutato ed essersi congratulato con le ragazze – disposte in Sala secondo i più rigidi dettami imposti dal protocollo sanitario – per i risultati conseguiti, ha affermato che “tutto ciò costituisce non solo per noi, ma anche per tutti i sammarinesi, motivo di orgoglio e soddisfazione. Grazie al vostro talento e alla determinazione con cui avete affrontato queste competizioni, la realtà del calcio femminile sammarinese ha saputo raggiungere, nel corso di questi anni, veri e propri livelli di eccellenza. Le tante vittorie sportive, le tante promozioni raggiunte negli anni, nelle categorie minori e in quelle maggiori, hanno saputo entusiasmare e coinvolgere tante ragazze avvicinandole ancor di più a questo sport. Ciò lo riteniamo un valore aggiunto per la nostra società e un contributo all’educazione sportiva di tutti i giovani.”

Lo stretto rapporto fra San Marino Paese e la squadra che, con successo, ne porta i colori ed il nome all’interno del panorama calcistico femminile, all’inizio dell’intervento di S.E. Grazia Zafferani, che ha definito la crescita del nostro calcio in rosa “un’evidente dimostrazione delle significative potenzialità e risorse che San Marino, nonostante le sue esigue dimensioni, può esprimere nel settore agonistico, in questo caso calcistico, anche ai più alti livelli. Accogliamo con vivo compiacimento le attestazioni di stima e considerazione che la nostra piccola Repubblica continua a ricevere, anche oltre confine, grazie alle brillanti prestazioni di voi atlete. Vi ringraziamo tantissimo, e fin da ora, per le emozioni che saprete ancora regalarci e per il conseguimento degli ulteriori e prestigiosi traguardi di cui riuscirete a rendervi protagoniste sicuramente, facendovi interpreti anche di sentimenti dei tanti sammarinesi, a voi idealmente vicini. Siamo certi che, al di là dei risultati che sarete sicuramente in grado di raggiungere nelle prossime competizioni, saprete onorare i valori più autentici e genuini dello sport. Sport che è e che deve rimanere patrimonio di tutti, indistintamente. Per questo vi facciamo un grandissimo in bocca al lupo per le nuove sfide che vi attendono. Siamo orgogliosi di voi.”

L’incontro a Palazzo si è poi concluso con la consegna, da parte di alcune delle ragazze biancoazzurre, di maglie personalizzate con i nomi degli Ecc.ssimi Capitani Reggenti e del Segretario di Stato Lonfernini, oltre a quello del Presidente del CONS Gian Primo Giardi, anch’ egli presente all’udienza.

Credit Photo: FSGC – Federazione Sammarinese Giuoco Calcio

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