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“Non esiste la nazionale di calcio femminile, esiste la nazionale femminile di calcio”

Quando mi hanno chiesto di scrivere una rubrica sul calcio femminile non ho avuto alcun dubbio nell’accettare la proposta senza indugi. Scrivere sul calcio femminile mi viene abbastanza facile ho pensato, è il mio campo, la mia vita, e sarà un piacere condividere la mia esperienza e il mio sguardo con chi ne avrà la voglia. Immediatamente dopo trasformare nero su bianco l’entusiasmo iniziale non è stato semplice però e riflettendo su che cosa bisognerebbe dire sul calcio femminile mille spunti, stimoli e pensieri mi fluttuavano in testa.

Alla fine ho deciso di iniziare da quello, che, dominava con più chiarezza sugli altri e che, penso debba rappresentare la base di qualsiasi considerazione successiva.

La prima cosa da dire sul calcio femminile è che non esiste il calcio femminile. Ricordo ancora quando lessi questa riflessione: “non esiste la nazionale di calcio femminile, esiste la nazionale femminile di calcio.”

Sconcertante per me non averci riflettuto prima.

Le parole sono importanti, e il messaggio dietro queste provocazioni credo sia abbastanza intuitivo.

Il calcio giocato è uno, ed è sempre lo stesso a prescindere da chi lo pratica e ne disegna poi le sfumature (sfumature che esistono e che andremo a cogliere e trattare nei prossimi appuntamenti).

Se accantoniamo per un attimo le questioni tecnico-tattiche però bisogna analizzare le prerogative di un mondo che invece ha radici differenti rispetto al mondo del calcio maschile.

Partendo da questa premessa ti invito ad analizzare, se ti è mai capitato, il modo in cui ti sei posto o in cui ti poni nei confronti di una bambina, di una ragazza, di una donna, o di una squadra intera di “femmine” intenta a giocare a calcio.

È un momento nel quale l’attualità ci costringe a fermarci e a riflettere per forza sullo spinoso problema del razzismo e della disuguaglianza sociale e lungi da me voler trattare questi temi in una rubrica di calcio (femminile appunto!) ma se il calcio è sempre calcio allora innanzitutto penso sia doveroso evidenziare le disuguaglianze e i pregiudizi con i quali si è dovuta, e in parte si deve ancora, scontrare una donna che decide di intraprendere questa disciplina.

In fondo, al cuor non si comanda, e non si può decidere di chi innamorarsi.

Queste bambine non hanno scelto un pallone da calcio, è lui che ha scelto loro e lo hanno fatto prima ancora di avere modelli femminili nei quali riconoscersi, quando non c’era ancora la Juventus o il Milan, la Roma ecc… e le “ragazze mondiali” c’erano ma non le vedevi.

Ho scritto una volta : “provateci voi a sognare un sogno che non esiste”.

Difficile vero?

Eppure è proprio quello che hanno saputo fare le ragazze che vestono queste maglie oggi.

Il “pallone” ha scelto loro, dunque, non hanno potuto far altro che prenderne atto, e come tutte le storie d’amore complicate, osteggiate e difficili, se vanno avanti significa che c’è qualcosa di forte, di inevitabile: una forza inarrestabile.

Questa era la seconda cosa da dire sul calcio femminile.

Non so se, con l’avvento della visibilità mediatica e dei club maschili, questa prerogativa andrà persa, ma finora giocare a calcio per una bambina non era di moda, e sicuramente non intraprendeva questa strada per seguire le amichette. Lo dicono i numeri, in Italia le tesserate sono circa 30mila su 60 milioni di abitanti, in Olanda ad esempio ne contano 155mila su 17 milioni.

La ragazzina di paese che si ritrova nella squadra di maschietti va controcorrente, è una minoranza, probabilmente lo sente già, si sente forse a disagio all’inizio ma questo non la ferma, supera la difficoltà e la supera perché è già più forte.

Lo è perché in alcuni casi ha già dovuto convincere la mamma, il babbo, il fratello chi lo sa, perché ha già dovuto imporsi e autodeterminarsi.

La volontà è il motore più forte che possa esistere e più la usi e più cresce.

Forse sarà anche la più talentuosa o forse no, ma difficilmente mollerà perché per lei è passione, è Amore e divertirsi allenandosi per migliorare è quello che cerca.

Ora non dico che per i maschietti non sia così, sicuramente alcuni dimostrano la stessa tenacia e perseveranza, ma pochi, una volta entrati in quel campetto con la divisa addosso e un pallone tra i piedi, hanno la sensazione di aver già vinto la loro prima battaglia.

Solo per essere riuscite ad essere lì.

Quella ragazzina si accorgerà presto che si tratta solo della prima battaglia, e tutti i calci che tirerà a quel pallone saranno piccoli pezzi della battaglia più grande, quella perché le venga riconosciuta la dignità che merita.

Questo background giustifica la sostanziale differenza di atteggiamento per quanto riguarda l’approccio alla disciplina sportiva. Non a caso quasi la totalità degli allenatori che hanno fatto esperienza nel femminile venendo dal maschile hanno evidenziato un maggiore spirito di sacrificio, maggiore dedizione al lavoro, all’allenamento, al miglioramento, maggiore capacità di concentrazione e di focalizzarsi sull’obiettivo. (si parla sempre in generale ovviamente)

Che ruolo può avere la figura dell’allenatore in tutto questo?

La premessa appena fatta a mio avviso è fondamentale non per una mera questione “romantica” o narrativa, ma perché credo che per l’allenatore, educatore nel caso dei settori giovanili, istruttore, sia necessario prima di tutto avere cura e rispetto della persona e dell’aspetto psico emotivo dei suoi atleti, allievi. Vale per i bambini innanzitutto ma anche per gli adulti.

Non sempre è facile farlo nel migliore dei modi ma è doveroso provarci.

Quando si ha a che fare con una ragazzina o con una squadra di ragazze molti allenatori pensano di dover cambiare approccio perché essendo “femmine” siamo più permalose o più sensibili o cose del genere.

Che cosa vogliamo davvero invece?

Vogliamo (e mi ci metto dentro anche io perché ho smesso da troppo poco tempo per non sentirmi ancora coinvolta.) verità e trasparenza, e se il nostro allenatore non ci corregge per paura di farci rimanere male probabilmente ce ne accorgiamo e il feedback che manderemo non sarà dei migliori.

Vogliamo rispetto perché la nostra scelta di giocare a calcio è voluta e ponderata, non siamo lì per caso e perché per essere dentro a quel campo abbiamo già affrontato varie battaglie più o meno evidenti.

Rispetto non significa essere trattate da principesse, rispetto significa essere trattate da ciò che siamo in quel contesto, ossia atlete. Può significare anche non avere trattamenti di favore in determinate occasioni, rispetto significa avere davanti e intorno persone che sappiano e alle quali interessi, innanzitutto, da dove veniamo.

Vogliamo qualcuno che creda in noi, perché se lo dite ma non ci credete ci accorgiamo. Davvero, ci accorgiamo, è sicuro.

Se non ci credete non fatelo perché non funzionerà (ma poi vale solo per noi donne?!io non credo.)

Se invece ci credete andate avanti senza timori, parlate di calcio sul campo, insegnate calcio, quello non cambia per noi, ma se entrate in questo mondo per la prima volta entrateci con la sensibilità, la cura e il rispetto di chi entra a casa di qualcun altro, senza la pretesa di sapere già tutto, mettendo a disposizione la vostra esperienza, il vostro background, ma sempre con il desiderio e la predisposizione a conoscere il loro, si accorgeranno anche di questo.

Credit Photo: Lisa Guglielmi, LivePhotoSport

Debora Novellino, Pink Bari: “La nostra forza è il gruppo, siamo molto unite”

Debora Novellino, capitano e bandiera della Pink Bari, ha rilasciato un’intervista sulla pagina Instagram Magic Bari 2019 dove ha parlato della ripresa del campionato ed i punti di forza della squadra pugliese.

Credi nella ripresa del campionato?
“Fino a qualche giorno fa si, ci credev, avevo la forza e la determinazione di spaccare in campo, ma quest’oggi mi sento abbattuta dal troppo menefreghismo nei confronti di noi donne e del calcio femminile.”

Cosa pensi della decisione della FIGC sulla disputa di playoff o algoritmo?
“Io penso che la FIGC stia facendo la cosa più giusta perché non è coerente far scendere o salire squadre senza una gara decisiva.”

Qual ‘ la forza della vostra squadra?
“Il gruppo, siamo molto unite perché puoi avere anche un gruppo di giocatrici forti ma se non c’è sostegno fra di loro non vale nulla.”

Credit Photo: Vanni Caputo

L’Orobica saluta Luana Merli, Brasi e Vavassori

L’Orobica comunica che le giocatrici Luana Merli, Marta Brasi e Guya Vavassori non rientreranno nel progetto tecnico per la Stagsone 2020/21.
Dopo i molti anni passati insieme (per Brasi e Vavassori ben otto stagioni, per L. Merli sei stagioni) i ringraziamenti sono doverosi, soprattutto per il massimo impegno profuso dalle giocatrici che hanno regalato alla società risultati sportivi memorabili e ricordi ancora vividi.
Grazie a queste giocatrici per aver avuto a cuore i colori rossoblu e per aver condiviso un lungo periodo delle proprie vite con le Bergamo Sharks.
In bocca al lupo MB21 LM18 GV9 per il vostro futuro calcistico, che sia ricco di soddisfazioni come quello avuto con l’Orobica!

Speciale calciomercato: il resoconto della giornata

Il Milan Femminile prosegue la sua rivoluzione. C’è da registrare l’interruzione della trattativa per Mille Gejl Jensen. Il mancato accordo è dovuto alle commissioni troppo esose richieste dai procuratori della danese. Le rossonere  sorpassano la Roma Femminile e puntano tutto sull’esperta Natasha Dowie.

Le voci più interessanti della giornata arrivano da Firenze. La Fiorentina Women’s è ad un passo dalla centrocampista olandese Tessel Middag del West Ham. Domani i dirigenti viola voleranno a Londra per provare a chiudere l’accordo. Il club toscano deve fare in fretta perché sulle tracce dell’olandese sembra esserci forte anche il Bayern Monaco.

Sempre la squadra viola starebbe sondando varie piste in difesa. E’ di ieri la voce di un interessamento per Louise Quinn, centrale in forza all’Arsenal. Inoltre, secondo quanto riporta il sito Cartellinorosa, i rinnovi di Alia Guagni e Tatiana Bonetti sembrano essere più vicini. Questa situazione però sarà sbrogliata solo ai primi di luglio come confermatoci in varie occasioni. Lo stesso blog riporta anche di un sondaggio per Claudia Neto, centrocampista d’esperienza portoghese in forza al Wolsfburg. I dirigenti viola stanno valutando le posizioni di Alice Parisi e Michela Catena, la loro permanenza non sembra essere così scontata.

Il Florentia San Gimignano punta al prestito di Sofia Cantore dalla Juventus Women. In porta, dato l’addio quasi certo di Katja Schroffenegger – in direzione Firenze – il club toscano avrebbe sondato Noemi Fedele di rientro in Italia dopo l’esperienza positiva in Spagna. Ma sull’estremo difensore c’è anche un forte interessamento dell’Empoli Ladies alla ricerca costante di un nuovo portiere.

In uscita dalla società del patron Tommaso Becagli, ci sarebbe la centrocampista Boralda Aliaj in direzione Torres.

Chiudiamo con una conferma importante: quella di Matteo Pachera che rimarrà sulla panchina dell’Hellas Verona Women, come annunciato dalla società scaligera.

Un ringraziamento a tutti i siti che, quotidianamente, contribuiscono alla diffusione di news legate al mercato e che, insieme alla nostra Redazione, sostengono il calcio femminile in Italia.

Goteborg: Incinta Rubensson, Csiki la sua sostituta

Con il campionato svedese che riprende tra meno di una settimana, le squadre stanno apportando le ultime modifiche, forzate o non, come nel caso del Goteborg.

Elin Rubensson, centrocampista e pilastro della nazionale svedese, ha comunicato alla società di essere incinta e di conseguenza non potrà partecipare alla prossima stagione di OBOS Damallsvenskan.

Goteborg che in primis ha dato sostegno alla giocatrice senza abbandonarla, ha poi dovuto correre ai ripari andando a colmare un vuoto sostanzioso all’interno del proprio centrocampo. La sostituta è stata individuata in Anna Csiki, calciatrice ungherese ex Ferencvaros.

La centrocampista classe 99 ha già esordito nella nazionale maggiore ungherese diventando subito una pedina importantissima. Calciatrice presa per la sua grande duttilità in mezzo al campo dove può giocare sia da regista che da mezzala sinistra e all’occorrenza anche a destra. Nonostante la giovane età, ha una grande sicurezza nei propri mezzi che le permette di guidare la propria squadra. Grande velocità e tecnica sopraffina sono le due caratteristiche che più la contraddistinguono.

Sul nuovo trasferimento è intervenuta proprio il talento ungherese: “Non vedo l’ora di iniziare. Lavorerò il più duramente possibile per il club. Penso che sia un posto perfetto per me per sviluppare e progredire come giocatore.”

Anche Mats Gren, allenatore del Göteborg, è lieto che la stella ungherese abbia firmato per il club: “Anna è una giocatrice di grande talento che lavora in diverse posizioni. La vediamo sia come ala che comeregista. Ha un modo di giocare a calcio che si adatta molto bene al KGFC. Sarà estremamente eccitante vederla in questo ambiente”

Credit Photo: Instagram Anna Csiki

Speciale paesi ospitanti FIFA Women’s World Cup 2023: Giappone

Dopo il successo di Francia 2019, per il FIFA Council arriva il momento di scegliere dove si terrà la FIFA Women’s World Cup 2023 che inoltre sarà la prima edizione dei Mondiali Femminili a 32 squadre.

Le contendenti che hanno inviato le proposte finali sono: Australia/Nuova Zelanda, Colombia e Giappone.
Il Brasile, invece ha ritirato la sua candidatura in data 8 giugno.

La proposta del Giappone per il 2023 mostra stadi molto buoni, ben tenuti e gestiti professionalmente che sono più che in grado di organizzare eventi sportivi di livello internazionale d’élite. Alcuni sono già stati utilizzati per i principali tornei, tra cui la FIFA World Cup Korea/Japan del 2002 e la Rugby World Cup dell’anno scorso, mentre altri sono previsti per l’uso ai Giochi Olimpici di Tokyo riprogrammati del prossimo anno. L’offerta propone anche un volume di torneo molto compatto con un’eccellente infrastruttura generale, compresa la connettività interurbana ad alta velocità e distanze abbastanza brevi tra i luoghi proposti, che sarebbero tutti visti in una luce molto positiva da giocatori, squadre e spettatori. Anche l’offerta è forte dal punto di vista commerciale, rafforzata da solide condizioni di marketing locali e internazionali e con il fuso orario unico del paese che porta ulteriori vantaggi nell’attirare il pubblico televisivo in tutta l’Asia. Poiché il periodo luglio-agosto 2023 designato dalla FIFA coincide con il periodo più caldo e più umido dell’anno in Giappone, l’offerente preferirebbe ospitare il torneo tra l’inizio di giugno e l’inizio di luglio, a causa delle condizioni meteorologiche più miti che generalmente prevalgono in quel tempo. Nonostante questa preferenza, l’offerente ha formalmente confermato che il torneo può essere organizzato nel periodo designato dalla FIFA.

Il totale di punti raggiunto sulle valutazioni tecniche vede la proposta della Japan Football Association è di 3.9/5.

La proposta in breve
Città ospitanti proposte: 8
N° di stadi proposti: 8
Stadio proposto per l’apertura del torneo: National Stadium, Tokyo
Stadio proposto per la finale del torneo: Saitama Stadium, Saitama
Costi: 50.2 milioni USD
Contributi dai governi: N/A
Date: inizio giugno-inizio luglio (oppure luglio-agosto)
Fuso orario: UTC+9
Slogan: “Time to Fly”

La strategia è prevalentemente incentrata sull’idea della diversità, attrarre un pubblico vario da tutte le parti del mondo e ovviamente che contribuisca allo sviluppo del calcio femminile. Il tutto sintetizzato nei concetti di: performance, delivery e culture.
Punto di forza sicuramente è puntare l’evento sull’utilizzo della tecnologia con il 5G per trasmissione veloce, oltre che il grande interesse di business giapponesi nell’investire in questo emergente sport (9.3 milioni USD). Favorevoli sicuramente i mercati Asiatici anche a livello di visione delle partite, mentre per l’Europa sicuramente ci sarà un crollo di ascolti dovuti al fuso orario.

La previsione di incassi per le partite è di 35 milioni USD, inoltre nella proposta vi è l’assenza di contributi da parte del governo Giapponese ma la Japan Football Association afferma che in caso che la scelta FIFA ricada sul Giappone, ci sarà possibilità di fondi governativi.
Le strutture da gioco sono prevalente pronte già ora per ospitare gli eventi sia a livelli di spazi che avanguardie, l’unico in discussione è il Sapporo Dome. Mentre i trasporti sono ben strutturati per connessioni via terra e aerea, anche per gli arrivi internazionali grazie ai due aeroporti di Tokyo e quello di Kansai.

La decisione finale verrà presa dal FIFA Council in data 25 giugno 2020.

Credit Photo: https://img.fifa.com/

Ona Batlle vicina al Manchester United

Ona Batlle, il talento spagnolo conteso da Real Madrid e Barcellona, sembra essere vicinissima alla firma con il Manchester United. L’ultima stagione con la maglia del Levante l’ha consacrata come uno dei talenti più cristallini del panorama europeo corteggiata dalla gran parte dei top club europei, come appunto i blancos ed i blaugrana. Purtroppo per i due club spagnoli c’è l’onere di pagare una clausola di 500mila euro a causa della “lista de compensaciòn” che obbliga le squadre spagnole a pagare una somma ingente per la formazione della calciatrice alla sua vecchia squadra e che tanto sta facendo discutere i vertici del calcio spagnolo, clausola che ricordiamo non è valida per i club extra spagnoli. Ed ecco che sorge spontanea l’esperienza oltremanica in Inghilterra, precisamente al Manchester United. La giocatrice rappresenta in pieno le caratteristiche che cerca la dirigenza delle Red Devils nelle proprie giocatrici: ampi margini di miglioramento, esplosività sulla fascia ed abilità già sviluppate per portare risultati nell’immediato. Secondo le nostre indiscrezioni l’accordo è praticamente fatto, manca solo l’ufficialità che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Credit Photo: Instagram Ona Batlle

Chiara Sarain, Padova Femminile: “È un onore per me portare cucito sul petto il biancoscudo, il sogno è tornare in Serie B”

Chiara Sarain, difensore del Calcio Padova Femminile, ha rilasciato un’interessante intervista ai nostri microfoni parlando dell’attaccamento con la città di Padova, degli obiettivi per la prossima stagione e dei traguardi da raggiungere.

A che età hai iniziato a giocare a calcio?
“Ho iniziato a giocare all’età di 5 anni nella squadra del mio quartiere, Sant’Agostino, assieme ai miei amici dell’asilo.”

Ormai sono anni che giochi con il Padova, quant’è radicato il tuo attaccamento per la maglia biancorossa?
“Padova è la prima squadra femminile in cui sono approdata e per me significa tanto. Mi ha fatto crescere sia come persona che come calciatrice, più che una squadra è come se fosse la mia seconda famiglia. A questo si aggiunge che è la squadra della mia città ed è un onore per me portare cucito sul petto il biancoscudo, stemma che ha segnato la storia sportiva cittadina.”

Molti dei più grandi interpreti del nostro calcio hanno dato il meglio di sè proprio in difesa, il tuo ruolo. Qual è il bello di essere un difensore?
“Senza dubbio quello del difensore è un ruolo impegnativo ma allo stesso tempo soddisfacente. In particolare il ruolo di centrale ha subito forse maggiormente le influenze delle nuove teorie del calcio moderno, da semplice marcatore si è iniziato a vederlo sempre di più come play maker arretrato che fa partire l’azione e crea superiorità numerica in fase di costruzione. Da interprete del ruolo mi piace l’idea di poter essere parte integrante della manovra offensiva della squadra pur appartenendo di fatto al reparto arretrato.”

Ma nonostante il ruolo difensivo in questo campionato hai messo a segno 9 gol, un bottino da punta vera che ti ha permesso di diventare il capocannoniere del Padova. Quali sono le tue considerazioni su questa stagione?
“Questa è stata una stagione davvero fantastica sia a livello di squadra ma anche individuale. Ho sempre avuto un buon rapporto con il goal ma arrivare a quota 9 in campionato ha sorpreso persino me. Questo risultato è diretta conseguenza dell’ottimo lavoro della squadra e delle mie compagne, la stagione si è interrotta proprio nel nostro miglior momento di forma e di massima espressione di gioco.”

Quali sono le ambizioni del Padova per la prossima stagione?
“Il primo obiettivo è sicuramente quello di ripetere quanto di buono fatto quest’anno. Non nascondo però che il sogno resta quello di tornare in quella serie B dove abbiamo militato per diversi anni.”

Ovviamente nel mondo del calcio non è tutto perfetto, qual è il tuo più grande rimpianto calcistico?
“Ho sempre vissuto il calcio come una passione e credo che , quando ti vivi una cosa a pieno, non ci sia spazio per rimpianti. Ogni scelta che ho fatto mi ha portato ad essere la giocatrice che sono oggi quindi no, direi di non aver rimpianti.”

I social al giorno d’oggi stanno acquisendo sempre più importanza, quanto sono rilevanti nella vita di una giocatrice?
“I social in generale in questo momento di sviluppo del calcio femminile hanno un ruolo davvero fondamentale, consentono a una platea innumerevoli di persone di affacciarsi a uno sport che per troppi anni ha vissuto dietro le quinte.”

 Quando hai capito che il calcio poteva rappresentare il tuo futuro?
“Dalla prima volta in cui ho messo piede, a cinque anni, in un campo da calcio ho capito che quello sarebbe stato il mio sport. È una sensazione difficile da spiegare a parole, è come se ci fossimo scelti a vicenda e non passa giorno che io non sia soddisfatta della decisione che ho preso.”

Concludendo, quali sono i tuoi obiettivi futuri?
“I miei obiettivi sono nel breve termine tornare in campo quanto prima. La sosta forzata e la conclusione a tavolino ci ha lasciato incompiute, non vedo l’ora di poter anche solo approcciarmi ad una seduta di allenamento con le mie compagne. Per il futuro più a lungo termine non posso che augurami che le cose continuino come sono andate finora, con una squadra e un gruppo fantastico mai sazio di soddisfazioni e nuovi obiettivi.”

Orobica Calcio Bergamo: “Ecco l’inizio della rinascita!”

La stagione 2020/2021 sarà l’anno della rinascita del Calcio Femminile, l’Orobica Calcio Bergamo rilancia il proprio impegnosul Settore Giovanile e apre a una nuova sfida: l’introduzione di una seconda squadra per le categorie Pulcini e Esordienti per arrivare a 7 Squadre Giovanili. L’obiettivo è quello di creare un percorso di crescita ancora più specifico e completo per le bambine e le ragazze che possa sfociare nel raggiungimento graduale della Primavera Nazionale e della Prima Squadra. Ecco il post social della società bergamasca.

STAGIONE 2020/2021 ⚽
“Ecco l’inizio della rinascita! 🌈
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La strada è tracciata: effettuate le riconferme di bambine e ragazze già tesserate, come annunciato nelle scorse settimane, nei primi giorni di luglio si ultimeranno le iscrizioni per la nuova Squadra Esordienti, che si aggiungerà a quella già esistente.
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Un grande risultato frutto del lavoro di Equipe degli Staff Dirigenziali e Tecnici del Settore Giovanile Scolastico che in questi mesi hanno perfezionato molti processi organizzativi interni inserendo alcuni tasselli fondamentali nella Società rossoblu.
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E allora: segui la tua passione❤️💙⚽
Ti aspettiamo!”
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Ricominciamo insieme da vere #sharks🦈

Credit Photo:Pagina Instagram Orobica Calcio Bergamo

Giorgia Spinelli lascia il Reims: “Anche le storie più belle hanno una fine…”

Giorgia Spinelli, difensore classe 1994 dopo tre stagioni lascia il club francese Stade de Reims con cui ha ottenuto la salvezza in Division 1 con la fascia di capitano al braccio. Sul proprio profilo Instagram ha postato un lungo messaggio di ringraziamento verso quella società che è stata per lei una seconda famiglia.

“Anche le storie più belle hanno una fine…
Per 3 stagioni ho avuto l’onore e l’onere di essere il capitano e indossare la maglia dello Stade de Reims.
È stata un’avventura unica che mi porterò nel cuore per tutta la vita, la mia prima esperienza lontano da casa mi ha fatto crescere tanto come calciatrice ma soprattutto come donna, è stata dura ma allo stesso tempo affascinante…. perché se a volte mi mancavano mamma e papà sapevo che il week-end sarei scesa in campo anche per loro, perché certi palcoscenici è soprattutto grazie a loro che gli ho vissuti… ai loro sacrifici… Mi sono tolta tante soddisfazioni in questi 3 anni…la fascia da capitano solamente qualche mese dopo il mio arrivo, la vittoria del campionato e per finire la grande opportunità di giocare nell’élite del calcio femminile francese!
Tanti ricordi mi tornano in mente, i miei primi discorsi in francese con il mio super accento, gli sguardi e le risate delle mie compagne perché mi inventavo le parole…
rimarranno sicuramente dei momenti indimenticabili così come il giorno della promozione nella massima serie e la serata della premiazione in quello stadio soldout!
LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI!!!
Ora è arrivato il momento di tornare in Italia e iniziare una nuova avventura.
Mi avete dato tanto tutte e tutti in questi anni in terra francese…un enorme grazie va alla società e allo staff dell’allenatrice Amandine Miquel per la fiducia datami durante la mia permanenza nel club, grazie ai tifosi che ci hanno sempre seguito e incoraggiato, grazie a tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte… indispensabili per arrivare al successo, allo staff medico che mi ha rimesso in piedi più di una volta e per finire GRAZIE alle MIE COMPAGNE DI SQUADRA perché senza di loro quest’avventura non avrebbe avuto lo stesso sapore! Non ho conosciuto solo delle semplici compagne e dei semplici colleghi ma delle persone vere… siete stata la vittoria più importante di questa magnifica avventura!
Vi voglio bene e resterete per sempre nel mio cuore….anche da lontano sarò la vostra prima tifosa!” .
BÛCHE ❤️🔴⚪️
#stadedereims #merci #bûche #theend #capitano #dream #calciofemminile #top #forever

Credit Photo:Pagina Instagram Giorgia Spinelli

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