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2022: l’anno del Barcellona in Spagna

Il 2022 in Spagna è sinonimo di Barcellona. In attesa che riparta la stagione, diamo i voti alle prime sei squadre in classifica del campionato spagnolo.

BARCELLONA: voto 9,5 Vince il campionato 2021-22 con 30 vittorie su 30. Nella nuova stagione ha 36 punti su 36, è ai quarti di Champions League. Ha vinto Coppa e Supercoppa spagnola nel 2022. Ma attenzione alle partite che contano contro avversarie europee di pari livello: sconfitta nella finale, prima sconfitta stagionale contro il Bayern Monaco nei gironi di UWCL, sconfitta ininfluente ma pericolosa nella semifinale dell’ultima UWCL. Insomma deve crescere in queste partite. Ottimo l’inserimento nelle giovani.

REAL MADRID: voto 8,5 In grande crescita, per il secondo anno di seguito ai gironi di UWCL ma in difficoltà contro le squadre più forti come Barcellona, PSG, Chelsea. Ancora deve fare uno step per arrivare tra le prime 4 in Europa e giocarsela contro il Barcellona in Spagna.

LEVANTE: voto 8 Secondo in classifica in campionato, sta lottando contro l’Atlético per il terzo posto valido per la prossima UWCL. Grazie ai goal di Alba Redondo sta trovando la giusta continuità e vuole arrivare in fondo anche nella Coppa della Regina.

REAL SOCIEDAD: voto 7,5 Grande stagione delle txuri-urdin grazie alle reti di Amaiur Sarriegi che le ha portate a partecipare alla UWCL. Meno continuità nel nuovo campionato con solo 19 punti in 12 partite. In Champions trova il Bayern Monaco che ha messo in difficoltà anche il Barcellona ed esce nel secondo turno. Il potenziale di crescita è elevato.

ATLETICO MADRID: voto 6 Le colchoneras sono le eterne incompiute negli ultimi anni. Arrivate quarte nell’ultima stagione con il Real Madrid che le supera all’ultimo giro di boa e Deyna Castellanos che va via sbattendo la porta. Con il nuovo allenatore Manolo Cano, cercheranno di centrare finalmente la qualificazione alla UWCL. La lotta sarà dura con Levante, Real Madrid, Real Sociedad e Madrid CFF ma le colchoneras potrebbero finalmente farcela.

MADRID CFF: voto 7,5 Le blancas sono nuovamente rinate quest’anno con i goal di Racheal Kundananji e Gabi Nunes dopo l’addio di Geyse Ferreira quest’estate con destinazione Barcellona. La guida Maria Pry sta finalmente funzionando dopo le sofferenze dell’ultimo campionato e il quinto posto a meno -4 dal Levante secondo testimonia questa grande crescita.

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La leggenda Marta rinnova con Orlando Pride fino al 2024

L’Orlando Pride e l’attaccante Marta hanno concordato un contratto biennale fino alla stagione 2024, con utilizzo di allocation money. Sarà quindi la settima stagione in viola per la 36enne brasiliana.

“Siamo assolutamente entusiasti di riavere Marta con il Pride. Mentre cercavamo di costruire il nostro roster, non c’è mai stato alcun dubbio sul fatto che volessimo farla continuare come parte del nostro progetto, non solo per le sue capacità in campo, ma anche per la sua mentalità, i valori e la leadership che incarnano la cultura che vogliamo nostro spogliatoio”, ha detto l’allenatore Seb Hines. “Sappiamo che l’infortunio della scorsa stagione è stato difficile, ma ha lavorato molto duramente per il suo recupero e sappiamo che avrà un punto da dimostrare quando tornerà nel 2023″. 

Marta ha interrotto la sua stagione 2022 con il Pride dopo aver subito un infortunio al legamento crociato anteriore. Da quando è entrata a far parte del club nel 2017, la brasiliana ha collezionato 84 presenze e realizzato 27 gol.

Sulla scena internazionale, Marta è l’unica giocatrice femminile ad essere nominata sei volte FIFA World Player of the Year e l’unica giocatrice, maschile o femminile, a vincerne cinque di fila. Detiene anche il record per il maggior numero di gol in carriera alla FIFA World Cup con 17 reti per il Brasile ed è la prima atleta nella storia di questo sport a segnare in cinque diversi tornei di FIFA World Cup. Nel 2021, è diventata anche la prima giocatrice a segnare in cinque Olimpiadi consecutive. Con la Seleção, Marta ha collezionato 179 presenze in nazionale ed è il capocannoniere di tutti i tempi della federazione con 119 gol, più di Pelé, Neymar e Ronaldo, tra gli altri.

Oltre alle sue cinque presenze alla Coppa del Mondo femminile FIFA, è stata due volte medaglia d’argento ai Giochi Olimpici ed è stata la prima nominata FIFA FIFPro Women’s World XI in occasione dell’annuale The Best FIFA Football Awards a Milano, in Italia, a 2019.

Parma Femminile: dalla Juventus arriva in prestito Nicole Arcangeli

Credit: Nicole Arcangeli

Il calcio mercato invernale comincia ad avere importanti novità per il Parma Femminile: oggi è stata ufficializzo infatti in prestito l’arrivo, a disposizione di Mister Domenico Panico, dell’attaccante Nicole Arcangeli. Panico e la società emiliana sanno che un talento come il suo non potrà che giovare alla squadra gialloblu, attualmente ultima in classifica con 6 punti portati a casa. Giocatrice di alto profilo quindi, Nicole  si è aggiudicata il premio assegnato da Tuttosport come ‘Best Italian Golden Girl Player Under 21.

Nata il 23 ottobre 2003 a Rimini, ha mosso i primi passi nel Junior Coriano di Rimini. È passata poi a Riccione, dove è rimasta per otto anni. Da lì il trasferimento al settore giovanile della Juventus.

Ha vinto, con le giovani bianconere, un trofeo di Viareggio. Dal 2019 al 2022 (con in mezzo la sospensione dei campionati giovanili causa Covid) ha segnato in totale 40 reti (di cui 22 solo nel 2021-22). Ha esordito in Coppa Italia il 19/12/2021 con la Pink Bari e in serie A il 14/5/2022 contro il Milan.

Titolare della Nazionale Under 19 guidata da Enrico Sbardella, ha segnato ben 15 reti tra Fase 1, Fase 2 e Fase Finale. Nella Fase Finale del Campionato Europeo di categoria ha realizzato 5 reti in tre partite. Da quest’anno è titolare della Nazionale Under 23 guidata da Nazzarena Grilli.

C5, completamento organici 23-24: i criteri di ripescaggio nella Serie A2 Femminile

La Divisione Calcio a 5 ha stabilito nei giorni scorsi i criteri e le procedure per il completamento degli organici dei Campionati Nazionali della stagione 2023/2024.
Per il completamento dell’organico della Serie A2 Femminile è stato disposto un numero di 48 società. In caso di numero superiore di squadre aventi diritto non si provvederà ad alcun ripescaggio.
In caso di eventuali ripescaggi verranno tenuti conto la media dei punti ottenuta dal rapporto tra il punteggio e le gare disputate al termine della stagione regolare della squadre retrocesse dalla Serie A2 per passare alla differenza tra la media a partita tra reti segnate e reti e subite alla valutazione tra le società perdenti le gare di playoff dai campionati di Serie C.
In questo caso si terrà conto del valore sportivo nelle ultime 5 stagione con 10 punti per ogni campionato di Serie A, 5 in Serie A2 e 3 nei campionati regionali. Per la partecipazione al Campionato Nazionale Under 19 Femminile assegnati 10 punti come per i tornei Under 17, Under 15 ed il riconoscimento a Scuola Calcio a 5. Per l’affiliazione  superiore a 25 anni i punti  saranno 15 che diventano 10 per l’anzianità tra i 20 e i 25 anni, 8 tra gli 11 e i 19, 5 punti tra i 5 e i 10 anni per concludere con 2 tra i 2 e i 4 anni.
Potranno chiedere ripescaggio inoltre le società retrocesse dal campionato di Serie A2 Femminile nella stagione sportiva 2022/2023 e le società perdenti delle gare playoff 
2022/2023 per la promozione al Campionato di Serie A2 oltre alle altre squadre di Serie C non retrocesse.

Bollino rosso per le società che abbiano già beneficiato di “ripescaggio” in tali categorie nelle ultime tre stagioni sportive, le società che abbiano una anzianità di affiliazione inferiore i due anni per passare ai team riconosciuti responsabili nella stagione 2022-2023 dagli Organi di Giustizia Sportiva e con  squalifica del terreno di gioco superiore a mesi 3 e/o 7 giornate e/o penalizzazioni di 2 o più punti in classifica. Tali sanzioni si intendono riferite ai Campionati e Coppa Italia di Serie A, A2 e  Under 19 Femminile. Nella da fare anche per le società considerate rinunciatarie con la prima squadra nella stagione 2022–2023 ad una gara del campionato di appartenenza e con penalizzazioni di 1 o più punti in classifica.

Scossone sulla panchina del Genoa Women: Marco Oneto e Sonia Manfucci cedono il posto ad Antonio Filippini

Photo Credit: Bruno Fontanarosa e Genoa CFC

Come un fulmine a ciel sereno, a pochi giorni dall’inizio dell’anno nuovo, la dirigenza rossoblu ha esonerato mister Marco Oneto e la sua vice, Sonia Manfucci. Un gesto forte e inaspettato, considerato anche il chiaro miglioramento della squadra nel finale di questa prima parte di stagione. Con la solita e immancabile umiltà, unita ad una profonda conoscenza del calcio e ad una grande capacità nel gestire e valorizzare ragazze così giovani, l’ormai ex tecnico genoano si è infatti dimostrato in grado di tirare fuori il meglio dalle sue calciatrici anche in una stagione tanto particolare.

Per non parlare dell’importante contributo della sua vice alla crescita di un gruppo tanto coeso e dall’elevato potenziale, reduce da una straordinaria stagione in Serie C chiusa meritatamente al secondo posto. Non era facile approdare in un campionato competitivo e intenso come la Serie B, specialmente dopo aver saputo della partecipazione alla nuova categoria a pochi giorni dall’effettivo inizio della stagione. Nonostante una preparazione pre-campionato più breve, per ovvie ragioni, delle altre squadre, le grifonesse, strette a coorte insieme al proprio mister e al suo staff tecnico, hanno affrontato con coraggio ogni partita, imparando dalle sconfitte e onorando sempre il nome del club.

Proprio per questo, tutto lasciava ben sperare per la seconda metà di stagione, soprattutto notando il grande attaccamento e la fiducia dello spogliatoio per il proprio allenatore. Diversa, però, l’opinione della società che, senza concedere ulteriore tempo a mister Oneto per dare continuità al processo di crescita della squadra, ha preferito virare su un altro profilo ancor prima della ripresa. A Sonia Manfucci, invece, era stata proposta a caldo un’altra mansione nel settore giovanile ma lei, in segno di profondo rispetto verso il suo compagno di avventure, ha rifiutato, escludendo quasi definitivamente una sua permanenza al Genoa Women.

Questo suo gesto è stato un chiaro e meraviglioso esempio di riconoscenza nei confronti del collega che, grazie anche alle importanti esperienze accumulate a livello europeo, ha sempre lavorato con competenza, grande disponibilità e serietà per creare un ambiente sereno, sano e stimolante per le sue ragazze. Mister Oneto e mister Manfucci lasceranno sicuramente un pezzo di sé in questa società, con la consapevolezza di aver dato tanto e di aver scritto la storia del Genoa femminile. Il nuovo allenatore sarà invece Antonio Filippini, ex tecnico della Pro Sesto maschile e vecchia conoscenza, da centrocampista, di Serie A e Serie B.

Senza dubbio, quanto appreso durante la propria carriera calcistica e le precedenti avventure in panchina potranno dare un importante contributo ad una squadra che, per ovvie ragioni, potrebbe aver bisogno di tempo per superare questo esonero improvviso e abituarsi al nuovo allenatore e al suo stile di gioco. Non resta dunque che augurare al nuovo condottiero rossoblu tutto il meglio per questa stagione, nell’attesa di rivedere il Genoa Women in campo contro l’Hellas Verona il prossimo 15 gennaio.

Ilaria Toniolo, Cittadella Women: “Società con grandi ambizioni, sono orgogliosa di rappresentare questi colori”

Photo Credit: Ilaria Toniolo

Il Cittadella Women si accinge giovedì a tornare in campo, dato che le granata affronteranno, nella seconda giornata del Girone B di Coppa Italia, la Juventus campionessa d’Italia in carica. Una gara molto importante e di assoluto prestigio per la formazione di mister Salvatore Colantuono, che ricordiamo occupa la quinta posizione dopo dodici gare di Serie B, condita dal fatto che l’incontro si disputerà al Tombolato, stadio in cui gioca il Cittadella maschile. Ma come si stanno preparando le ragazze per questo match?  A risponderci a questa, e ad altre domande, è Ilaria Toniolo, portiere classe ‘97 e da cinque anni veste la maglia cittadellese.

Ilaria come hai capito di essere un portiere?
«Credo che la passione per il calcio sia sempre stata dentro di me in dalla nascita. Il ruolo del portiere lo devo invece a mio fratello Andrea: in giardino giocavamo sempre a pallone, a lui piaceva tirare e a me toccava sempre stare in porta. Non era un dovere anzi, era quello che piaceva fare anche a me».

Tu nella tua carriera hai fatto numerose parate, ma qual è stato il salvataggio che ti fa piacere ricordare?
«Me lo ricordo come fosse ieri. Era l’esordio del Mondiale Under 17 del 2014, e la gara era Italia-Venezuela: mi tuffai alla destra in seguito ad un tiro, piò o meno all’altezza del dischetto di rigore. Il boato dello stadio mi face battere fortissimo il cuore, avevo la pelle d’oca».

Da cinque stagioni sei una delle colonne portanti del Cittadella Women. Cosa ti ha convinto a rimanere in questa società?
«Ho sempre scelto il Cittadella perché è una piccola realtà con grandi ambizioni. Qui mi sono sempre sentita a casa. Sono orgogliosa di rappresentare questi colori, perché una parte del mio cuore è granata».

Affrontiamo per un attimo l’attuale annata che sta facendo la tua squadra in Serie B, dove attualmente è al quinto posto. Soddisfatta di questo piazzamento?
«Sono molto soddisfatta: l’obiettivo è quello di migliorarsi di anno in anno, e al momento lo stiamo facendo, ma non ci aspettavamo un inizio così, però dobbiamo stare coi piedi per terra. Il campionato è lungo, e può cambiare tutto in ogni momento».

La sosta natalizia sta però per finire e giovedì il Cittadella tornerà in campo per la Coppa Italia sfidando la Juventus. In che modo la squadra cercherà di dare il filo da torcere alle campionesse d’Italia?
«L’organizzazione in campo sarà la chiave per provare a fermare una grande squadra come la Juve. Siamo consapevoli delle enormi potenzialità che ha la squadra avversaria, ma anche noi sappiamo quanto valiamo».

Oltretutto, nel match contro la Juve, c’è un fattore che va dalla parte del Cittadella, ovvero quello di giocare allo stadio “Tombolato”.
«È veramente un onore poter giocare allo stadio “Tombolato”. Già m’immagino vedere la tribuna piena di ragazzine che sognano di far del calcio la propria vita. Sarà una giornata importante, sia per il movimento che per una piccola realtà come il Cittadella».

Ritorniamo alla Serie B di quest’anno. Come lo giudichi dopo dodici giornate di campionato?
«Il campionato di Serie B di quest’anno è bello tosto: il livello si sta alzando di anno in anno, ma sono straconvinta che la mia squadra possa stare tra le prime posizioni».

Secondo te, chi può salire in Serie A?
«Non abbiamo ancora incontrato tutte le squadre, e il girone d’andata deve ancora finire. Al momento ritengo che la Lazio sia la favorita per la promozione, perché è pronta sia a livello societario che per la qualità della rosa che ha tra le mani».

Nella tua carriera hai anche vestito la maglia dell’Italia, dove hai ottenuto un terzo posto europeo e mondiale con l’Under 17 nel 2014. Cosa è stato per te fa parte di quella spedizione?
«Nel Mondiale del 2014 in Costa Rica ho vissuto l’esperienza più emozionante della mia vita: mi ha permesso di crescere dal punto di vista calcistico, ma anche a livello umano. Sono felice che il terzo posto sia servito per far partire il movimento del calcio femminile».

Parlando sempre dell’Italia, credi che le Azzurre possano fare bene al Mondiale?
«Ora la Nazionale maggiore ha bisogno di un cambio generazionale. È un momento di transizione che può portare alla squadra dei momenti di difficoltà, ma credo che le giovani promettenti siano molto forti, e riusciranno a dare il contributo nelle competizioni a venire».

Tu che persona sei al di fuori dal rettangolo di gioco?
«Al di fuori dal calcio sono un’educatrice che lavora in un asilo nido, per me i bambini sono la mia passione, ma il lavoro mi porta via energie nel corso della giornata: alla sera, o all’allenamento, mi rendo conto di quanto il livello del calcio femminile si sia alzato, è molto difficile conciliare il mondo del pallone con quello del lavoro».

Che obiettivi vorresti ancora centrare in futuri?
«Vivo giorno per giorno, non so cosa mi riserverà il futuro. Ora voglio portare il Cittadella dove merita: vedremo se il 2023 ci riserverà delle sorprese».

Hai un messaggio da dare alle tue compagne del Cittadelle in vista della partita contro la Juve?
«Ad ogni mia singola compagna di squadra vorrei dire di lasciare da parte l’ansia da prestazione, e auguro ad ognuna di loro di divertirsi».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Cittadella Women e Ilaria Toniolo per la disponibilità.

Luisa Esposito, Independent: “Importantissimo giocare in una società che mi apprezza e nella mia città”

Credit: Independent

Luisa Esposito, attaccante di 24 anni, è arrivata quest’anno all’Indipendent, squadra campana del girone C di Serie C, dopo due stagioni tra Ternana e Chieti.
Abbiamo scambiato qualche parola con la stessa punta per capire le sue sensazioni per questa nuova avventura nel club di patron Carlo Astarita.

Luisa in estate è iniziata una nuova stagione. Quali erano i tuo obiettivi per questa stagione e quali quelli della società?
“Da diversi anni che mi cercavano, alla fine ho avuto motivi validi per andare a giocare all’Independent. Il presidente si è messo subito a disposizione e mi sembrava il momento adatto per compiere questo nuovo passo e fare questa esperienza in Serie C. Con loro sono molto contenta perché è un gruppo che lotta per ogni partita, si vince si perde restiamo sempre una squadra che sorride. E questo è qualcosa che oggi conta tanto. Il mio obbiettivo è fare bene a questa strada e contribuire con ottimi risultati.”

Prima parte di stagione abbastanza positiva per la vostra squadra a metà classifica. Com’è andata questa parte iniziale per voi?
“Fortunatamente ci stiamo allenando da agosto senza mai fermarci, abbiamo anche avuto momenti bui ma ci siamo rialzate da sole. Grazie anche alla grinta che ci ha dato Mister Elio ed Enzo brandi, che credono molto in quel che facciamo e sono sempre lì in qualsiasi circostanza. Quando stavamo un po’ calando psicologicamente e i risultati non premiavano, subito ci siamo riprese e abbiamo giocato come guerriere, credendo in quel che facevamo”.

Quale reputi la vostra migliore gara e quale quella che vorresti rigiocare?
“Per me la migliore gara è stata quella giocata con il Trastevere, abbiamo dominato in campo, abbiamo fatto capire chi comanda. Quella che rigiocherei sarebbe la partita con Palermo, molto combattuta ma finita con un pareggio anche se meritavamo la vittoria”.

Come valuti il raggruppamento C di questa stagione?
“Il raggruppamento già c’era perché la maggior parte di noi abbiamo sempre giocato insieme. Mi aspettavo comunque che saremmo state una bella squadra perchè siamo una bellissima realtà che sta crescendo man mano”.

Per te che annata è stata sino ad ora?
“Ci sono stati alti e bassi ma quando ci è andata male comunque ci siamo rialzate.  Ovviamente giocare nella tua città è sempre bello, poi fare parte di una società che ti apprezza per quello che sei vale ancora di più”.

Alla ripresa vi aspetta la gara da dentro o fuori in Coppa Italia con la Mediterranea Soccer e la trasferta di Cosenza. Che gare vi aspettate?
“Speriamo di far bene dopo la sconfitta con la Vis Mediterranea in cui abbiamo perso 2-0, ovviamente per noi questo è un derby e spero possiamo toglierci i sassolini dalle scarpe. Anche con il Cosenza si spera di portare a casa i 3 punti, si tratta di crederci fino alla fine come abbiamo sempre fatto. Credo nelle mie compagne di squadra e abbiamo fiducia una dell’altra”.

Francesca D’Addato, La 10 Futsal Livorno: “Ho grande fiducia in questa squadra e nella qualità delle mie compagne”

Nel girone B di Serie A2 di calcio 5 femminile La 10 Soccer, squadra della provincia di Livorno, occupa il quarto posto grazie ai 21 punti conquistati nelle prime 10 giornate di campionato. Nel team giallonero toscano abbiamo raggiunto Francesca D’Addato per una breve intervista, queste le dichiarazioni rilasciate della stessa calcettista classe ’98.

La D’Addato sulla nuova squadra
“Sono in questa squadra da settembre visto che lo scorso anno giocavo nell’altro girone con l’Academy Torino. Guardando il bacino di ragazze della squadra avevo grandi aspettative e le ho ancora! Si tratta di una squadra costruita da zero. Son poche le ragazze proveniente dalla vecchia rosa. Perciò l’aspetto da migliorare è sicuramente il gioco di squadra (conoscersi in campo è fondamentale mentre il punto di forza direi esperienza di molte delle giocatrici e soprattutto ‘grandi nomi’ e individualità che nella difficoltà possono far la differenza. Abbiamo fatto alcuni passi falsi in queste ultime partite che non ci hanno permesso di essere in vetta alla classifica, ma errare è umano e sbagliando si impara! Poi infortuni su infortuni che non ci hanno aiutato campionato durante, in primis il mio, visto che sono stata ferma più di un mese con il gesso per una frattura al polso,  e quello di Jessiquinha, che recupereremo si spera il 9. Ho grandi aspettative per questa ripresa”.

La pivot sul girone B
“Il nostro girone é abbastanza combattuto soprattutto lì al vertice! Sinceramente non me lo aspettavo, ma meglio così! Più è competitivo, più è divertente. .In vetta alla classifica c’è un grande equilibrio ! Perciò credo che i play-off saranno combattuti e potrà esser messo in discussione tutto. Questa prima parte di campionato ha dimostrato che ogni partita è una storia a sé stante non bisogna sottovalutare nessuno e soprattutto non bisogna abbassare mai la guardia”.

L’ex Torino sulla sua stagione
“A livello personale non mi ritengo soddisfatta. Sento di poter dare molto di più a questa squadra. La causa credo sia l’infortunio arrivato nel derby contro il Pisa e da lì 40 giorni ferma con il braccio ingessato. Sono anche la più giovane della squadra, con meno esperienza rispetto alle mie compagne. Spero di ‘spaccare’ dopo questo stop natalizio. Dobbiamo riprendere dalla voglia della prima gara dove avevamo il sangue agli occhi e tanta voglia di giocare dopo i mesi estivi senza futsal, ma quella c’è sempre, ad ogni partita! Si devono cercare di limitare gli errori come quelli contro l’ Arzachena: dopo aver dominato tutta la partita e sciupato tanto sotto porta è arrivato il pareggio gli ultimi 10 secondi per una distrazione, 1-1 e 2 punti fondamentali persi per strada. Alla mia squadra auguro tanto divertimento e soprattutto sorrisi! Si sa, se ci si diverte si possono vincer partite ad occhi chiusi”.

Arrivo di spessore per l’Orvieto FC: annunciato il portiere Ilke Nellie Dick Brandsma

Credit Photo: Orvieto

L’Orvieto F.C. conclude la propria campagna acquisti con l’ingaggio del portiere olandese Ilke Nellie Dick Brandsma (classe 2001). Dopo l’addio del portiere Angela Ruotolo (classe 1993), ceduta al Ravenna Women (che milita in Serie B), l’arrivo di un nuovo estremo difensore rappresenta un importante colpo di mercato per la squadra umbra. La giovane atleta è alta 1.81 cm, ha giocato nello Standard de Liège ed è reduce da due stagioni negli Stati Uniti in cui ha vestito la maglia del Northwestern Ohio. Le sue caratteristiche tecniche sono la precisione, la sicurezza ed il possesso di un ottimo piede.

La matricola umbra sta lottando per la salvezza e l’arrivo di tre nuovi elementi in squadra (Quirini, Minutello e Brandsma) potrà contribuire in modo positivo al proseguimento della stagione in corso (campionato di Serie C – girone B). Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 gennaio per il match tra l’Orvieto ed il Portogruaro Calcio.

Katia Mattarel: “Ricordo le parole di Bertolini e Guarino prima del mio esordio in A, scudetto al Milan? Gruppo fantastico”

Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva  Katia Mattarel.

Abbiamo scambiato qualche battuta con l’ex calciatrice che in carriera vanta uno scudetto con il Milan vinto nella stagione 98-99. A riguardo la classe ’79 ricorda: “Nella stagione dello scudetto, Supercoppa e Coppa Italia restano tante emozioni e ricordi. Avevo compagne di alto livello e belle persone anche fuori dal campo per non parlare di mister Tabacchi una gran bella persona. In quel campionato non giocai molto ma è stato uno degli anni in cui ho imparato di più anche se qualcuno pensa che non si possa imparare giocando poco. Guardando capisci tanto e io avevo davanti mezza Nazionale dell’epoca e anche chi non lo era era molto forte. È vero a 20 anni vuoi giocare ma se ti impegni in allenamento e rubi un po’ dalle tue compagne vedrai che si migliorerà. Ringrazio tutte le ragazze che erano con me, il mister e il massaggiatore Giuliani, anche lui gran bella persona, per avermi dato questa possibilità”.

L’ex calciatrice che oltre al rossonero del Milan ha vestito anche le casacche di Como, Fiammamonza, Nuoro, Geas, Tradate, San Severino Marche e Caprera ricorda due momenti particolari dell’inizio della sua carriera: “Ho avuto la fortuna di aver fatto tante esperienze, Milan a parte. Ad esempio la finale con l’Under 18 di mister Margutti al Fiammamonza. Arrivammo alle semifinali giocando a Sassari e vincendo con la Torres 5-2 con il ritorno a Monza concluso 6-0 nell’anno in cui abbiamo primeggiato nel campionato Under 15. Ricordo poi la prima convocazione in Serie A sempre a Monza con il mister Gianni Radaelli che mi chiamava Banzai vista la tanta grinta messa in campo. Il mister, con Bertolini e Guarino fuori, mi disse in quell’occasione che avrei giocato. Ricordo che ero intimorita anche per il mio carattere all’epoca molto introverso. Poi arrivarono Rita e Milena che mi diedero tranquillità dicendomi di giocare come sapevo. Un ringraziamento va a loro per la fiducia datami”.

Katia poi una volta terminata la sua carriera da giocatrice ha continuato ad allenare sedendo sulle panchine di Ausonia, Oreno, Fiammamonza e Brugherio: “In realtà i primi passi da allenatore risalgono a tanti anni fa con la squadra del mio paese cioè Oreno di Vimercate. Stare in campo e in panchina ti apre due mondi simili ma molto diversi. Stare dall’altra parte ti porta a non capire le scelte e il pensiero di un allenatore che parte dalla preparazione all’allenamento in base alle qualità delle ragazze. Io ho allenato sia prime squadre ma mi sono innamorata del mondo dei più giovani. Si tratta di un mondo che mi ha sempre affascinato perché rispetto ai grandi vedi i progressi giorno dopo giorno e questo ti regala tante soddisfazioni. Diciamo che allenare è come se fosse la mia seconda vita e il calcio il campo la mia seconda casa”.

L’ex terzino e difensore centrale sulla Serie A di oggi invece ha la sua idea: “La serie A è molto più equilibrata di qualche anno fa. Diciamo che con l entrata del professionismo e delle squadre maschili probabilmente c’è un qualcosa in più. Le ragazze si possono allenare tutti i giorni e fare quasi o solo quello. Roma e Inter hanno fatto un gran bel lavoro negli ultimi anni ora si vedono i frutti mentre la Juventus rimane sempre favorita almeno sulla carta. Ma a me piacciono Inter e Roma”.

La chiusura della Mattarel è sulla maglia Azzurra: “La Nazionale è in fase di cambiamento. Milena sta cercando di inserire nuove leve ma è un processo non facile e tanto meno veloce. Ci vuole tempo. In bocca al lupo a lei e a tutto lo staff. Io spero, nonostante l’entrata delle squadre professionistiche nel femminile, che il nostro calcio rimanga puro e naturale a differenza del maschile dove spesso si esagera in tanti comportamenti in campo”.

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