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“Bigger Better Freestyler”: oggi torna Diana Carolina Rojer

Il calcio femminile ha stupende interpreti sul piano tecnico, con un’eleganza sopraffina ed un’educazione del piede sublime. Se uniamo queste caratteristiche a delle freestyler professioniste di tutto il mondo esce fuori Bigger, Better, Freestyler; il nuovo simpatico progetto targato Calcio Femminile Italiano volto a valorizzare il calcio femminile attraverso il mondo del freestyle. Abbiamo coinvolto freestyler da tutto il mondo pronte a stupirci con le loro giocate ed i loro trick con l’obiettivo di sensibilizzare più gente possibile a questo magnifico sport dando prova che il calcio non è uno sport per soli maschi. Bigger, Better, Freestyler è la più grande freestyle challenge mai messa in piedi, coinvolgendo giocatrici da tutto il mondo che inoltreranno la nostra sfida a tutte le loro colleghe andando a creare una vera e propria rete mondiale. 

La protagonista del video di oggi è ancora una volta Diana Carolina Rojer. Cresciuta a Panama City, è una delle freestyler più popolari in patria dove ha vinto numerosi premi. Il calcio è presente nella sua vita anche con il futsal dove ha vinto diversi trofei sia a livello regionale che nazionale. Il suo video è disponibile sul nostro canale.

Vis Civitanova, Michelle Valtolina: “Il girone ha un livello simile al torneo di Eccellenza lombarda”

Alla scoperta di Michelle Valtolina, attaccante classe 2002, adattata come laterale di fascia ed esterna, in prestito alla Vis Civitanova, squadra marchigiana militante nel girone C di serie C.

Ciao Michelle, come è nata la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio è nata sin da piccolina, avendo avuto la possibilità di scegliere lo sport che maggiormente preferivo, non trovando alcun ostacolo da parte della mia famiglia”.

Le tue esperienza pregresse
“All’età di dieci anni ho iniziato il mio percorso nel maschile, ad undici sono passata nel femminile al Concesa, a seguire nel Trezzo prima di militare per ben 6 lunghi anni nel Mozzanica dove ho percorso tutta la trafila del settore giovanile dalle allieve alla Primavera, disputando anche degli allenamenti con la prima squadra ed un’amichevole con l’Inter; a seguito del fallimento della squadra lombarda sono approdata al Fiammamonza ed in corso di questa stagione alla Vis Civitanova”.

La tua scelta di approdare nelle Marche
“La prospettiva di un salto di categoria e la concreta possibilità di ritornare a giocare ha fatto la differenza, atteso che il torneo di Eccellenza in Lombardia non è più partito; ci tengo a sottolineare comunque il livello qualitativo del nostro girone di serie C è molto simile all’Eccellenza lombarda, un campionato di categoria di tutto rispetto”.

Un giudizio sull’ambiente
“Sono stata accolta benissimo e mi sono sin da subito ben integrata in un ambiente sano e ben organizzato; sto ritrovando nel tempo la migliore condizione, potenziando in questo periodo la fase atletica in vista del rush finale; daremo il massimo fino alla fine del torneo per raggiungere l’obiettivo della salvezza”.

Credit Photo: Vis Civitanova

Si delinea la corsa a tre per la vetta della Scottish Premier League: Glasgow City, Rangers e Celtic

L’11esima e la 12esima giornata di Scottish Women’s Premier League hanno acceso la corsa al vertice. Il Glasgow City ha vinto entrambe le sfide, quella domenicale e quella del turno infrasettimanale: 6 reti totali e solo 1 subita. È il Ranger però ad essere caduto contro il Celtic Football Club: una sconfitta per 1 a 0 che lancia il Glasgow City in vetta e apre la strada ad un possibile recupero proprio del Celtic, ora terzo con solo 2 punti di svantaggio.

Il Ranger tuttavia ha dimostrato nel turno infrasettimanale che la caduta è stato solo un incidente di percorso: ha infatti travolto per 11 reti a 0 il Forfar Farmington; una pioggia di gol che potrebbe rivelarsi utile in caso di arrivo a pari punteggio con altre formazioni.

Il Celtic ha centrato la vittoria anche nel turno infrasettimanale: 3 a 1 contro l’Hibernian Ladies Football, alla terza sconfitta consecutiva.

Il prossimo turno di gioco sarà il 2 di maggio: il Ranger affronta l’ultima in classifica, il Motherwell, sulla carta avversario che non dovrebbe destare alcuna preoccupazione. Lo stesso per il Celtic, contro il Forfar Farmington e il Glasgow City contro lo Spartans Football Club: la situazione di classifica dovrebbe perciò, salvo clamorosi risultati, restare invariata.

Credit Photo: Pagina Facebook Glasgow City FC

“Mister” Giulia Zorzetto, tra le prime donne allenatore, ci racconta la sua esperienza sui campi di Treviso

Giulia Zorzetto, 25enne di Cornuda (Treviso) Allenatrice, dal 2017 al 2019, dei Primi Calci all’Union Qdp.

Da donna e “mister”, come ti sei approcciata al mondo del calcio?
È stato semplice o hai trovato “muri” da parte del mondo cosiddetto “maschile”, e come hai risolto queste situazioni?
“La passione per il calcio mi accompagna sin da bambina, ma non avevo mai considerato l’idea di allenare. Mi sono avvicinata a questo mondo grazie ad un amico che mi ha proposta alla società sportiva dove ho lavorato, la quale cercava una persona laureata in Scienze Motorie da affiancare ai Primi Calci. All’inizio mi preoccupava molto la resistenza che avrei potuto trovare in un ambiente prevalentemente maschile, ma in parte le mie paure sono state fugate. Da parte dei genitori ho sempre riscontrato un atteggiamento positivo nei miei confronti, ma credo che questa sia una categoria privilegiata per una ragazza che vuole iniziare ad allenare. I bambini rimangono sempre sorpresi quando incontrano un’allenatrice donna, perché viene insegnato loro che le femmine non giocano a calcio e se lo fanno, sono scarse. È comprensibile, loro conoscono e seguono il calcio maschile, come la quasi totalità degli appassionati a questo sport. Sta a te porti nel modo giusto e guadagnarti la loro fiducia ed il loro rispetto, facendo così cadere i loro pregiudizi. Ammetto che ci sono stati alcuni momenti in cui non ho percepito un buon feeling con i colleghi allenatori, non sono mancate delle situazioni in cui è stato difficile passare oltre a determinati atteggiamenti sia da parte loro che dei ragazzi a loro affidati. Ho chiesto aiuto alla società, facendo presente gli episodi più spiacevoli, ho sempre cercato di rispondere alle provocazioni senza mancare di rispetto a nessuno e mi sono impegnata a svolgere al meglio il mio lavoro con i bambini”.

Da allenatrice cosa speri per il futuro del calcio femminile?
“Innanzitutto spero che il calcio femminile venga al più presto confermato come sport professionistico a tutti gli effetti, come lo è da sempre per i colleghi maschi. Spero che venga data maggior visibilità anche a questa metà del calcio, non solo a quella maschile, fatta ormai più di business che di sport. Infine, spero che possa esser dato sempre maggior spazio nel mondo del calcio in generale a donne meritevoli, nelle posizioni amministrative come in campo. Alcuni esempi già ci sono, come Sara Gama, difensore della Juventus e capitana della nazionale italiana, prima vicepresidente donna dell’Associazione Italiana Calciatori; o Stéphanie Frappart, prima donna ad aver arbitrato una partita di Champions League”.

I cambiamenti corrono veloci e l’inserimento del calcio femminile nel mondo professionistico, secondo te, cambierà la situazione a livello Nazionale?
“È vero, i cambiamenti nel mondo del calcio si stanno notando da qualche anno a questa parte, soprattutto dopo il Mondiale di calcio femminile in Francia (2019), che ha suscitato un interesse mediatico notevole facendo crescere in modo esponenziale non solo la curiosità̀ per il calcio femminile, ma anche il numero di iscrizioni di bambine nelle scuole calcio italiane. Difficilmente però ci potrà̀ essere un salto di qualità̀ nel campionato italiano femminile fintanto che le atlete non saranno riconosciute ed inquadrate, al pari dei colleghi maschi, come delle professioniste. È giusto essere realisti e dire che difficilmente il calcio femminile raggiungerà l’interesse e la partecipazione di quello maschile, ma è auspicabile che i passi avanti fatti a livello internazionale si possano riversare positivamente anche su scala nazionale. Questo riconoscimento sarà sicuramente un traguardo importantissimo per tutte le atlete che vorranno fare di questo sport il loro mestiere”.

A livello di allenatrici donne, secondo te, come sarà il loro futuro?
“Nella mia piccola esperienza da allenatrice mi sono trovata spesso ad essere l’unica ragazza presente agli allenamenti come alle manifestazioni. All’università ho conosciuto altre ragazze allenatrici di calcio, ma sempre nelle categorie dei più piccoli, nessuna ad alti livelli. Pertanto, quello che posso dire è che sarebbe bello poter vedere allenatrici donne anche in categorie superiori, soprattutto se preparate e con una laurea in Scienze Motorie oltre al patentino”.

Vedi dei progetti specifici in questo ambito per il tuo futuro?
“Per il momento no, ho concluso l’anno scorso il percorso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata e sto per terminare un Master sempre in ambito rieducativo. Mi piacerebbe lavorare in questo settore, magari in un centro di medicina/fisioterapia in collaborazione con altre figure professionali”.

Lo sport e l’attività fisica sono di tutti, non è vero? Come pensi che il calcio femminile possa esprimere questo concetto e credi che ci voglia più formazione scolastica o è la famiglia che deve dare al proprio figlio/a delle soluzioni a tali scelte di vita?
“Certo, lo sancisce anche la Carta Internazionale per l’Educazione Fisica, l’Attività Fisica e lo Sport (UNESCO, 2015). Penso che il cambiamento di paradigma, per quanto riguarda il calcio femminile, debba avvenire su più fronti. Prima di tutto la famiglia non dovrebbe precludere ad una bambina la possibilità di avvicinarsi a questo sport solo perché è un ambiente prevalentemente maschile. È vero che alcuni sport sono tendenzialmente maschili ed altri femminili, tuttavia credo che lo sport non possa prescindere dalla parità di genere, certi stereotipi retrogradi e pericolosi vanno superati e questo deve avvenire in primis dalla famiglia, parallelamente dalla scuola. Infine, credo che anche le società sportive dovrebbero cercare di promuovere maggiormente il settore femminile, valorizzando ed includendo le poche ragazze che si avvicinano al mondo del calcio”.

Chiudiamo con una domanda particolare: se come madre, un giorno, avrai una bambina che vuole fare la calciatrice, cosa pensi di fare per lei e cosa le consiglieresti?
“I miei genitori sono sempre stati legati ad una visione del calcio come sport maschile e questo, in parte, non mi ha permesso di potermici dedicare da bambina. Nonostante ciò ho comunque avuto modo negli anni di poterlo praticare a livello amatoriale. Se mia figlia un giorno dovesse chiedermi la stessa cosa le permetterei di provare, senza dubbio. Le consiglierei di divertirsi il più possibile e di non permettere mai a qualcun altro di dirle che non è capace di fare una cosa perché è femmina. Al di la di tutto mi piacerebbe sostenerla nella scelta di uno sport che poi possa diventare la sua passione ed accompagnarla nel corso della sua vita, qualunque esso sia”.

Ringraziamo Giulia, per la sua pazienza e per il suo tempo, e nella speranza che i suoi sogni possano in giorno divenire realtà, le facciamo un grande in bocca al lupo, per il suo futuro da professionista ed atleta nel mondo del pallone.

Classifica marcatrici Serie C: nel Girone A segna ancora Federica Mussano, nel Girone B comanda ancora Elisa Dalla Santa, ma si rivede Maura Mattana

Il recupero della nona giornata del Girone A e la diciottesima del Girone B di Serie C ha permesso di aggiornare la classifica marcatrici.

Nel Girone A, dove comanda ancora Francesca Mellano del Pinerolo, Giulia Grassino e Federica Mussano dell’Independiente Ivrea fanno un balzo importante, con la prima che si porta a sette reti, mentre la seconda, grazie alla doppietta rifilata al Caprera, le permette di arrivare a sei marcature. Da segnalare la prima rete in campionato per l’epoderiese Vanessa Lavarone.

Nel Girone B continua la marcia inarrestabile di Elisa Dalla Santa del Venezia che, grazie alla rete segnata a Le Torri, le consente di comandare ancora questa speciale graduatoria con 19 reti, al secondo posto è distaccata di una lunghezza Roberta Picchi della capolista Cortefranca. Torna finalmente a segnare Maura Mattana dell’Atletico Oristano, che con la sua doppietta ha portato le sarde a fermare sul pari il Trento.

CLASSIFICA MARCATRICI GIRONE A AGGIORNATA DOPO IL RECUPERO DELLA 9A GIORNATA
14 reti
: Mellano (Pinerolo).
12 reti: Coppola (Azalee).
11 reti: Possenti (Pro Sesto).
9 reti: Poletto e Tortarolo (Campomorone Lady), Parodi (Genoa).
8 reti: Dìaz (Caprera), Mariani (Pro Sesto), Ponzio (Torino).
7 reti: Grassino (independiente Ivrea), Carlucci (Pro Sesto), Ebali (Speranza Agrate).
6 reti: Crivelli (Genoa), Mussano (Independiente Ivrea), Seveso (Pro Sesto), Levis (Torino).
5 reti: Barbini e Masciaga (Azalee), Ceppari e Gueli (Pinerolo), Roma (Real Meda).
4 reti
: Di Stefano (Alessandria), Brazzarola (Azalee), Mancuso (Independiente Ivrea), Dell’Acqua e Marasco (Pro Sesto), Ferrario e Zorzetto (Real Meda), Repetto (Spezia).
3 reti: Bergaglia (Alessandria), Vischi (Azalee), Bargi e Traverso (Campomorone Lady), Spotorno (Genoa), Moroni (Real Meda), Buttò (Speranza Agrate), Pascotto (Spezia), Annalisa Favole e Serna (Torino).
2 reti: Arroyo e Luison (Alessandria), Magatti e Seghetto (Azalee), Fallico e Tolomeo (Campomorone Lady), Trapani (Caprera), Basso e Favali (Genoa), Cantoro e Dreon (Independiente Ivrea), Culasso e Graziotto (Pinerolo), Pignata e Sonnessa (Pro Sesto), Arosio, Longoni, Molteni, (Real Meda), Cervati, Riella e Tavola (Speranza Agrate), Buono e Prodoi (Spezia).
1 rete: Lettieri (Azalee), Lòpez, Montesiño, Paredes e Prencipe (Caprera), Nietante, Rivilla, Spiga e Trichila (Campomorone Lady), Abate, Campora, Giuffra e Perna (Genoa), Angela e Lavarone (Independiente Ivrea), Bertone, Ippolito, Leccese, Magnarini Siotto (Pinerolo), Pasquali, Pedrazzani, Ponti, Scuratti e Spinelli (Pro Sesto), Campisi, Marelli, Podda, Ragone, Rovelli, Sironi, Via e Venturi (Real Meda), Biffi, Confalonieri, Ferraro e Valente (Speranza Agrate), Battaolla e Desmeran (Spezia), Boccardo, Borello, Crisantino, Malosti, Sodini e Vitiello (Torino Women).

CLASSIFICA MARCATRICI GIRONE B AGGIORNATA DOPO LA 18A GIORNATA
19 reti
: Dalla Santa (Venezia).
18 reti
: Picchi (Cortefranca).
14 reti
: Scarpellini (Cortefranca), Zanetti (Triestina).
13 reti
: Mattana (Atletico Oristano).
12 reti
: Zuanti (Venezia).
10 reti: Bielak e Reiner (Brixen Obi).
9 reti
: Mantoani (Permac Vittorio Veneto), Blarzino (Triestina).
8 reti
: Quidacciolu (Atletico Oristano), Martello (Spal), Paoletti (Triestina), Tonelli (Trento), Maragon (Venezia).
7 reti
: Anna Donà (Padova).
6 reti
: Muraro e Riva (Cortefranca), Stefanello (Padova), Zilli (Permac Vittorio Veneto), Alessia Erlicher e Nischler (Unterland Damen).
5 reti
: Kerschdorfer (Brixen Obi), Vavassori (Cortefranca), Poli (Trento), Pföstl (Unterland Damen), Zandomenichi (Venezia).
4 reti
: Abler, Maloku e Stockner (Brixen Obi), Asperti (Cortefranca), Martina Pasqualini (Isera), Gastaldin e Zanon (Padova), Sovilla e Trevisol (Permac Vittorio Veneto), Furlanis (Portogruaro), Daprà e Giulia Rosa (Trento).
3 reti
: Treibenreif (Brixen Obi),  Faccio (Isera), Bonvicini e Urlando (Le Torri), Conventi e Fabbruccio (Padova), Mella, Tomasi e Tommasella (Permac Vittorio Veneto), Feletti e Finotto (Portogruaro), Chiara Pasqualini (Trento).
2 reti
: Casula e Scalas (Atletico Oristano), Kiem e Santin (Brixen Obi), Freddi, Lacchini, Macchi, Mottinelli, Sardi De Letto e Zanetti (Cortefranca), Saliha Slomic (Isera), Cona, Dal Toè e Magnabosco (Le Torri), Gallinaro (Padova), Govetto (Permac Vittorio Veneto), Gashi (Portogruaro), Sofia Braga e Pirani (Spal), Battaglioli, Tononi e Varrone (Trento), Bortolin, Del Stabile e Usenich (Triestina), Muco, Peer e Vuerich (Unterland Damen), Bellemo, Camilli, Dal Ben e Vecchiato (Venezia).
1 rete
: Marras e Senes (Atletico Oristano), Kammerer (Brixen Obi), Beltrami, Giudici, Lavezzi, Sandrini, Valesi e Velati (Cortefranca), Campana, Gazzini e Manconi (Isera), Faccioli e Mabiglia (Le Torri), Biasiolo, Costantini, Dal Pozzolo, Gastaldello, Michielon, Ragazzi e Sarain (Padova), Cimarosti e Modolo (Permac Vittorio Veneto), Battaiotto e Nodale (Portogruaro), Benetti, Francesca Braga, Filippini, Fratini, Malvezzi e Vannini (Spal), Chemotti e Linda Tonelli (Trento), Sandrin, Tortolo e Virgili (Triestina), Cainelli e Targa (Unterland Damen), Roncato e Tosatto (Venezia).

La squadra ha le potenzialità per superare le difficoltà

Il Tavagnacco ora potrà sfruttare una settimana intera di allenamenti col nuovo mister per preparare la sfida alla Roma. Si lavorerà sull’aspetto mentale; c’è da ritrovare fiducia.  

Non si poteva chiedere di più al Tavagnacco nella gara persa 1-0 sabato scorso a Ravenna. Il nuovo tecnico Marco Rossi, avendo diretto il suo primo allenamento appena il giovedì precedente, era consapevole che in un arco di tempo così limitato la squadra non potesse assimilare fin da subito i nuovi principi di gioco. Si è fatto quello che si è potuto; ciò che contava era la prestazione. L’impegno c’è stato e si è visto qualcosa di nuovo anche a livello tattico.

Le ragazze sono state disposte con un 4-2-3-1 per garantire maggiore supporto alla centravanti Ferin. E’ arrivata una sconfitta tutto sommato immeritata visto che le gialloblù sono state punite all’unica occasione concessa alle avversarie. E’ un periodo buio in cui si paga dazio ogni minima disattenzione. Nonostante l’assalto finale, le friulane non hanno trovato la via della rete. Un problema, quello del gol, che ha condizionato la stagione della squadra sempre troppo sprecona davanti alla porta. Un elemento che non preoccupa mister Rossi che inquadra così il match in terra romagnola: “Abbiamo fatto più noi che Ravenna in fase propositiva. Dietro siamo stati indecisi su una marcatura e questo ha determinato la rete decisiva. La squadra ha subito psicologicamente il colpo dopo il gol incassato, ma in seguito ho visto venti minuti finali decisamente buoni”. Da lì bisognerà ripartire.

La sfida contro il Ravenna è stata la fine di sette giorni tormentati in casa gialloblù che avevano visto, oltre all’esonero di Chiara Orlando, anche le dimissioni del direttore tecnico Andrea Tosolini, giunte in società prima della trasferta romagnola. Adesso mister Rossi ha la prima settimana intera di allenamenti per lavorare con le calciatrici ed è convinto che la rosa abbia le potenzialità per venire fuori da questo periodo difficile.  “Mi dispiace per la sconfitta dello scorso weekend perché le ragazze si sono impegnate parecchio. Ho visto determinazione e buona volontà. I risultati delle ultime partite hanno influito sul morale, ma le giocatrici devono stare tranquille e farsi trovare pronte”.

Il nuovo allenatore dovrà lavorare molto sull’aspetto mentale, ci sono da ritrovare la fiducia, la convinzione e la consapevolezza nei propri mezzi. Il Tavagnacco sembra aver smarrito la lucidità e la serenità di due mesi fa. L’appuntamento è per domenica alle 12 contro la Roma Calcio Femminile. Proprio all’andata contro le giallorosse il periodo buio era cominciato; l’obiettivo è mettere la parola “fine”.

Credit Photo: Upc Tavagnacco

Manuela Tesse, Pomigliano: “Contro il Pontedera mi aspetto una prova di maturità”

l Pomigliano ha ripreso gli allenamenti, dopo la sosta per gli impegni della Coppa Italia. La squadra campana affronterà domenica il Pontedera, testa-coda dalle mille insidie. Ecco le parole del coach Manuela Tesse“Il mio esordio? Fu a Padova contro il Cittadella, dove vincemmo per 3-1, male contro il Chievo Verona Women, dove non scendemmo in campo. A Perugia importante successo per 2-7. La svolta? Credo nel secondo tempo contro la Lazio, dove vidi una squadra che aveva dato tutto, lì ho capito che potevamo confermarci al primo posto. Dopo la partita feci i complimenti alle ragazze per la reazione, dando fiducia a livello psicologico. Dopo sono arrivati i tre successi contro Tavagnacco, Vicenza e Como. Il Pontedera? Hanno un allenatore come Renzo Ulivieri che si fa rispettare, lo conosco da tantissimo tempo. La squadra toscana vorrà onorare la partita e per noi tecnici sono le gare peggiori a livello psicologico. Mi aspetto un Pomigliano maturo, dove dovremo avere le stesse motivazioni delle stesse gare precedenti, mentre la Lazio avrà diversi scontri diretti da qui a fine stagione”.

Credit Photo: Federico Fenzi

Lisa Boattin, Juventus Women: “Da piccola mi chiamavano ‘la furia ceca’ perché avevo il caschetto biondo, ero mancina e Pavel Nedved era il mio idolo”

Intervistata nel corso della diretta Twitch sul canale della Juventus, Lisa Boattin ha parlato della sua carriera e di come si è avvicinata al mondo del calcio. Le sue parole.

INIZI
«Ho iniziato tra i muretti in casa dei miei nonni paterni e mettevamo la nonna in porta perché io e mio fratello volevamo giocare a calcio. Anche mio fratello è mancino e costringevamo mia cugina, che giocava a pallavolo, a giocare con noi. Ogni domenica andavamo da mia nonna a mangiare e dovevamo giocare a calcio tutti insieme. Rischiavamo sempre di rovinare i fiori di nonna».

NEDVED
«Da piccola mi chiamavano ‘la furia ceca’ perché avevo il caschetto biondo, ero mancina e Pavel Nedved era il mio idolo»

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Il Calcio Mondiale e l’impatto Covid-19: entro fine stagione 2021 si perderanno oltre 2 miliardi di ricavi

La Deloitte Annual Review of Football Finance (prodotta dallo Sports Business Group di Deloitte) ed è la società di revisione più completa per gli affari e le finanze del calcio professionistico Inglese.

Essa è inserita nel contesto del contesto normativo e del più ampio gioco del pallone a livello Europeo.

Secondo l’ edizione aggiornata della Football Money League, pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte, i top 20 club per fatturato del calcio mondiale perderanno oltre 2 miliardi di euro di ricavi entro la fine della stagione 2020/21.

Quest’anno il report analizza l’andamento dei ricavi dei principali club del calcio mondiale in un contesto economico e sociale fortemente condizionato dalla pandemia di COVID-19.

La pubblicazione che rimane l’analisi più completa delle tendenze finanziarie e delle prospettive per l’industria del calcio ha visto che nessuna squadra di calcio è stata immune all’impatto del COVID-19, ma i club della Money League hanno avuto il maggiore impatto finanziario in termini assoluti: nell’edizione di quest’anno, i primi 20 club hanno generato in media €409 milioni di euro di fatturato per club, un calo di 55 milioni di euro rispetto al 2018/19 (464 milioni di euro per club).

Come emerge dal report, il rientro in sicurezza dei tifosi negli stadi è una delle massime priorità nel calcio globale, dato che le attività collegate al matchday rappresentano un elemento fondamentale del business model dei club, abilitando ulteriori fonti di ricavo.

La dimensione dell’impatto finanziario globale della pandemia sull’industry del calcio, pertanto, dipenderà in gran parte dal ritorno dei tifosi allo stadio.I ricavi da matchday, da marzo 2020, saranno probabilmente vicini allo zero, poiché sembra ormai improbabile il rientro allo stadio di un numero significativo di tifosi durante la stagione 2020/21.

I venti Club, definiti “Top”, hanno generato pertanto un totale di €8,2 miliardi di ricavi, in calo del -12% rispetto alla stagione 2018/19. Una contrazione di €1,1 miliardi dovuta principalmente a:

una riduzione di €937 milioni (-23%) dei proventi dei diritti televisivi, a causa del differimento delle entrate e degli sconti concessi ai broadcaster;

– un crollo di €257 milioni (-17%) dei ricavi da stadio;
solo parzialmente compensato da una crescita dei ricavi commerciali di 105 milioni di euro (+3%).

Mentre il fatturato medio generato dai primi 20 club della classifica ammonterebbe a 409 milioni di euro nel 2019/20, segnando una flessione del -12% .

Infine gli sconti ai broadcaster su campionati “big five” (Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 1) e competizioni UEFA, secondo quanto riferito, ammontano a circa 1,2 miliardi di euro, di cui larga parte a carico dei club.

Sarà forse, anche per questo, che le grandi società stanno correndo i ripari e cercano “nuovi” sbocchi per appianare i loro debiti societari?

Tanto a fatto parlare, e tanto farà ancora parlare, la volontà di fare nascere una “ SuperLega”: di fatto accantonata, per non dare sfogo alla corrente del negazionismo, ma che sarà ancora trattata da molti club Europei nei prossimi anni.

Certamente sarà strutturata meglio, con largo margine delle società definite “top”, forse dura da digerire negli alti vertici della LEGA ed anche nella nostra FIGC ma sarà l’unico vero treno per il salva società? I dati del fatturato non mentono e le società che si sono troppo indebitate per avere giocatori di livello, per poi non entrare a fare cassa con le gare sul campo, si sono trovate in serie difficoltà ed a oggi segnano un calo molto evidente nei loro utili.

Primavera: goleada Juve ma Montemezzo e Stocchero colpiscono la capolista

Domenica si è chiuso il campionato della Primavera. Le Biancorosse sono scese in campo per l’ultima partita ufficiale contro la Juventus capolista e sono state sconfitte 12-2.

Un risultato sicuramente pesante ma che non deve abbattere la squadra: le Bianconere sono di un’altra categoria, hanno il miglior attacco e la miglior difesa del girone e hanno “perso” punti solo nel 3-3 contro l’Inter; tornare a casa con i due gol segnati da Montemezzo e Stocchero è quindi motivo di orgoglio.

Nonostante il risultato, il Vicenza conclude la stagione in crescendo, con buone prestazioni, due vittorie dopo la ripartenza a febbraio e un occhio già proiettato al futuro di questa giovane squadra.

Ultima giornata della fase a gironi del campionato Primavera, la Juventus deve vincere e segnare più gol possibili per essere sicura di essere davanti all’Inter per la differenza reti; il Vicenza non ha nulla da chiedere e vuole solo provare a dare un po’ di fastidio alle più quotate avversarie.

Il primo tempo è dominato dalle padrone di casa che aprono le marcature al 7′ con il calcio di rigore di Beccari, autrice di una tripletta nel primo tempo.

A segno anche Ippolito e Pfattner al 15′ e al 30′, che si ripetono anche al 38′ e al 46′.

L’occasione più importante delle Biancorosse arriva al 36′: dopo gli sviluppi di un calcio d’angolo, Grendene riceve e dalla distanza calcia in porta, Sargenti con la punta delle dita tocca la palla, la devia sulla traversa e la blocca dopo il rimbalzo.

Si va a riposo quindi sul 7-0. Ad inizio ripresa ci si potrebbe aspettare subito altri gol della Juventus ma il Vicenza si infiamma e ne segna due nel giro di pochi minuti.

Al 49′, lancio lungo in fascia per Stocchero che resiste ad un’avversaria, temporeggia e serve al centro Montemezzo; la n.8 si inserisce e viene stesa al centro dell’area, calcio di rigore. Dal dischetto si presenta la stessa Montemezzo che mantiene la calma e con freddezza trasforma alla sinistra di Sargenti rimasta immobile. 7-1.

Passano due minuti e inaspettatamente per le padrone di casa sono ancora le Biancorosse a segnare. Montemezzo anticipa un’avversaria e parte in contropiede, a centrocampo serve in profondità Stocchero che sfrutta la sua velocità per sfuggire alla difesa e con un rasoterra preciso da poco fuori il vertice destro dell’area di rigore calcia e spedisce la palla nell’angolino lontano. 7-2.

Fino a quel momento, in 10 partite la Juventus aveva subito 5 gol (3 dall’Inter e 1 da Sassuolo e Cittadella) e nel giro di 6 minuti dall’inizio del secondo tempo ha raccolto due volte il pallone dalla propria rete.

Purtroppo però il momento magico del Vicenza si è concluso subito e le padrone di casa hanno ricominciato a segnare con Ippolito, Berti e Moretti che portano il risultato sul 10-2.

Le Biancorosse comunque provano a resistere e ripartire, ma faticano e nel recupero vedono ancora segnare Berti e Moretti per il definitivo 12-2.

A fine partita però il sorriso non manca: contro una squadra decisamente più avanti, il Vicenza è riuscito lo stesso a farsi sentire e torna a casa con una grande soddisfazione.

Sicuramente non è stata un’annata facile: l’emergenza epidemiologica e un campionato nuovo con corazzate mai incontrate non hanno reso la vita facile alle Biancorosse, ma tutte le ragazze e lo staff si sono impegnati per concludere al meglio la stagione, condita anche con due vittorie importati contro Orobica e soprattutto Chievo Verona.

La fatica però non è finita, gli allenamenti non si fermano e si continuerà a lavorare ancora per crescere e migliorare cosa è mancato quest’anno e rafforzare invece ciò che si è visto di buono.

Credit Photo: Ufficio Stampa Vicenza Calcio Femminile

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