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Serie C, Girone C: occhi puntati sulla prima giornata di ritorno

Con l’anticipo Catania – Palermo, calcio d’inizio alle 14,30 sabato 10 febbraio, prende il via il girone di ritorno della serie C girone C. All’andata s’imposero gli etnei per 3-2 arbitrerà la sfida il signor Valerio Navarino di Taurisano. Sfida al vertice tra Vis Mediterraneo, prima in classifica, e Frosinone, terza in classifica, all’andata vittoria di misura dei campani dirigerà la gara il signor Iurino della sezione di Venosa. Occhi puntanti sulla parta finale della classifica dove si affronteranno Grifone Gialloverde e Salernitana. La formazione granata è alla ricerca della quarta vittoria consecutiva che la allontanerebbe definitivamente dalla zona bassa della classifica all’andata finì 2-1 per la formazione campana arbitrerà la gara Domenico Petraglione della sezione di Termoli. Gara delicatissima tra il Coscarello e il Molfetta, entrambe alla ricerca di punti per la classifica il Coscarello non ha mai vinto in casa mentre il Molfetta non è ancora riuscito a prendere punti in trasferta, all’andata finì a reti inviolate. Dirigerà la sfida il sig. Rago della sezione di Moliterno.

Interessanti sfide tra il Montespaccato e il Villaricca, all’andata vinse la squadra ospite per 4-1, e tra il Trastevere e Independent all’andata vittoria corsara con un rotondo 3-0. Dirigeranno le gare i sig. Artini di Firenze la sfida al “Don Dino Puglisi” di Montespaccato mentre Francesco Scarati di Termoli la sfida al Trastevere Stadium.

Completano la giornata la sfida tra il Woman Lecce e il fanalino di coda Crotone, all’andata terminò con una larga vittoria dei giallorossi per 6-1 arbitrerà la sfida il sig. Lascaro della sezione di Matera, e il derby appulo-lucano tra la Women Matera Città dei Sassi e l’Apulia Trani. All’andata s’imposero i materani per 2-0 la gara è stata affidata al signor Gervasi di Cosenza.

Fracas, gol per il Brescia e per le bambine: “Tre operazioni al ginocchio mi hanno resa più forte. E appena posso torno a casa e guardo il mare”

Credit Photo: FIGC

Calciatrice, ma anche istruttrice di nuoto e allenatrice nel settore giovanile, la 22enne ligure è cresciuta in una famiglia amante dell’acqua: “Papà e zio surfisti, mio fratello in Serie A di pallanuoto. Io però ho preferito l’area di rigore”. Domenica la seconda di ritorno: Lazio a Genova, Ternana in casa col Ravenna.

Trovare un momento della giornata per parlare con Teresa Fracas non è la cosa più semplice del mondo. L’agenda è fittissima: al mattino in campo a tirare palloni in porta, nel pomeriggio a bordo piscina a fare l’istruttrice di nuoto per bambini, poi di nuovo in campo ad allenare le giovani del Brescia. Il pallone e l’acqua sono due elementi che nella vita di Teresa, che il 4 marzo compirà 23 anni, non sono mai mancati. Non sempre in questo ordine di importanza: perché Fracas domenica scorsa ha segnato una doppietta nel 5-0 al Tavagnacco, ma “si parla talmente tanto di calcio che, appena posso, cerco di staccare”. Di calcio, prima di scoprire Teresa, bisogna però parlarne almeno un po’.

“La stagione sta andando bene ma non troppo – racconta -. Cerco di andare contro ogni difficoltà, perché non sempre in campo sono riuscita al 100% a essere me stessa. Un attaccante ha bisogno di segnare, ma io vorrei fare ancora di più e non riuscire a farlo mi penalizza. Spero che la doppietta di domenica scorsa sia la svolta della mia stagione”. Professione attaccante, poi i segni particolari: “Lavoro molto in area, non sono troppo veloce, ma cerco di sfruttare il fisico. Il mio forte è il colpo di testa e, tra le attaccanti che ho trovato in questi anni nelle mie squadre, da Daniela Sabatino al Sassuolo ho avuto modo di imparare tanto”.

Dal Sassuolo al Cittadella, poi la Pro Sesto, adesso il Brescia. Prima ancora il Ligorna e il Genoa. Stop, basta parlare di calcio. Con Teresa se ne parla, e bene, soltanto legandolo a esperienze di vita. Una vita iniziata a Bogliasco, in Liguria, dove la famiglia Fracas ha il mare nelle vene: “Mio padre e mio zio fanno tuttora surf, mio fratello Andrea gioca nella Serie A di pallanuoto. Vivendo in una città di mare, per noi rappresenta tutto. Andare a guardare il mare per me rappresenta un senso di libertà”. Aveva iniziato con la pallanuoto anche Teresa, prima di provare il calcio e di non lasciarlo più. Casa, invece, Fracas l’ha dovuta lasciare presto, ma la famiglia non la molla: “Mamma e papà vengono a vedermi appena possono, altrimenti mi seguono come tutto il resto della famiglia”. Dove le nonne hanno un ruolo primario: “Nonna Amalia capita si spaventi nel vedere i contrasti, nonna Gianna invece prima di operarsi al ginocchio si faceva anche due ore di macchina per venirmi a vedere. E’ stata lei, vedendo una partita del Cittadella, ad avvisare mamma del mio infortunio…”.

Impietoso, tra l’altro: rottura del crociato, arrivata nel 2020 in un anno già tribolato di suo per tutti i cittadini del mondo per via del covid. “Ho subito tre operazioni in meno di un anno – ricorda -. La prima a novembre, per ricostruire il crociato; la seconda nel luglio del 2021, per pulire l’articolazione; la terza un mese dopo, a Roma dal prof. Mariani, dopo il quale è cominciata la mia risalita. Ma non è stato facile per niente: uscendo dalle sedute di fisioterapia mi è capitato di piangere perché non vedevo risultati, perché mi facevo un mazzo così. L’aiuto di mio fratello, in quei mesi, è stato indispensabile. E c’era un altro problema: le piscine erano chiuse a causa del covid”.

Ed ecco che torna in scena l’acqua: “A 18 anni ho preso il brevetto da bagnina, mi sono detta ‘non si sa mai dovesse servire’. Questo brevetto mi ha permesso di fare più riabilitazione in piscina in quel periodo, e averla fatta a Genova con mio fratello che mi ha spesso accompagnato è stato di grande aiuto. Non mi prendete per matta: sono quasi contenta che sia successo quello che è successo. Ho capito i miei limiti, in cosa sono migliorata e in cosa devo ancora migliorare”. In piscina, Teresa ci torna tutti i pomeriggi senza stampelle, poi corre al campo, dove ci sono anche tre compagne del Brescia (Serena Magri, Veronique Braida e Letizia Angoli) che allenano le più giovani: “La cosa che mi piace di più, andando al campo, è sentir dire da loro ‘Guarda che ti abbiamo visto, hai segnato’, come se loro riconoscessero che noi siamo lì per loro. Negli occhi delle ragazzine vedi la voglia di fare, di giocare. Ti prendono come ispirazione e questo per noi è una responsabilità. Molte di loro sono state a Cremona per la Supercoppa: un evento bellissimo, che è stato utile anche per capire cosa potrebbe capitare loro tra qualche anno”. Un viaggio, come quelli che ama Fracas: “Il più bello l’ho fatto in Sardegna, quello dei miei sogni è in Thailandia. Dove ovviamente c’è il mare”.

Azzurro, come la maglia della Nazionale che Fracas ha vestito ai tempi delle giovanili: “Il sogno c’è sempre, ma preferisco concentrarmi su me stessa perché se le cose devono andare in un modo vengono da sé. La giocatrice più forte che ho trovato con la maglia della Nazionale? Marta Morreale, che ora è con me nel Brescia. Di lei ho una stima esagerata”. Il Brescia, a metà campionato, è sesto con 27 punti, ma in A ce ne va una, massimo due, e la vetta dista 16 punti, con Lazio e Ternana che precedono Cesena e Parma, le prossime due avversarie del Brescia: “Il mister (Aldo Nicolini, ndr) non ci mette pressione riguardo la classifica, vuole veder migliorare le prestazioni. L’obiettivo è quello di migliorarsi sempre, per arrivare piano piano a fare sempre meno errori”. Saggezza da marinaia.

LE ALTRE PARTITE – Delle due squadre in vetta, l’impegno più duro classifica alla mano ce l’ha sicuramente la Lazio, impegnata a Genova. La Ternana, invece, nel match che inizierà alle 13 ospiterà il Ravenna. Dopo due sconfitte consecutive, il Parma contro la Freedom cercherà di ritrovare la vittoria. Completano il quadro della 17esima giornata Res Women-Bologna, Arezzo-H&D Chievo Women, Hellas Verona-Pavia Academy e San Marino Academy-Tavagnacco. Tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube di Be.Pi Tv.

Pasquale Lepori, mister Real Sun Service: “Con l’Audax partita sofferta a centrocampo. Continueremo a lavorare divertendoci!”

Credit Photo: Real Sun Service

In attesa della giornata di domani in cui è prevista la semifinale di Coppa Italia d’Eccellenza, la Sun Service fa mente locale sugli ultimi risultati conquistati ed, in particolar modo, su quello in campo Audax in chiusura della prima metà di campionato. Un 6-4 al fischio finale di quella che è stata una gara piuttosto battibeccata ed in linea con le aspettative di un girone fin da subito rivelatosi ostico.
Le padrone di casa hanno fatto guerra fin dai primi minuti di gioco, mettendo sotto la difesa ospite, finita a subire troppo prima da Carboni Tonga e, successivamente, da Serra. Si è, però, fatta trovare pronta la formazione allenata da mister Lepori, che ha reagito ribaltando un destino che sembrava già segnato: di fatti (dopo un pesante tris a suo danno) non si è fatta intimidire e, anzi, ha concluso il botta e risposta con le sigle di Fiori (che si porta ad 11 in campionato) e Shaheen.
Il sincero commento dopo lo scontro proprio del mister gialloblù Pasquale Lepori: “È stata una partita un po’ pazza, dove addirittura siamo arrivati ad un certo punto a pareggiare 4-4 con tre gol subiti in poco più di dieci minuti. Sabato eravamo rimaneggiati con due acciaccate in panchina e un paio di elementi che sono partiti nonostante problemini fisici dall’inizio. Abbiamo ripreso in mano la partita di cuore e rabbia perché la prestazione del gruppo non è stata eccelsa in termini tecnico-tattici, ma poteva andare peggio.

Rendo merito all’Audax Capoterra per le azioni compiute, mi hanno impressionato 3-4 elementi più che validi sia a centrocampo che in attacco, ma anche l’accoglienza riservataci al termine della gara è stata veramente piacevole. Era l’unica squadra che non avevo visto giocare e devo dire che la loro classifica non è meritata.

La partita l’abbiamo un po’ sofferta al centrocampo poichè, non facendo filtro, manda in apnea una difesa che prima o poi subisce. Ricordiamo sempre che siamo una squadra nata a Luglio e che ancora si deve amalgamare bene, vedo però passione e voglia di riscatto per le più grandi e voglia di apprendere il gioco da parte delle più giovani, questo fa la differenza! Negli allenamenti lavoreremo su aspetti carenti e rafforzeremo quelli già appresi”.

Per l’avvio del girone di ritorno si dovrà ancora aspettare il 25 febbraio (fino ad ora sono 5 le vittorie su 8 dispute totali), domani, invece, il penultimo step della competizione regionale: sarà ancora il Capoterra a doversela vedere con il gruppo sassarese, oggi a solo +1 dall’Athena in termine di punteggio statistico. A questo proposito lo stesso ha continuato, confessando: “Al giro di boa vedo quattro squadre che si giocano la promozione e tutte hanno finito i bonus; gli scontri diretti ora saranno determinanti. Athena e Pula sono quelle che, personalmente, vedo un po’ più avanti rispetto alle altre. Noi continueremo a lavorare divertendoci negli allenamenti e nelle partite, il segreto è questo!“.

Chiara Viscardi, Lumezzane: “Voglio vincere con questa squadra il più presto possibile”

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

Il Lumezzane si prepara ad iniziare in casa dello Spezia il suo girone di ritorno, con l’obiettivo di mantenere la vetta del Girone A di Serie C fino alla fine della stagione. La squadra di Nicoletta Mazza, che è reduce dal pari in casa del Livorno e dal successo agli ottavi di Coppa contro il Südtirol, ha elementi importanti e di esperienza, tra queste vi è la figura di Chiara Viscardi, centrocampista classe ’95 che, dopo esperienze all’Orobica e al Brescia, ha scelto di vestire la maglia rossoblù.
La nostra Redazione ha raggiunto Chiara nel corso della presentazione del progetto del club valgobbino “Noi Ci Teniamo”, per risponderci ad alcune domande.

Chiara cosa ti ha portato ad andare a Lumezzane quest’anno?
«Allora diciamo che sono stata contattata quest’estate, non ho avuto nessun dubbio ad accettare, perché il progetto della società è serio e ambizioso. In più, conoscevo gran parte dello staff con cui ho avuto il piacere di lavorare in passato».

La scelta, al momento, si sta rivelando azzeccata, visto che il Lume è primo dopo quindici gare del Girone A di Serie C. Piazzamento in linea con le tue aspettative?
«Noi ci siamo fissati subito l’obiettivo di fare bene in questo campionato. Adesso dobbiamo ragionare partita per partita e prenderci un tassello alla volta un traguardo che è ancora troppo lontano. Dobbiamo essere contenti di avere il destino nelle nostre mani, ma dobbiamo mantenere alta la concentrazione e continuare a fare bene come stiamo facendo fino ad ora».

La sconfitta col Real Meda e i due pareggi col Vittone e col Livorno. Quale queste tre partite vorresti rigiocare?
«Tutte e tre, perché penso che siano state partite in cui abbiamo perso dei punti “per strada”. Forse quella più amara è stata l’ultima contro Livorno, perché venivamo da un periodo molto positivo, soprattutto dopo la pausa natalizia: quella gara ci insegnerà molto soprattutto, come dicevo prima, per mantenere quella concentrazione che ci servirà a raggiungere il traguardo che vogliamo ottenere».

Quella concentrazione che è arrivata domenica battendo due a zero sul Südtirol negli ottavi di finale di Coppa.
«Abbiamo avuto subito un’opportunità di riscattarci in Coppa Italia e, sicuramente, abbiamo dato una risposta a noi stesse, ma soprattutto nei confronti dello staff e della società stessa. Dobbiamo continuare così, senza farci prendere dalla distrazione e continuare a ragionare gara per gara».

Domenica si andrà in casa dello Spezia, dove comincerà il trittico delle sfide col Meda e col Moncalieri…
«Adesso vengono partite molto difficili, affrontiamo squadre che sono messe anche abbastanza bene in classifica. Non dobbiamo farci prendere dall’emozione positiva delle partite vinte o dalle emozioni negative delle partite che vanno peggio, come ad esempio Livorno. Dobbiamo ragionare anche in questo caso, perché siamo una squadra fatta con l’obiettivo di affrontare partite importanti come queste».

Qualche turno fa hai affrontato l’Orobica, una delle squadre che hanno legato la tua carriera. Che effetto ha fatto per te sfidare il tuo vecchio club?
«Con l’Orobica ho avuto un molto importante. Ma come tutte le cose, soprattutto nel calcio, il passato è passato. Adesso sono concentrata sul Lumezzane. È stato sicuramente importante vincere contro di loro, perché ci ha permesso di superare coloro che, in quel momento. erano prima in classifica. E per me, era la cosa più fondamentale».

L’altra tua ex squadra è il Brescia. Cosa ti ha lasciato la maglia delle Leonesse?
«A Brescia ho vissuto due periodi, quella di Cesari e quella di Gorno, ed entrambi mi hanno lasciato tantissimo. Brescia mi ha accolto a braccia aperte e benissimo. Quello che ho vissuto in quegli anni con quella maglia non me lo dimenticherò mai, a partire dalla Serie C, poi in Serie B, fino ad arrivare a sfiorare anche la promozione in Serie A. Penso che nella scorsa stagione abbiamo fatto molto bene e non c’è nulla da recriminare. Auguro al Brescia di togliersi numerose soddisfazioni».

Il calcio femminile italiano, alla luce degli ultimi risultati dell’Italia nella Women’s Nations League, ha la possibilità di rialzarsi?
«Il movimento sta crescendo da tanti anni ormai, perché non sono pochi gli anni in cui ha avuto una svolta, soprattutto quando tante società si sono legate ai club maschili. In questo percorso di crescita è inevitabile che ci siano anche degli scivoloni, per esempio l’uscita dell’Italia dal Mondiale, ma quello che conta è la costanza e la coerenza del percorso stesso. Penso che il calcio femminile, ad oggi, stia crescendo di anno in anno: lo dimostra il professionismo, le tante giocatrici straniere che stanno venendo sia in Serie A che in Serie B, e anche del fatto che tutti i campionati si stiano alzando di livello anno dopo anno. Daranno al movimento stesso maggiore visibilità, e quindi è una cosa di cui dobbiamo essere contente».

Cosa ti aspetti dal tuo 2024?
«A livello calcistico e voglio fare bene con questa squadra e cercare di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati: voglio vincere con questa squadra, e spero di farlo al più presto possibile. Mi ritrovo in un gruppo in cui ho un’età anagrafica che è un po’ una via di mezzo tra le giovani e le ragazze più esperte, ma mi sento di dire che ho l’opportunità di imparare sia delle ragazze più esperte che da quelle più giovani che hanno un atteggiamento molto positivo, e penso che sia anche uno degli aspetti fondamentali della nostra crescita di quest’anno. A livello personale sento di potermi prendere anche delle responsabilità in più rispetto agli anni passati».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Lumezzane e Chiara Viscardi per la disponibilità.

“32 år med Damallsvenskan”: come in Svezia raccontano il calcio femminile

Il calcio femminile è stato, ed è tutt’ora raccontato in diverse opere storiografiche, la maggior parte delle quali tende o a ripercorrere la storia del movimento dalle origini, oppure a narrare la storia di alcune piccole ma interessanti realtà.

Generalmente, le opere più importanti sono gli annuari, molto in vigore in Italia all’inizio degli anni 2000 (con il “Barboni-Cecchi”), tradizione solo lontanamente ripresa da Datasport, che ha fatto un egregio lavoro per le stagioni 2018-19, 2019-20 e 2020-21. A livello globale, forse solo l’Inghilterra si è posta come nazione cardine, grazie a Chris Slegg e Tom Garry, che hanno rilanciato il format dell’annuario per la stagione 2017-18, portandola tuttora avanti con passione e dedizione.

Nelle altre Nazioni, la Germania ha in Roland Weissbarth la gallina dalle uova d’oro, grazie al suo meticoloso lavoro nel raccogliere i tabellini di Europei, Mondiali ed Olimpiadi, oltre a tutti i risultati delle qualificazioni. Ma sono ancora poche le opere che cercano di racchiudere l’essenza dell’annuario, senza però eccedere in dettagli, rendendo l’opera più fluida e accessibile anche al pubblico a cui interessa solo una veloce infarinata sull’argomento. Ed è proprio così che nasce “32 år med Damallsvenskan“.

IL CONCEPT DEL LIBRO

L’obiettivo di “32 år med Damallsvenskan” è molto semplice: ripercorrere la storia del calcio femminile, partendo velocemente dalle Dick Kerr’s Ladies arrivando allo sviluppo del movimento in Svezia a partire dal secondo dopoguerra. Il campionato nasce nel 1973, ma il format iniziale ricalca quello della Serie A Femminile di quegli anni. Diversi gironi regionali, con torneo finale tra le migliori classificate. Come raccontato nell’opera, la Damallsvenskan nasce nel 1988, cioè quando il campionato diventa di carattere nazionale.

Seguono due interviste a due calciatrici simbolo di quell’epoca, cioè l’urmoder (la progenitrice) Ebba Andersson, pioniera del calcio svedese e capitana dell’Oxäbäck, prima squadra ufficiale, e ad Ann Jansson, prima marcatrice della storia della propria Nazionale.

La parte centrale dell’opera è sicuramente la più interessante. Gli autori (Nylin, Green, Danielsson, Rikner Scholz e Linder) uniscono i riassunti di ogni singola stagione a 6 interviste, atte a ripercorrere le diverse epoche del campionato, sino a quella moderna.

I CAPITOLI PIÙ SUCCOSI

Il libro è datato 4 agosto 2020, pertanto si ferma alla stagione 2019. Quindi l’attuale BK Häcken è ancora segnato con la vecchia denominazione, Kopparbergs/Göteborg, dovuta all’influenza dell’azienda produttrice di birra. È una premessa obbligatoria, perché la parte centrale, dopo i resoconti delle diverse edizioni, introduce tutti i club che hanno preso parte alla Damallsvenskan, con tanto di classifica all-time del torneo. Ovviamente, aggiornata al 2019.

La pagina di descrizione delle squadre prevede, oltre alla storia del club, anche lo stemma e la maglia principale con i colori sociali. È possibile effettuare una similitudine con l’inserto del Guerin Sportivo “Calcio Italia”, con l’introduzione delle diverse rose del campionato italiano. Sono inserite anche le maglie dei club più sconosciuti, come quelli che hanno preso parte ad una sola edizione. Un lavoro estremamente meticoloso, nonché accattivante.

In chiusura, vi sono i profili di 45 calciatrici che hanno militato, o che militano nella Damallsvenskan, come Hope Solo, Kosovare Asllani, Tabitha Chawinga, Marta, Verónica Boquete, oltre a leggende del calcio svedese, come Therese Sjögran, Caroline Seger e Hanna Ljungberg. Nelle ultime facciate, un breve riepilogo statistico, con il riepilogo delle vincenti dei campionati (sono presenti anche i nomi dei club che hanno vinto le edizioni antecedenti al 1988), le migliori marcatrici e gli allenatori più di successo.

PERCHÉ AVERE “32 ÅR MED DAMALLSVENSKAN” NELLA PROPRIA LIBRERIA

32 år med Damallsvenskan” è dunque un’opera preziosa, che intende dare una visione di un campionato che ha sempre avuto un fascino, che offre grande competitività, e introduce così un’altra cultura. Ovviamente, il libro non manca di annotare anche i difetti della società svedese, dalle critiche sessiste alle difficoltà economiche dei club, e aggiunge anche alcune mancanze di rispetto alle squadre femminili, come nel caso dell’Holmalund.

È importante sottolinearne lo stile. Non troppo ridondante nel racconto, nessun utilizzo eccessivo di numeri statistici puramente da almanacco. Un libro molto scorrevole nella lettura, con 132 pagine ben dettagliate. L’unico scoglio, chiaramente, è che è interamente scritto in svedese, quindi fruibile da un ridotto pubblico di appassionati, al di fuori della propria nazione di riferimento.

Ultimo, ma non meno importante, lo stile grafico. Generalmente i libri sul calcio femminile raccolgono qualche fotografia, spesse volte in bianco e nero, oppure non ne fruiscono particolarmente. Gli autori hanno invece fatto un lavoro enorme. Con il supporto dell’azienda fotografica Bildbyrån (la più importante per lo sport scandinavo), l’opera è ricca in fotografie, soprattutto a colori. E come detto, c’è stato anche un grandissimo sforzo nel replicare le divise originali (prive di sponsor) anche delle squadre storiche o meno conosciute, con tanto di stemma societario. Un’opera che, solo per questo, vale la pena acquistare.

Penelope Riboldi, Molfetta Calcio Femminile: “Obiettivo Salvezza”

Ci sono persone che hanno il calcio nel proprio DNA, una passione che se la portano dentro per tutta la vita: dopo aver girato la penisola inseguendo sogni dietro ad un pallone, con tante soddisfazione un tricolore, una coppa Itala e diversi campionati vinti e la maglia azzurra. Da qualche settimana, con umiltà, indossa la maglia biancorossa della Molfetta Calcio: lei è Penelope Riboldi, centrocampista con il vizio del gol, non smentito nel suo esordio biancorosso.

“Ero titubante, all’inizio della stagione, ci racconta Penelope Riboldi in una sua intervista in esclusiva,  se iniziare la mia carriera da allenatrice. Ho continuato a giocare, non volevo scendere in C, avevo lasciato perdere tutto. Poi ho avuto l’opportunità di provare il futsal e mi era anche piaciuto. Mi sono anche divertita. L’amore con il futsal è durato poco, sia per l’incompatibilità con gli orari degli allenamenti  e sia per le difficoltà a raggiungere Altamura, mi hanno portato a lasciare e ho scoperto che mi mancava il calcio a 11”.

Certi amori durano per sempre, “Il calcio a 11 è il mio habitat naturale – ci confida la centrocampista biancorossa – poi ho sentito Isa (Isabel Sgaramella ndr) che giocava con me l’anno scorso al Trani e ci siamo sentite con la responsabile della squadra, Loredana Lezoche. Con lei abbiamo parlato un po’ del progetto e mi ha trasmesso tanta passione da parte sua e di tutto l’ambiente e quindi mi sono detta: dai perché no. Sono molto contenta del mio approdo al Molfetta e ovviamente quello che vogliamo è una salvezza tranquilla perché, comunque, è una squadra neo promossa e l’obiettivo è la salvezza: questo sarà l’obiettivo.”

La sua esperienza sarà fondamentale per questa giovane squadra nel girone di ritorno. “È una squadra molto giovane e quindi c’è, ovviamente, da lavorare. Io oltre a dare un apporto a livello prettamente calcistico, devo dare una mano alle ragazze, anche mentalmente con la mia esperienza un po’ in tutti i campi e spero di riuscire. Insomma voglio insegnare qualcosa alle ragazze e niente. Sono curiosa di vedere, nel mio primo anno di Serie C a 37 anni, come andrà.

La centrocampista bresciana, parte nell’ormai lontano 2001 nelle giovanili dell’Atalanta esordendo in serie A, nella stagione 2005-2006 contro il Bardolino Verona. Ed è proprio con il Bardolino, nella stagione successiva, vince sia il campionato che la Coppa Italia. Poi il ritorno all’Atalanta, prima di un lungo peregrinare per lo stivale. Nella stagione 2011-2012, con la maglia del Tavagnacco, la Riboldi ha anche esordito in Champions League, collezionando due presenze e un gol. Nella stagione 2015-2016 prima esperienza in puglia, con la casacca della Pink Sport Time Bari, squadra ritrovata nella stagione 2021-2022, prima del trasferimento all’Apulia Trani. Il suo curriculum è anche tinto da azzurro, con la maglia dell’under 19, esordendo il 20 aprile del 2004 a Riva del Garda nella sfida valida per la qualificazione europea contro il pari categoria della Svizzera. Quattro mesi dopo il primo gol in nazionale a Hyvinkää in Finlandia contro la Francia nella fase a girone nel campionato europeo di categoria. Nel suo curriculum anche la convocazione nella nazionale maggiore.

La Redazione di Calcio Femminile Italiano, ringrazia Penelope e la sua Società per il tempo e lo spazio concesso per questa intervista in esclusiva.

Juventus Women vs Como: dove vederla

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Domenica 11 febbraio 2024, alle ore 18.00, il “Pozzo-La Marmora” di Biella ospiterà il penultimo match casalingo di regular season delle Juventus Women.

Le bianconere affronteranno il Como Women, attualmente sesto in classifica a quota 18 punti.

JUVENTUS WOMEN-COMO WOMEN, DOVE VEDERLA

Juventus Women-Como sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN.

Arianna Dal Fra, Padova Femminile: “Sapevamo non sarebbe stata una partita facile, nonostante la sconfitta abbiamo fatto vedere un bel gioco”

Al termine della partita di campionato di serie C giocata dal Padova in casa contro il Trento secondo in classifica domenica scorsa, Arianna Dal Fra si è espressa riguardo l’andamento della gara persa per 0-3.

La partita, date le ottime qualità tecniche della squadra del mister Perina, già dai pronostici si preannunciava difficile e il campo ha confermato quanto presunto nella carta.
Le padrone di casa però, consce del proprio valore, hanno messo nel rettangolo verde tutta la propria abilità dando filo da torcere alle ospiti per più di 60 minuti.
Nel tentativo di non subire troppo, dopo il primo gol delle aquilotte, le biancoscudate hanno provato a rendersi ulteriormente aggressive spingendosi in una zona più avanzata del campo. Il risultato ha premiato il Trento senza riflettere, forse, la reale prestazione del Padova però la reazione della squadra veneta è stata positiva.
Tutta la voglia di riuscire e dimostrare determinazione, la prontezza a giocare la gara contro una delle squadre che sta in vetta alla classifica del girone di B di serie C, ha dato prova di una formazione che migliora settimana dopo settimana.

Queste, nello specifico, le parole di Arianna Dal Fra: “Domenica sapevamo non sarebbe stata una partita facile, nonostante la sconfitta abbiamo fatto vedere un bel gioco, mantenendo ritmi elevati per più di 60 minuti contro una squadra con grandi qualità. Dopo il primo goal, abbiamo cercato di ribaltare la situazione con un atteggiamento più aggressivo, sbilanciandoci in avanti. Nel complesso un 3-0 non riflette la partita, ma il segnale é positivo. Abbiamo dato tutto, dimostrando determinazione e la convinzione di potercela giocare con le migliori squadre della classifica”.

Attualmente il Padova alla sua seconda sconfitta consecutiva, si trova al nono posto in classifica con 21 punti, solo uno in meno al Villorba.

Dalla top scorer Linari al record di vittorie, tutti i numeri della Roma capolista. Centesimo successo per il Sassuolo

Credit photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile italiano

Le giallorosse centrano l’8ª vittoria casalinga di fila. Sono 36 i successi nell’ultimo anno e mezzo. Traguardo importante anche per le neroverdi, che in casa non centravano i tre punti dallo scorso 27 maggio. Ecco le principali statistiche della 15ª giornata.

15ª giornata della Serie A eBay è stata animata dalla vittoria della Roma nello scontro diretto con la Juventus, con le giallorosse che grazie all’ottavo successo casalingo consecutivo si sono portate a +8 sulle rivali, ipotecando così il secondo scudetto di fila. Nei cinque principali campionati europei solo il Barcellona (al momento 42) ha vinto più gare della formazione allenata da Spugna (36 come il Real Madrid) a partire dalla scorsa stagione sportiva.

Oltre alla mvp Benedetta Glionna, merita una menzione speciale anche Elena Linari, che con il sigillo di ieri – il settimo del suo campionato – si è portata in testa alla classifica marcatrici, una posizione che condivide con la compagna di Beerensteyn, le due viola Catena e Boquete e la sua compagna di squadra Viens. Analizzando i migliori campionati d’Europa, la numero 32 della Roma ha realizzato almeno tre gol in più di qualsiasi altra pari ruolo.

È stato un turno da ricordare anche per il Sassuolo, che con il 2-0 sul Napoli ha centrato la sua 100ª vittoria (considerando tutte le competizioni). Le neroverdi, che hanno centrato i tre punti in casa per la prima volta in questa stagione (non vincevano dallo scorso 27 maggio), sono la quarta squadra a tagliare questo traguardo dopo Juventus, Fiorentina e Roma.

Nella partita disputata allo stadio ‘Ricci’ vanno segnalati anche i due rigori parati da Bacic estremo difensore partenopeo. L’ultimo portiere a riuscirci era stata Kresche nella sfida tra Parma e Sassuolo del 26 marzo 2023. Prosegue invece il grande momento di forma di Janogy e Magull, neoacquisti di Fiorentina e Inter. L’attaccante svedese, oltre a essere la top scorer del 2024 con 5 reti, è l’unica calciatrice – insieme a Sabatino – ad aver realizzato cinque gol nelle prime quattro apparizioni in maglia viola. Un discorso che vale anche per la centrocampista nerazzurra, che con tre reti in tre presenze ha raggiunto lo score di Chawinga, unica a riuscirci prima della tedesca. Nella sfida contro l’Inter è tornato alla vittoria il Como, che ha interrotto una striscia senza successi che durava da otto incontri.

Michalis Eracleous, Arezzo Calcio Femminile: “Questa settimana abbiamo fatto le nostre sedute più orientate al non possesso”

Domenica scorsa, l’Arezzo si è imposto 1-0 a Ravenna, tornando alla vittoria dopo due sconfitte. Al termine della gara, ai microfoni di Be.Pi TV è giunto Michalis Eracleous, allenatore delle Aretine, che ha commentato così la partita.

È stata una partita, lo sapevamo, difficile. Siamo venuti qui con la consapevolezza che loro in questo periodo sono entrate, giocatrici e staff, con l’obiettivo di salvarsi. E abbiamo visto che c’erano partite qui complicate. Non solo la scorsa settimana che, secondo me dovevano vincere, però anche il Parma è venuto qui 0-1, partita difficile, il Chievo… quindi mettono molta grinta, molta aggressività. Complimenti anche, ho parlato un po’ con la mister [Elena Proserpio Marchetti], veramente fanno tutto quello che possono fare per rimanere nella categoria. E queste partite per tutti sono complicate. Lo sapevamo e mi è sembrata un po’ la partita più o meno, allo stesso livello di campo, con la partita che abbiamo fatto verso Natale contro la Res Roma in casa. E ancora una volta abbiamo vinto 1-0, ancora una volta ha segnato Razzolini, quindi queste partite le abbiamo affrontate nella maniera giusta, e abbiamo preso i tre punti“.

Non tutte le volte saranno partite dove puoi fare il gioco che vuoi fare. Qualche volta devi trovare in tutte le partite il modo di vincere. Quindi sì, in altri scontri diretti siamo stati un po’ più capaci di giocare il calcio che vogliamo giocare, però qualche volta bisogna saper prendere i tre punti in partite complicate come questa“.

Sicuramente tutta questa settimana abbiamo fatto le nostre sedute più orientate al non possesso. Noi possiamo andare in questi scontri diretti e segnare molti gol, l’abbiamo dimostrato, però in quasi tutte le partite c’era sempre un momento dove magari nel non possesso prendiamo delle opportunità sul contropiede, come è successo anche settimana scorsa. Quindi noi abbiamo sentito che abbiamo dominato la partita la scorsa settimana [Arezzo-Bologna 0-2], però poi con due contropiedi abbiamo perso due gol che erano facili da evitare. Quindi abbiamo lavorato su questo e speriamo di mettere anche le basi nella transizione difensiva, di essere un po’ più compatti e andare avanti così“.

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