Home Blog Pagina 2876

Gaby Tardelli e Ilaria Brugnoni: la Kick Off blinda la porta

Si muove il mercato in casa Kick Off, quintetto pronto a giocare una nuova stagione nella Serie A del futsal dopo la salvezza raggiunta nella passata stagione.
Tra i nuovi acquisti presentata la brasiliana classe ’88 Gaby Tardelli, estremo difensore reduce dall’ottima annata con il Bitonto.
Nel pacchetto dei portieri con la Tardelli spazio poi a Ilaria a Brugnoni, classe 2003 confermata dopo l’ultima stagione con le lombarde.
Nei giorni scorsi annunciate poi Madeleine Stegius, classe 1994 miglior giocatrice svedese del 2021, con le permanenze di Greta Ghilardi, estrosa laterale classe 2003, Arianna Bovo  Gaby Vanelli, entrambe classe 2000 finite nel giro della Nazionale, e la brasiliana classe ’98 Luiza Bortolini.

Il 4-0 più amaro: le Azzurrine dilagano ma escono dall’Europeo. Sbardella: “Orgoglioso di queste ragazze”

Credit: Figc

Le lacrime delle Azzurrine bagnano il campo del Frydek Mistik e guardando il punteggio di 4-0 con cui le ragazze di Sbardella hanno battuto la Repubblica Ceca, sembra quasi un paradosso. Ma le notizie positive che dovevano arrivare da Ostrava, dove alla Francia bastava un punto per andare in semifinale a discapito proprio dell’Italia, non sono giunte: così, dopo il contemporaneo pareggio per 1-1 contro la Spagna, tra le prime quattro squadre d’Europa vanno le transalpine, mentre ad Arcangeli e compagne non rimane che guardare con orgoglio al percorso intrapreso in tutta questa stagione, con cinque vittorie su sei gare tra Round 1 e Round 2, e una fase finale dell’Europeo femminile Under 19 giocato da protagoniste.

“Sono orgoglioso di queste ragazze” commenta a fine gara, seduto ed esausto in panchina, Enrico Sbardella”. “Sapevamo – continua il tecnico azzurro – che non dipendeva solo da noi. In questo girone abbiamo giocato contro le prime due squadre del ranking UEFA: il calcio è così, a volte gioisci e altre volte sei triste. Ma c’è un grande orgoglio, perché ce la siamo giocata fino all’ultimo. Se riavvolgiamo il nastro di questo torneo, possono emergere tanti particolari, e sono proprio questi particolari che renderanno queste ragazze ancora di più delle grandi atlete e calciatrici”.

La partita. Ancora una volta Sbardella deve rinunciare all’indisponibile Schatzer, mentre Severini – che negli ultimi giorni ha continuato a lavorare a parte – va in panchina. Il tecnico azzurro affida così le chiavi del centrocampo alle solite Ferrara e Pavan, affiancate da Pfattner, che ancora una volta arretra il proprio raggio d’azione. In attacco confermato il tridente che aveva iniziato la gara contro la Francia, con Corelli insieme a Beccari e Arcangeli.

L’inizio di gara è di quelli sognati nel prepartita: dopo nemmeno un minuto di gioco Beccari si procura una punizione dal limite e Arcangeli disegna una traiettoria perfetta che accarezza la parte inferiore della traversa e poi si infila imparabilmente in rete. La pressione azzurra non accenna a diminuire e all’8’ è Pfattner a cercare la soluzione personale, ma la sua conclusione è fuori misura. Al 20’ si materializza così il meritato raddoppio: Pavan si fa trenta metri palla al piede e poi verticalizza per Beccari, brava in progressione a superare la sua marcatrice diretta e, successivamente, a battere Berankova in uscita.

Le ragazze di Sbardella non accennano a diminuire la loro pressione offensiva, a volte anche scoprendosi e lasciando alle padrone di casa delle buone opportunità in ripartenza, ma le occasioni per le Azzurrine continuano a fioccare a dismisura. Da Ostrava la notizia del vantaggio della Spagna arriva proprio durante il primo cooling break, ma è una gioia che dura appena qualche secondo, giusto il tempo di essere aggiornati con il pareggio della Francia. Nonostante le numerose opportunità da rete – e la statistica di 12 corner a 0 all’intervallo è eloquente in questo senso – si va quindi al riposo a Frydek Mistek sul 2-0: in caso di un nuovo vantaggio della Spagna, sarà necessario realizzare altri due gol per centrare la qualificazione in semifinale.

A inizio secondo tempo Sbardella fa debuttare nell’Europeo Cesarini, che prende il posto di Corelli: Pfattner viene così avanzata nel ruolo a lei più congeniale, nel tridente offensivo insieme alle compagne di club Arcangeli e Beccari. Le ragazze ceche sembrano più attente in fase difensiva nel secondo tempo, ma proprio quando le occasioni sembrano stentare ad arrivare, ecco che sull’asse Beccari-Arcangeli (al 59’) viene confezionato il 3-0: per la numero 10 azzurra si tratta del quinto centro in questa fase finale dell’Europeo, il primo su azione. Al 20’ l’Italia aumenta ancora di più il proprio potenziale offensivo, inserendo Della Peruta al posto di Pellinghelli. Passa un minuto e Beccari firmerebbe la propria personale doppietta, inserendosi perfettamente sul cross da sinistra di Robustellini, se l’arbitro non annullasse la rete tra l’incredulità generale. In attesa di aggiornamenti positivi da Ostrava, continua quindi a mancare un gol alle Azzurrine. A quindici minuti dal novantesimo potrebbe addirittura concretizzarsi la beffa, quando su una ripartenza ceca Strizova calcia alto da ottima posizione. Con un orecchio agli aggiornamenti dal match della Francia, le Azzurrine continuano a collezionare pallegol e proprio in pieno recupero, quando si iniziano a conteggiare i secondi dal triplice fischio, ecco lo spunto di Della Peruta che regala alle sue compagne il tanto atteso e desiderato 4-0. È una gioia liberatoria ma effimera: sull’altro campo la Spagna non va oltre un gol annullato – sempre in pieno recupero – e le Azzurrine devono così dire addio alla competizione.

 

Repubblica Ceca-Italia 0-4
REPUBBLICA CECA: Berankova; Huvarova, Ohlidalova (17’st Trckova), Jelinkova, Pavlickova; Pouvova (7’st Tenkrativa), Jonasova (37’st Kochanova); Duchackova, Cerna, Hlouchova; Svibkova (1’st Strizova). A disp.: Fuchsova, Prazienkova, Dinh Thanhova, Tomanova, Bendova. All.: Navratil
ITALIA: Beretta; Battistini, Passeri, Robustellini, Pellinghelli (19’st Della Peruta); Pfattner  (42’st Berti), Ferrara, Pavan (33’st Massimino); Corelli (1’st Cesarini), Beccari, Arcangeli. A disp.: Bartalini, Bertucci, Severini, Berti, Arrigoni. All.: Sbardella
ARBITRO: Pesu (ROM). Assistenti: Pastorekova (SLV) e Demosthenous (CIP). IV Ufficiale: Sipos (UNG)
RETI: 2’pt e 14’st Arcangeli, 20’pt Beccari, 48’st Della Peruta
NOTE – ammonite Pfattner, Pavan e Pavlickova

 

L’elenco delle convocate

Portieri: Viola Bartalini (Fiorentina), Beatrice Beretta (Tavagnacco);
Difensori: Elena Battistini (Roma), Sofia Bertucci (Juventus), Marika Massimino (Roma), Angela Passeri (Inter), Alice Pellinghelli (Sassuolo), Chiara Robustellini (Inter);
Centrocampiste: Giorgia Arrigoni (Hellas Verona), Erin Maria Patrizia Cerasini (Lazio), Anastasia Ferrara (Roma), Matilde Pavan (Inter), Eva Schatzer (Juventus), Emma Severini (Napoli);
Attaccanti: Nicole Arcangeli (Juventus), Chiara Beccari (Juventus), Alice Ilaria Berti (Sampdoria), Alice Corelli (Roma), Victoria Marie Della Peruta (Pomigliano), Elisa Pfattner (Juventus).

Staff – Tecnico: Enrico Maria Sbardella; capo delegazione: Patrizia Recandio; vice allenatrice: Viviana Schiavi; segretario: Giulio Massi; preparatore dei portieri: Mattia Volpi; preparatore atletico: Adalberto Zamuner; match analyst: Simone Contran; medici: Andrea Serdoz e Francesco De Carli; fisioterapisti: Matteo Cossa e Giuseppina Miranda; nutrizionista: Giulia Baroncini; psicologa: Paola Regnani.

 

I raggruppamenti della fase finale

Girone A: Repubblica Ceca, Francia, Italia e Spagna
Girone B: Germania, Inghilterra, Norvegia e Svezia

 

Risultati, calendario e classifica del Girone A

27 giugno
Repubblica Ceca-Francia 0-3
Spagna-Italia 3-1

30 giugno
Italia-Francia 2-2
Repubblica Ceca-Spagna 0-5

3 luglio
Francia-Spagna 1-1
Italia-Repubblica Ceca 4-0

Classifica: Spagna 7 punti, Francia 5, Italia 4, Repubblica Ceca 0 

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Roma Calcio Femminile: meglio nei secondi tempi

Purtroppo la stagione di serie B appena conclusa ha visto 3 campionati in uno: Como e Brescia hanno giocato un campionato a parte lottando per la promozione, 9 squadre in 13 punti si sono giocate i posti dal terzo all’undicesimo, mentre le 3 che sono retrocesse hanno accumulato un ritardo molto importante dal traguardo salvezza.
Il fanalino di coda della classifica è stata la Roma Calcio che ha chiuso la stagione con una sola vittoria e 9 pareggi per un totale di 12 punti, una media gol di 0,7 a partita e una differenza reti di -41. A fronte di 18 gol realizzati che non fanno delle capitoline la squadra meno prolifica perché Pro Sesto e Palermo ne hanno segnato uno in meno, ne sono stati subiti 59: troppi per poter ambire alla permanenza nella categoria nonostante, quella della Roma Calcio, non sia stata la difesa più battuta (le rosanero ne hanno subiti 64).
Eppure l’inizio di stagione non lasciava trasparire questo tipo di finale: nelle prime due partite sono arrivati due pareggi, uno nel rocambolesco 3-3 d’esordio contro il Cortefranca e il secondo, a reti inviolate, in casa contro il Tavagnacco. Dopo 3 sconfitte consecutive sono arrivate la prima ed unica vittoria stagionale contro la Pink Bari ed altri 3 punti nelle 4 partite successive.
La tendenza durante i singoli incontri ha visto la Roma Calcio giocare meglio nei secondi tempi dove ha segnato più gol, 11 contro i 6 dei primi 45 minuti di gioco, di cui 4 all’approssimarsi del triplice fischio, e ne ha subiti 8 in meno. La giocatrice con più gol all’attivo è la lituana Ugnè Lazdauskaite con 5 reti. Segue Angela Orlando con 3.

Leticia Martín Cortés, Tikitaka: “Torno in Italia con voglia ed entusiasmo”

Nelle ore scorse importante arrivo in casa  Tikitaka Planet. La squadra di Francavilla a Mare ha annunciato l’arrivo di Leticia Martín Cortés.
La società giallorossa potrà contare quindi sulla 34enne originaria di Valladolid che in Italia ha giocato in passato per sette anni vincendo 1 Scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane.
La spagnola poi è tornata in patria dove nelle ultime due stagioni ha vestito la maglia del  Burela vincitrice della Futsal Women’s European Champions.
Queste le prime parole della nuova giallorossa:
“Ritorno in Italia e lo faccio con il Tikitaka con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di lavorare e stessa fame di vittorie della prima volta. Felice di unirmi a una società e una squadra che ha fatto tanto bene lo scorso anno.” 

Antonio Cabrini: “L’omosessualità nel mondo del calcio femminile è più accettata”

Antonio Cabrini, il nostro Campione del mondo del calcio italiano sopranominato “Il bell’Antonio”, negli ultimi anni è tornato a parlare di quello che tempo fa era un tabù in ambito sportivo, ed in particolare nel panorama del calcio che conta e di altri sport di squadra.

L’ex difensore, che ha fatto strage di cuore indossando la maglia della Juventus e non solo, ha affrontato insieme a Vladimir Luxuria, prendendo parte al Lovers Film Festival di Torino, il tema dell’omosessualità e del “coming out”. I gay nel calcio sono ancora motivo di discussioni cocenti trattandosi ancora oggi di un argomento scottante, perché su di esso si concentrano preconcetti, omofobia e discriminazioni.

Un punto di vista affrontato dall’attivista della comunità Lgbt che ha domandato all’ex calciatore, che da anni svolge l’attività di allenatore: “Perché ancora oggi è difficile per un calciatore professionista in attività fare coming out?”. Antonio Cabrini, facendo riferimento alla propria esperienza ha risposto: “L’omosessualità nel mondo del calcio maschile è ancora un tabù. L’ignoranza dei tifosi, delle persone che sono sempre pronte a cercare qualcosa per denigrare un calciatore. Non si è ancora recepito questo messaggio, i tifosi non riescono ancora ad arrivare ad un messaggio inclusivo che in altri sport è già arrivato”.

Dalle parole del campione ed alle sue riflessioni riportate da Gay.it , qui l’ex calciatore aveva già espresso un parere sull’omosessualità nel calcio femminile, dove il coming out è più frequente e privo di preconcetti.

Una constatazione che Cabrini ha avuto modo di maturare nel corso delle sue avventure in panchina come CT della nazionale italiana femminile dal 2012 al 2017“L’omosessualità nel mondo del calcio femminile è più accettata. In quello maschile, essendo considerato uno sport da maschi, non è contemplata. Fare coming out per un calciatore comporterebbe grandi problematiche, non personali, ma di rapporti con il pubblico e gli sponsor. Ci vorrà ancora qualche anno prima di superare il problema, che colpisce tantissimi calciatori”.

In quella stessa intervista per il magazine, l’ex terzino e campione del mondo con la nazionale nel 1982 ha poi ammesso“Ho avuto dei compagni di squadra che erano omosessuali. L’ho capito, non me l’avevano detto. All’interno dello spogliatoio non c’erano problemi. Erano i tifosi, le persone fuori, il problema. C’è anche una questione di sponsor, ma è il rapporto con i tifosi il problema principale”.

Antonio Cabrini ha sintetizzato qual è lo scenario calcistico attuale, che non ha fatto molti passi in avanti rispetto a quando lui indossava ancora le scarpe con i tacchetti sul campo, chissà se queste considerazioni potranno essere di aiuto alla libera espressione di ogni calciatore o calciatrice nel nostro paese?

“Le Azzurre siamo noi”, al via la campagna digital della FIGC per l’Europeo Femminile

In occasione della partecipazione a UEFA Women’s Euro 2022, la FIGC ha rilasciato sulle piattaforme social della Nazionale femminile il video “Le Azzurre siamo noi”, che celebra la bellezza del calcio vero e autentico, elemento di condivisione e socialità per tutto il Paese.

Ideato da Auiki e prodotto da Indaco, il video che, in una sola giornata ha contato oltre 500mila impression sulle varie piattaforme, racconta in modo coinvolgente la passione italiana per la Maglia Azzurra e presenta le 23 convocate della Nazionale Femminile per l’Europeo.

Il video punta sul modo di vivere lo sport con positività e leggerezza, caratteristica delle giocatrici della Nazionale Femminile, elevandolo a elemento identitario delle Azzurre, in grado di garantire coerenza e riconoscibilità ad ogni livello di comunicazione. Oltre al video di lancio è stato effettuato un restyling dell’identità visiva dei profili social della Nazionale Femminile, con la progettazione di un format grafico in grado di portare chiarezza visiva all’interno della comunicazione digitale della squadra, che sarà utilizzato per raccontare l’avventura dell’Italia all’Europeo.

#LeAzzurreSiamoNoi sarà quindi l’hashtag ufficiale che accompagnerà la Nazionale di Milena Bertolini durante la competizione continentale, a cominciare dal match di debutto contro la Francia che si terrà il 10 luglio. Il claim “Le Azzurre siamo noi” è stato ideato per chiamare a raccolta tutta l’Italia attorno alle nostre Azzurre.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Prima riunione tra RFEF e LPFF per definire le regole del primo campionato professionista spagnolo

prima riunione tra LPFF e RFEF

Lunedì c’è stato il primo contatto tra la LPFF e la RFEF, la Federazione Spagnola, per porre le norme per il prossimo campionato professionale.
María Tato dell’area internazionale della Federazione, Ana Álvarez, Direttrice del Dipartimento di Calcio Femminile RFEF e Patricia González del Dipartimento Giuridico sono le tre donne che compongono la delegazione della RFEF nelle negoziazioni con la LPFF.
Per quanto riguarda il nuovo campionato hanno partecipato Pablo Vilches, Direttore Generale e Santiago Nebot, Assessore legale.
Tra le proposte c’è l’iscrizione dei club entro il 18/7/22 alle 14 ed essere in regola con i pagamenti con la Federazione.
Ci saranno due periodi per tesserare le calciatrici: dall’1/7 al 7/9/2022 e dal 2/1 al 31/1/2023. Si potranno tesserare un massimo di 25 calciatrici per squadra (prima erano 18) con 2 giocatrici extracomunitarie che potranno essere schierate assieme.
Inoltre le squadre dovranno avere un medico sociale che dovrà partecipare a tutte le partite. Il Rayo Vallecano ad esempio non aveva il medico in 2 occasioni ed era stato aiutato dalle squadre rivali.
Le partite dovranno essere giocate con il pallone ufficiale della competizione, le squadre dovranno avere il logo della RFEF sulla manica destra e si potrà inserire l’anagramma della LPFF non più grande di quello della RFEF.
LPFF significa Liga profesional de Futbol Femenino, quindi campionato professionale di calcio femminile, le cui partite si terranno sabato (dalle 12 alle 21), domenica (dalle 11 alle 13 o dalle 17 alle 21) o mercoledì e giovedì. Anche i campi di gioco dovranno essere omologati dalla Federazione e ci saranno sempre 5 sostituzioni.
Il Var sarà introdotto dal campionato 2023-24 mentre già da questa stagione ci saranno 5 retrocessioni dalla 12a posizione alla 16a mentre ci saranno tre promozioni dalla Prima Divisione, che fino alla scorsa stagione si chiamava Reto Iberdrola. Tutte queste innovazioni devono essere approvate dalla LPFF quindi vedremo nelle prossime settimane come andrà la negoziazione per definire la formula del nuovo campionato, il primo professionista nella storia del calcio femminile spagnolo.

Lisa Dal Bianco, Vicenza Calcio Femminile: “Aver vinto la Coppa ci ha, in parte, ripagate del campionato perso per un soffio”

Il Vicenza Calcio Femminile ha vinto la Coppa Italia di Serie C, sconfiggendo in finale la Ternana per 1-0. Nel gruppo allenato da Moreno Dalla Pozza c’è un elemento che conosce molto l’ambiente vicentino: si tratta di Lisa Dal Bianco, centrocampista classe ’96 e veste la maglia biancorossa da quattro stagioni. La nostra Redazione ha raggiunto Lisa, autrice di sette gol stagionali, per risponderci ad alcune domande.

Lisa cos’è per te vestire la divisa del Vicenza?
«Per me è un onore vestire la maglia del Vicenza, in questo modo posso rappresentare la provincia in cui vivo. È un orgoglio indossarla, in quanto sono in molti che vorrebbero essere al mio posto».

Tu sei biancorossa da quattro anni e sei diventata, ormai, un punto di riferimento per le tue compagne. Avresti immaginato tutto questo?
«Quando ho iniziato questa esperienza con il Vicenza non mi sarei mai immaginata di rimanere così tanto e riuscire a tornare a giocare a questi livelli, perché ero reduce da un brutto infortunio che mi ha tenuta fuori dal campo per due anni. Sono molto felice di aver ottenuto questi risultati e di essere stata punto di riferimento per la squadra. In quest’ultimo anno si è creato un gruppo più coeso in cui ognuna aveva un ruolo importante e ci si sosteneva a vicenda».

In che modo hai capito di essere una centrocampista?
«Quest’anno sono stata un jolly per la squadra, da un lato è stato importate perché mi sono adattata nei diversi ruoli (terzino, centrocampista e attaccante) e questo mi ha permesso di crescere come calciatrice, dall’altra parte ho sacrificato il mio ruolo originale per far fronte alle necessità della squadra. Spero che questo sia stato apprezzato dal mister e dalle compagne. Pertanto, non mi sento molto una centrocampista, ma preferirei giocare più in attacco come ho fatto fin da piccola».

Lisa Dal Bianco con la Coppa Italia Serie C vinta domenica scorsa contro la Ternana

Parliamo del successo in Coppa Italia di domenica. Quanto è importante, per te, aver vinto questo trofeo?
«Le emozioni provate domenica sono indescrivibili: al fischio finale ho provato una grande gioia ma allo stesso tempo ho realizzato che era finita anche questa stagione e questo mi dispiace. La gioia è stata doppia perché a Firenze sono venuti inaspettatamente i miei genitori e un gruppo di amici che hanno tifato animatamente per me e la squadra».

La finale vinta contro la Ternana è stata tirata, ma alla fine avete vinto voi.
«È stata una partita molto combattuta ma alla fine abbiamo avuto la meglio noi. Il caldo, la stanchezza e la tensione hanno tenuto le squadre sul filo del rasoio, anche se le occasioni più nitide le abbiamo avute noi. Quando abbiamo avuto il rigore a nostro favore, avevo il cuore che batteva a mille come se fossi io a doverlo tirare. Nel momento in cui abbiamo segnato ho tirato un sospiro di sollievo. Ho temuto quando c’è stato il rigore a nostro sfavore, ma per fortuna il destino è stato dalla nostra parte».

A chi dedichi questa vittoria?
«Questa vittoria la dedico a mio papà Fabrizio che per molti anni ha fatto molti sacrifici per portarmi agli allenamenti e alle partite ed è sempre stato il tifoso numero uno per me. Lo dedico anche a mia mamma Daniela che nonostante non fosse molto amante del calcio mi ha sempre supportato e tifato».

Il successo in Coppa cancella, in parte, l’amarezza di non aver vinto il Girone B di Serie C. Cosa è mancato per fare doppietta?
«Aver vinto la Coppa ci ha, in parte, ripagate del campionato perso per un soffio. Il rammarico per non aver vinto il campionato è ancora molto sentito. Questo ci dovrà spronare per l’anno prossimo per riuscire ad essere ancora più determinate per raggiungere i nostri obiettivi. Quest’anno abbiamo tentato di dare il massimo però a volte la fortuna non è stata dalla nostra parte e ci è mancato un po’ di cinismo in più».

Tra l’altro, nella stagione appena trascorsa, c’è stato anche il Padova, squadra in cui tu hai militato…
«Le partite contro il Padova per me sono state molto sentite, sono molto contenta di essere riuscita a segnare all’andata e questo è stato motivo di orgoglio per me».

Torniamo al Girone B di Serie C: secondo te che campionato è stato? Qual è stata la squadra rivelazione del torneo?
«Secondo me è stato un campionato molto combattuto, infatti la vincitrice è stata decretata solo all’ultima partita. Più squadre ambivano alla vetta e avevano i requisiti per farlo, noi abbiamo lottato fino alla fine e abbiamo perso poche partite. La squadra che ci ha messo più in difficoltà e che forse abbiamo sottovalutato è stato il Trento».

Il professionismo può fare al calcio femminile italiano il salto di qualità?
«Aver raggiunto il professionismo anche nel calcio femminile è stata una tappa molto importante. Finalmente questo movimento inizia ad espandersi e ad avere voce in capitolo. Questo porterà a una maggiore visibilità, a diminuire i pregiudizi nei riguardi delle donne calciatrici e a permettere anche alle atlete di praticare questo sport come un lavoro e non solo per passione».

Che persone sei fuori dal campo?
«Fuori dal campo rispecchio le qualità da calciatrice: sono determinata a raggiungere i miei obiettivi, so mettermi in gioco e provare nuove esperienze. Non mi piace stare ferma e quando è possibile mi diletto in altri sport, mi piace stare con gli amici e condividere nuove esperienze. Attualmente lavoro come insegnate e sto finendo la magistrale in scienze pedagogiche. Mi piacerebbe coniugare la mia passione calcistica con la mia capacità di stare con i bambini».

Cosa ci aspettiamo dal tuo futuro?
«Nel mio futuro vorrei finire di laurearmi, fin quando è possibile continuare a giocare a calcio e trovare un lavoro che mi permetta di mantenere le mie passioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Vicenza Calcio Femminile e Lisa Dal Bianco per la disponibilità.

Photos Credits: Ufficio Stampa Vicenza Calcio Femminile

Juventus Women Rewind; Treble Winners e il grande viaggio in Europa

Gran parte delle giocatrici sono in questo momento focalizzate sugli Europei, dove ci sarà tantissima Juve, ma la nuova stagione è già alle porte per le Juventus Women, il cui primo impegno ufficiale sarà il 18 agosto in UWCL contro il Racing FC Union Luxembourg. Prima di gettarci a capofitto sulle sfide che ci attendono, però, facciamo un passo indietro. Riviviamo una stagione indimenticabile.

Tre date, tre inizi.

8 giugno 2021: Joseph Montemurro diventa il nuovo allenatore delle Juventus Women.
8 luglio 2021: le bianconere si ritrovano per cominciare a preparare la nuova stagione.
18 agosto 2021: prima partita ufficiale.

In quel momento in pochissimi si sarebbero immaginati quello che l’annata avrebbe riservato. C’era l’entusiasmo di una stagione chiusa con il quarto scudetto consecutivo e un cammino incredibile di sole vittorie, accompagnato però dalla consapevolezza di quanto ripetersi potesse rivelarsi difficile. C’era la grande incognita del cambiamento con il primo cambio di guida tecnica della storia del club. C’era la fame delle nuove arrivate e c’era la voglia di non smettere di scrivere la storia di chi, in bianconero, aveva già vinto tantissimo.

Il calendario non offre troppo tempo per oliare i meccanismi: si parte il 18 agosto a Vinovo con la UWCL. Il Kamenica Sasa viene superato agevolmente e anche la finale del primo turno, contro il St. Pölten, regala un grande sorriso: 4-1 tutt’altro che scontato fatto apparire semplice e avanti in Europa. Secondo turno superato altrettanto agevolmente: Vllazina sconfitto all’andata e al ritorno.

Credit Photo: Paolo Pizzini

Antonio Cincotta, Sampdoria Women: “Oggi è il giorno dell’innovazione… ma conserviamo la storia che fu per non perdere mai il senso”

Venerdì primo luglio 2002 è una data che lo sport italiano al femminile non dimenticherà perché segna lo storico passaggio di status delle calciatrici: da dilettanti a professioniste, cioè meritevoli di considerare il pallone un vero lavoro e non un passatempo con simbolici rimborsi spese. Su questo tema il mister Antonio Cincotta della Sampdoria Women ha voluto condividere a tutti gli appassionati la sua importante riflessione sul tema.
“Alleno nel calcio femminile da ben 13 stagioni, oggi ho 37 anni, iniziai a 24… una lunga lunga gavetta.

Esisteva ancora la Serie A2, trasferte in giornata, allenamenti serali post lavoro, spinti solo ed esclusivamente dalla gioia che il calcio può generare.
Ho superato affrontato e respinto gli infiniti sorrisini di chi mi definiva uno scarso perché allenavo delle squadre femminili e non maschili.
Ho visto pian piano le calciatrici lottare come poche per prendersi dignità, rispetto e civiltà respingendo valanghe di ingiustizie morali.
Il Verona, la Torres e il Brescia a dare lustro anche in Europa anni fa…
La Fiorentina che apri il concetto professionismo dentro un club maschile.
L’arrivo delle altre big.
Juventus Fiorentina Sold Out.
Le ragazze mondiali.
Il riconoscimento di anni duri e diversi.
Oggi è il giorno dell’innovazione.
Ma conserviamo la storia che fu per non perdere mai il senso.”
1 7 2022
#professionismocalciofemminile

 

DA NON PERDERE...