Home Blog Pagina 4287

Camilla Repetto, centrocampista Spezia Calcio Femminile: “Ci toglieremo dall’ultimo posto. Vorrei fare il salto di categoria con questa squadra”

Lo Spezia Calcio Femminile è in fondo alla classifica del Girone A, con un gruppo molto giovane ma affidate ad alcune di esperienza: in questa squadra c’è Camilla Repetto, centrocampista classe ’93 e tre anni con le aquilotte.

Camilla cosa vuol dire essere una centrocampista?
«Secondo me essere centrocampista vuol dire aiutare la squadra, che è un ruolo di sacrificio sia in fase difensiva che offensiva. Sono di aiuto per le mie compagne».

Come hai iniziato la tua avventura nel calcio?
«Ho giocato coi maschi fino a 14 anni, poi sono stata all’Entella, sono stata in Liguria e in Toscana».

Qual è il tuo momento più bello?
«Quando ho vinto die Campionati Primavera con l’Entella e la Coppa Toscana con il Versilia».

Cosa ti ha portato a giocare a La Spezia?
«All’inizio per me era una scommessa, visto che loro avevano un bel progetto e cercavano ragazze che rappresentavano il territorio. Il primo anno mi sono trovata bene e quindi ho deciso di continuare in una società ambiziosa».

Siete purtroppo in fondo alla classifica: cosa è mancato in quest’inizio di campionato?
«Abbiamo cambiato dieci giocatrici, con ragazze che sono alla prima esperienza in un campionato come questo. Ci voleva un po’ di tempo per amalgamarci. Siamo in ripresa e ci toglieremo dall’ultimo posto».

Ti va di lanciare un messaggio alle tue compagne?
«Siamo un gruppo di ragazze serie e i risultati arriveranno: abbiamo una squadra affiatata, la vediamo giorno per giorno negli allenamenti. Siamo sulla buona strada».

Serie C ferma fino al 3 dicembre: giusta la decisione?
«Una decisione che ci potevamo aspettare, perché è normale bisogna sottostare ai decreti. Non siamo professioniste purtroppo, quindi era una scelta inevitabile».

Com’è il Girone A di Serie C?
«Un girone abbastanza equilibrato e i risultai delle prime giornate lo hanno dimostrato. Ci sono squadre che possono dire la loro e provare a salire. Non c’è un grande divario tra le rose di questo gruppo».

Come lo stai vedendo il calcio femminile in Liguria?
«In Liguria si potrebbe fare qualcosa di più: in Serie B non ci sono, in C noi, Campomorone e Genoa, con quest’ultima che ha l’appoggio del maschile. La Liguria ha sempre avuto qualche elemento di spicco, ma sono sempre le stesse. Abbiamo poca possibilità a livello territoriale».

Cosa ne penso del professionismo nel femminile dal 2022?
«Sarebbe dovuto avvenire prima: credo che sarebbe assurdo che giocatrici di Serie A non siano tutelate in questo senso. Spero si arrivi presto».

Com’è la tua vita extra calcistica?
«Sono un geometra, ho uno studio tecnico, e di giorno lavoro come libera professionista. Oltre al calcio pratico altri sport, cercandomi di tenermi in allenamento. Sono una ragazza semplice, che ha una sua vita e cerca di fare il meglio in tutti i settori».

Quali sono i tuoi futuri obiettivi?
«Vorrei allargare il mio studio, creare una famiglia e cercare di portare lo Spezia al salto in categoria».

Ti piacerebbe vedere un giorno la Spezia Calcio Femminile unirsi a quello maschile?
«Credo la società sta lavorando a questo proposito, e mi auguro si arrivi il più breve tempo possibile: ce lo meritiamo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Spezia Calcio Femminile e Camilla Repetto per la disponibilità.

Photo Credit: Spezia CF

Antonio Cincotta, Fiorentina Femminile: “Farò attente valutazioni. La situazione pandemica ha delle ripercussioni psicologiche”

“E’ la nostra quarta trasferta consecutiva. Farò delle valutazioni fisiche assieme al mio staff sanitario”. Antonio Cincotta prepara la gara di Coppa Italia che le sue ragazze dovranno disputare contro il San Marino Academy. Alla formazione viola bastano una vittoria o un pareggio per superare il girone. Il tecnico non vuole cali di concentrazione: “è un momento delicato. Tutti questi test e controlli hanno un contraccolpo psicologico inevitabile sulle ragazze. Con tutti questi viaggi dobbiamo stare ancora più attenti a come ci muoviamo”, dice il tecnico lombardo al sito ufficiale viola.

“In queste ultime settimane abbiamo spinto molto tra campo e viaggi. Alcune calciatrici non sono al meglio e devono essere valutate. Non vogliamo esporci ad infortuni visto cosa ci aspetta più avanti”, prosegue l’allenatore gigliato. La Fiorentina Femminile, dopo la gara, vedrà partire diverse calciatrici pronte a rispondere agli impegni con le Nazionali. Al rientro, le viola sono attese dalla partita difficilissima contro il Milan di Maurizio Ganz, autentica rivelazione della stagione.

“Ci troviamo di fronte ad uno scenario unico in continua evoluzione – prosegue il coach gigliato – che crea problemi e preoccupazione. I cambiamenti effettuati sono frutto di scelte decise nel corso della settimana. Non abbiamo mai vissuto un periodo del genere”, conclude Cincotta.

La Roma vince 5-0, Tavagnacco fuori dalla Coppa Italia

Era una partita proibitiva, si sapeva, una montagna troppo alta da scalare per il Tavagnacco. L’appuntamento di Coppa Italia contro la Roma è stata l’opportunità di rimettere minuti nelle gambe dopo un mese senza partite. La categoria di differenza si è fatta sentire a livello fisico e tecnico. L’allenatrice Chiara Orlando si copre di più con un 4-4-2 iniziale che cerca di contenere le sortite offensive della Roma. In fase offensiva Blasoni prova ad alzare il suo raggio d’azione da trequartista, ma le opportunità sono poche perché le giallorosse approcciano subito bene alla gara e non concedono nulla.

Al 4’ primo brivido per le friulane sugli sviluppi di un corner, Thomas salta di testa e trova una deviazione con la sfera che finisce sul palo. La risposta delle gialloblù arriva al 7’. Bella ripartenza che costringe al fallo di mano Swaby. Sul calcio di punizione dal limite, il sinistro di Blasoni termina alto di poco. Le giallorosse iniziano a macinare gioco e il Tavagnacco soffre in un paio di circostanze. La difesa regge fino al 20’. La Roma viene baciata dalla fortuna quando Ohale arriva sul fondo e crossa, ma la traiettoria risulta beffarda e termina nell’angolino basso per lo 0-1. Tre minuti dopo le capitoline trovano il raddoppio con una grande azione che segna definitivamente la partita. Il lancio di Ohale spalanca il campo per Corelli che serve l’accorrente Hegerberg che con il mancino prende l’incrocio dei pali ed è 0-2. Alla mezz’ora arriva la terza rete giallorossa con un’altra verticalizzazione di Ohale, velo di Thomas e Giugliano a tu per tu con Beretta non fallisce. L’estremo difensore del Tavagnacco nega il poker qualche minuto più tardi a Thomas con due grandi interventi. A quel punto le giallorosse provano i colpi più difficili e il Tavagnacco pensa solo a non aumentare il passivo.
La ripresa si apre con un altro intervento prodigioso di Beretta con il piede sulla conclusione a botta sicura di Hegerberg. La quarta rete arriva al 62’ con un colpo di testa in tuffo di Bonfantini. Prima del fischio finale, arriva il quinto gol romano che porta la firma di Severini. Testa al campionato per il Tavagnacco, tra una settimana arriva il Chievo Verona.

TAVAGNACCO-ROMA 0-5
TAVAGNACCO
Beretta, Milan (60’ Kato), Martinelli, Veritti, Donda, Tuttino, Caneo (43’ Liuzzi), Grosso (69’ Dieude), Blasoni, Devoto (60’ Martinuzzi), Ferin
In panchina: Nicola, Pozzecco, Di Blas, Stella, Dimaggio
Allenatrice: Orlando
ROMA
Ceasar, Ohale, Swaby, Corrado, Soffia, Bernauer (83’ Alves da Silva), Giugliano (46’ Severini), Hegerberg (60’ Ciccotti), Bonfantini, Corelli (80’ Serturini), Thomas (60’ Landa)
In panchina: Baldi, Bartoli, Ciccotti, Lazaro Torres, Pettenuzzo
Allenatrice: Bavagnoli
Marcatori: al 20’ Ohale, 23’ Hegerberg, 30’ Giugliano, 62’ Bonfantini, 93’ Severini
Note: Arbitro: Marin (sezione Portogruaro), Ammoniti: nessuno, Recupero: 1’ e 3’

Credit Photo: Tavagnacco

D1 Arkema, il PSG schianta il Lione: primato in solitaria per le parigine

La D1 Arkema regala sempre grandi emozioni e sorprese a volontà. Un campionato di altissimo livello che sta regalando al panorama europeo delle grandi interpreti e delle grandi squadre, due su tutte Lione e PSG. I due club si stanno battagliando il titolo da diversi anni con le Leonesse che sono sempre uscite vincitrici dallo scontro, ma non questa volta. Il PSG conquista i tre punti contro il Lione e balza in solitaria al primo posto.

Vedere la squadra di Vasseur non come capolista fa un po’ strano, ma le parigine meritano ampiamente questo primato. Restando in scia delle avversarie, les Parisiens hanno aspettato fino all’ultimo un passo falso che è arrivato proprio contro di loro. Un solo goal di Marie Antoinette Katoto decide una delle partite più importanti ed affascinanti della stagione. Vedere il Parco dei Principi vuoto ha fatto male, ma lo spettacolo non è mancato in casa capitolina. Una partita impeccabile da parte di ogni giocatrice che ha dato tutto in campo. La grande fame di vittoria ha fatto si che le campionesse d’Europa siano state arginate nel migliore dei modi.

Assenza di brillantezza che ha condizionato la partita delle ospiti. Una brutta prestazione di Renard e compagne che si vedono interrompere un record di imbattibilità che durava da ben 79 incontri. La corazzata francese ha evidenziato grandi difficoltà a centrocampo con Kumagai e Majri particolarmente in difficoltà. Ora il gap con le avversarie è di solo un punto quindi è facilmente colmabile. Il rischio è che questa disfatta possa avere delle ripercussioni a livello psicologico, non solo in campionato. Tra pochi giorni inizierà il percorso in Women’s Champions League e c’è un trofeo da difendere.

Annalisa Mondino, Centallo: “Stop inevitabile, puntavamo ad una stagione di crescita”

Nell’Eccellenza piemontese una delle squadre che si stava ben comportando è sicuramente l’ASDG Centallo. La squadra cuneese presieduta da Stefano Pellissero, cara alle dirigenti, Antonella Bernello Chiara Sordello e Jessica Isaia, è guidata da Sonia Bertoloni affiancata da Gabriella Triolo. Nella rosa rossoblù, da due anni, gioca Annalisa Mondino, calciatrice originaria di Busca. Abbiamo raggiunto il terzino, classe ’93, per conoscere meglio la realtà piemontese.

Annalisa quali esperienze hai maturato prima di questa stagione?
Rispetto alla media ho iniziato molto tardi. Da piccola, infatti, facevo altri sport, come atletica e pallavolo, poi Luca Pavan, un mio concittadino, ha formato una squadra locale che partecipò ad un piccolo campionato di calcetto organizzato dalla associazione Papa Giovanni XXIII. Giocavamo contro i ragazzi, ma abbiamo fatto bellissime esperienze anche nel calcio a 7 femminile CSI.. Poi tornei dell’oratorio e altri tornei informali. Poi il passaggio al Musiello, prima nelle giovanili e poi in prima squadra in Serie D. Quando questa squadra si è sciolta, ho giocato 3 anni nella Saviglianese e, alla fine, due anni fa sono approdata qui”.

Come è andata la scorsa stagione per voi?
“La scorsa stagione è andata benissimo secondo me. Siamo partite molto svantaggiate sulla carta, squadra giovane, poca esperienza ed al primo anno, in più con ragazze che venivano da tanti contesti diversi. All’inizio abbiamo faticato molto ma dopo un po’ abbiamo iniziato a giocare bene, fino al pareggio con l’Area Calcio, squadra storica ed espertissima, poco prima del lockdown, che per noi è stata come una vittoria”.

Come avete vissuto la fase di stop della scorsa primavera?
“La fase di stop l’abbiamo vissuta come tutti quelli chi amano fare sport, e io davvero non posso farne a meno, è stata durissima. L’allenarsi da soli in casa credo sia stato complicato per tutti, anche dal punto di vista sociale. Infatti praticando uno sport di squadra il gruppo l’integrazione è fondamentale, allenarsi a casa non è stata sicuramente la stessa cosa. Personalmente aggiungo un po’ di rammarico perché stavamo iniziando a giocare bene e siamo state interrotte sul più bello“.

Ora siete nuovamente ferme, momento complicato vero?
Quest’anno la vivo in modo più rassegnato, visto che era stata annunciata l’arrivo della seconda ondata. Vista la situazione dei tracciamenti, contagi e isolamenti, credo sia meglio per le squadre dilettanti sospendere le gare, perché si andava in difficoltà a causa delle tante assenze, anche improvvise, sapute il giorno prima o il giorno stesso. Inoltre credo sia davvero necessario fare un piccolo sacrificio per cercare di fermare questo virus, e l’unico modo è proprio quello di ridurre i contatti. Il calcio non può fare a meno di contatti: contatto con il pallone, con i compagni, con le avversarie. Il calcio è contatto e relazione, due aspetti che in questo momento ci mettono a rischio. Credo che anche la società, sempre correttissima con noi rispetto alle norme, gli allenatori e le mie compagne siano d’accordo con questo”.

Che gruppo hai visto nei primi allenamenti?
L’ambizione quest’anno era quella di aumentare il livello dall’anno scorso. Volevamo maggiore continuità di risultati e fare bene in tutte le partite. In rosa sono arrivati nuovi innesti, che secondo me si sono inseriti benissimo. Già dai primi allenamenti si vedeva un gruppo unito e coeso, anche se è stato chiaro fin dal primo momento che non sarebbe stato semplice: già dalle prime settimane di preparazione infatti ci sono state via via persone in isolamento a causa di contatti personali o a scuola, finché la situazione non è degenerata”.

Come reputi il livello del vostro campionato di Eccellenza?
Il livello del calcio di Eccellenza secondo me non è altissimo. Va più che bene per chi come me vuole giocare principalmente per divertirsi, cosa che non è semplice fare in categorie superiori”.

Come sta crescendo il calcio femminile in Piemonte?
“Il calcio femminile sta prendendo un pochino di piede. Ho saputo ad esempio che era partito un gruppo di allenamento per bambine nella società principale della mia città, prima volta nella storia del Busca. Resta un processo lento che richiede prima di tutto sacrificio ed impegno da parte di chi lo pratica e chi lo segue, come allenatori e genitori. Per crescere i movimenti devono essere diffusi con positività e passione”.

Quale reputi il più bel ricordo legato al calcio?
Ho tantissimi ricordi legati al mondo del calcio, sicuramente una bellissima emozione era stata vincere l’allora Serie D con la Saviglianese. Con quella società ho trovato tante persone splendide e alcune rimangono ancora ora nella mia vita, questo è un ricordo che perdura nel tempo. La cosa piú bella del calcio sono proprio le persone che lo popolano: leali, sportive, amiche”

La Fifa cancella i Mondiali under 20 e under 17

Irene Lopez Madrid Cff Nazionale Spagnola
Irene Lopez Madrid Cff Nazionale Spagnola

La FIFA cancella i Mondiali di calcio femminile under 20 e under 17 a causa della pandemia. I Mondiali under 20 si dovevano disputare a Panama e Costa Rica mentre i Mondiali under 17 si dovevano giocare in India. Le nuove date erano state fissate dal 20 gennaio al 6 febbraio 2021 per il Mondiale under 20 e dal 17 febbraio al 7 marzo 2021 per il Mondiale under 17. Ma la FIFA ha notato l’impossibilità dello svolgimento anche perché mancano ancora alcune partite della qualificazione e il torneo si è sospeso. La Spagna aveva vinto il Mondiale under 17 nel 2018 ed era tra le favorite per il Mondiale under 20. Le altre qualificate erano la Germania, la Francia e l’Olanda in Europa, Corea del Sud, Corea del Nord, Giappone, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico e i padroni di casa del Costa Rica e di Panama. Mancano le due squadre sudamericane e due del Centroamerica.
Nel Mondiale under 17 erano solo tre le squadre già qualificate: l’India, padrona di casa, la Corea del Nord e il Giappone, dovevano invece giocarsi le qualificazioni in America e Europa.
La generazione 2001 è stata la migliore della storia della Spagna e non avrà la possibilità di giocare il Mondiale under 20 del 2020, dato che il prossimo si giocherà nel 2022. Per il torneo del 2022, la FIFA farà giocare le ragazze dal 1° gennaio del 2002 al 31 dicembre 2006 così non potranno difendere il titolo di campione mondiale under 17 giocatrici del calibro di Eva Navarro, Cata Coll, Claudia Pina, Irene López e María Méndez.
Ecco alcune delle giocatrici che hanno vinto il Mondiale under 17 che non potranno disputare il Mondiale under 20:
Cata Coll (2001) è diventata titolare nel Barcellona dopo l’infortunio di Sandra Paños. L’anno scorso, un’ottima stagione al Siviglia. Ha giocato anche nel Mondiale under 20 dove ha vinto l’Argento.
Eva Navarro (2001): Tra le migliori giocatrici della Spagna. Milita nel Levante e già ha esordito nella Nazionale spagnola.
Claudia Pina (2001): Dopo un anno al Barcellona, è andata al Siviglia per avere più minuti, sta dimostrando qualità e goal.
Irene López (2001): La centrocampista è andata a giocare all’Espanyol nella passata stagione ma nello scorso mercato invernale è andata al Madrid CFF dove sta cercando la giusta continuità.
María Méndez (2001): La centrale difensiva è andata via dal Depor ed è andata a giocare per il Levante, dove già ha disputato tre partite, due come titolare.
Presto vi regaleremo alcuni nomi nuovi che invece disputeranno il Mondiale 2022. Che peccato che questa pandemia non ci possa mostrare il grande spettacolo del calcio femminile giovanile. Vinceremo questa pandemia, le ragazze vogliono sognare in grande.

Sandy Iannella, Pontedera: “Riusciremo a conquistare la salvezza”

Dopo un inizio di campionato difficile, il Pontedera sembra aver ingranato con la prima vittoria stagionale. Il successo è arrivato nell’ultimo turno nella trasferta a Bergamo contro l’Orobica. Ora le toscane devono macinare punti per agganciare la zona salvezza che dista a soli 3 punti. Sicuramente uno dei pilastri di questa squadra è Sandy Iannella, centrocampista dalla grande esperienza e che tanto ancora può dire. Fondamentale anche nel match di Coppa Italia contro il Sassuolo dove nel post partita è stata raggiunta dai microfoni di Bomber in Rosa.

“Il goal è una soddisfazione personale, ma sono molto contenta per come abbiamo giocato”, afferma l’ex Sassuolo. “Il nostro obiettivo è la salvezza, noi tutte le domeniche andiamo in campo per i tre punti”.

La livornese di nascita riprende anche la prestazione della scorsa settimana per elogiarla. “Con la partita scorsa abbiamo fatto dei passi in avanti con la vittoria e quindi proseguiamo su questa linea. Speriamo anche domenica prossima di fare la prestazione, perché domenica scorsa è venuta a mancare. Comunque penso che la salvezza la possiamo conquistare”.

Lello Carlino, Presidente Napoli Femminile: “San Paolo? Tra Maggio e Giugno nel 2021”

Nel corso di Radio Marte, durante la trasmissione “Si Gonfia la Rete”, condotto da Raffaele Auriemma, è intervenuto Lello Carlino, il presidente del Napoli femminile.

“Insigne? Non si può mai discutere, è un fuoriclasse. Purtroppo noi napoletani non amiamo spesso i nostri concittadini, anche con Juliano e Montefusco avvenne. Noi a breve avremo Bari e Verona che sono alla nostra portata. Il COVID-19 ci ha portato tante problematiche che non ci aspettavamo ma anche quando abbiamo perso non abbiamo mai demeritato. Sicuramente a dicembre interverremo, non possiamo perdere la categoria perché sarebbe veramente un peccato. Ho sponsor e imprenditori importanti alle spalle, è una responsabilità infinita. La classifica non rispecchia né il progetto, né il valore della squadra. Barra ci ha accolto benissimo, non vedo l’ora di riempire lo stadio quando sarà possibile. Lo sport femminile richiede di essere visto, TIM Vision e Sky ci hanno dato una grossa mano ma lo stadio pieno è importante. Juventus? Avevamo fatto la richiesta a De Laurentiis per il San Paolo peò non è stato possibile. I rapporti però sono abbastanza buoni. Magari a maggio o giugno potremmo giocarne qualcuna lì”. 

Photo Credit: Napoli Femminile

Martina Angelini, Sky Sport: “L’Italia dovrà fare punti in Danimarca”

La mentalità della Juventus è riconosciuta in tutta Italia: un’apprensione alla vittoria unica nel suo genere che tante gioie ha portato. Filosofia ricalcata anche dalla selezione femminile bianconera che sta facendo razzia di tutto ciò che trova. Come prova di ciò, c’è l’ultimo turno di campionato dove in rimonta le ragazze di Rita Guarino hanno conquistato l’ottava vittoria consecutiva. Giornata che è stata commentata negli studi di Sky Sport da Martina Angelini.

“La Juventus ha questa grande caratteristica di essere molto cinica” esordisce la giornalista. “Il primo tempo è finito in svantaggio in un campo difficile come quello della Florentia. Ma poi c’è stata la rimonta grazie anche all’ingresso di Hurtig che sta dimostrando di essersi ambientata bene al nostro campionato”.

Impossibile non citare anche Arianna Caruso che sta disputando una prima parte di campionato eccellente. “Per lei questa è sicuramente la sua miglior stagione. Sta dimostrando di aver raggiunto una grande maturità e si è conquistata anche la Nazionale. Anche per Milena Bertolini è un “acquisto” importante”.

Dicembre si aprirà con il match fondamentale per le qualificazioni ai prossimi Europei contro la Danimarca. “L’Italia dovrà fare punti contro la Danimarca. Adesso non può più arrivare prima nel girone e arrivare con un maggior numero di punti al secondo posto potrebbe bastare per la qualificazione all’Europeo. Bisogna evitare gli spareggi dove si potrebbero incontrare squadre pericolose come la Spagna, le Azzurre devono almeno pareggiare in Danimarca, ma non sarà facile”. Ricordiamo che con dei punti conquistati in terra scandinava ed una vittoria contro Israele, l’Italia avrebbe in tasca la qualificazione diretta.

Sport e Innovazione: l’attività di base nuovo attore di sviluppo sportivo e sociale

Si è tenuto ieri, il seminario organizzato dalla Scuola dello Sport di Sport e Salute, in partnership con Trentino Sviluppo, e finalizzato ad analizzare gli aspetti del binomio sport e innovazione e del relativo impatto a livello di sviluppo per l’intero sistema sportivo denominato “Sport e Innovazione”.

Ringrazio Trentino Sviluppo per aver voluto co-progettare assieme a Sport e Salute questo webinar dedicato a Sport e Innovazione – ha dichiarato all’apertura dei lavori Vito Cozzoli, Presidente di Sport e Salute – Ringrazio la dottoressa Rossana Ciuffetti e tutta la Scuola dello Sport per il grande lavoro che sta facendo. Per noi la Scuola dello Sport è un asset importante non soltanto per la crescita di Sport e Salute ma soprattutto per la crescita del Sistema Sportivo Italiano. Ho scritto un libro su Sviluppo e Innovazione, ci credo e quelle idee si stanno dimostrando una modalità per far crescere il nostro Sistema Industriale. Sono sempre stato convinto che quelle idee si possono applicare allo sport, eccezionale strumento di coesione sociale ed economica. Lo sport è e sarà un’area di investimento fondamentale per la nostra ripresa economica. Lo sport è un elemento genetico nella vita delle persone e la tecnologia deve essere a servizio della persona e dello sviluppo e della crescita del movimento sportivo. Sport e Salute che è la società dello Stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita ha nel suo DNA lo sviluppo e la promozione dello sport italiano per le persone e per le comunità”.

Presente all’evento, il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, rappresentato dal Segretario Vito Di Gioia, in qualità di relatore, con la partecipazione di un referente per ogni Coordinamento Regionale SGS del territorio. Nel suo intervento, denominato “Vettori dello Sport”, Di Gioia ha aperto una riflessione in primis su due importanti concetti legati al mondo dell’innovazione nello sport soprattutto dal punto di vista sociale come la disruptive innovation e l’open innovation.

L’innovazione disruptive è una tipologia di innovazione che crea nuovi contesti di riferimento e network di valore – ha dichiarato il Segretario SGS nel ringraziare la Scuola dello Sport e Trentino e Sviluppo per l’iniziativa –  cambia il paradigma di mercati e società esistenti e spiazza attori già stabiliti, alleanze e idee. Il concetto è esso stesso rivoluzionario – e prevede che in ogni cambiamento, dobbiamo cercare di essere attori sociali che creano le condizioni positive e virtuose del cambiamento e dobbiamo evitare di subirlo o di essere spiazzati dall’innovazione. Vanno quindi identificati e formato veri attori che gestiscano questo cambiamento. Il secondo tema, quello sull’open innovation, assume che le imprese possono e devono usare idee esterne e idee interne, interne ed esterne vie verso il mercato, in quanto le imprese, le società devono cercare di avanzare le loro tecnologie. Penso che webinar e seminari come questo – ha proseguito Di Gioia – permettano una riflessione collettiva del nostro Sistema per guardare assieme al futuro con spirito di squadra e permette di focalizzare l’attenzione in particolare su alcuni vettori fondamentali dello sport, che sono – dalla mia prospettiva di Segretario Nazionale del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC – la valorizzazione dell’attività di base come strumento educativo e come piattaforma per i giovani per creare una nuova dimensione partecipativa e sociale”.

Di Gioia ha proseguito il proprio intervento sul tema portando l’esperienza federale e illustrando nello specifico quanto sviluppato in quest’ottica dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. 

Come FIGC siamo tornati ad investire in maniera cospicua in questa dimensione comunitaria e quindi territoriale e come Settore Giovanile e Scolastico della FIGC abbiamo anche in questa occasione invitato e coinvolto i nostri territori, o meglio, la nuova generazione di leader del territorio a partecipare a questo webinar, a iniziare un percorso e ad intraprendere una nuova strada, che per noi ha anche uno specifico contenitore che abbiamo denominato “FIGC Youth Lab”. Un laboratorio di innovazione (e di formazione all’innovazione) dedicato interamente al calcio giovanile, a cui stiamo lavorando da mesi che entrerà in azione a breve. Ritengo che non vi sono più le condizioni ambientali per la navigazione a vista che ha contraddistinto la realtà sportiva soprattutto a livello territoriale e che sia quindi necessario lavorare per sviluppare “nuovi” talenti non soltanto dal punto di vista agonistico e comportamentale. Il Settore Giovanile e Scolastico con i suoi 800.000 atleti tesserati Under18 è la più grande comunità giovanile verticale del paese, fondata nel 1947 e già dalla fine degli anni 70’ profondamente rivolta allo sviluppo dello sport di base. E siamo orgogliosi di aver avviato proprio a Coverciano nel 1997 la prima svolta del calcio di base inserendolo all’interno dei principi fondanti e della stessa mission della Uefa: Football for all. Ancora di più siamo orgogliosi di far convivere all’interno della stessa struttura lo sviluppo giovanile del calcio di vertice e l’utilizzo della disciplina sportiva come strumento educativo e sociale (dalle scuole pubbliche al calcio sociale di periferia). Frutto di un pensiero strategico ed innovativo sempre aperto ai contributi esterni. Come dimostrano i numeri, la base della piramide sportiva è il cuore, il fulcro e la struttura di tutto l’eco-sistema sportivo italiano ed internazionale. Il contributo italiano alla Grassroots Charter promossa della UEFA è stato fondamentale. Un lavoro collettivo che guarda allo sport ed al calcio in particolare come un bene comune e un valore comunitario e sociale. Si tratta di una apertura del calcio a tutti – un invito a praticare lo sport, indipendentemente da età, genere, abilità. La prospettiva seppure datata è stata rivoluzionaria  parlando di “Grassroots Football as a Society Player”, quindi come un attore, un fattore ed un gioco/giocatore delle nostra società. Nel 2020 le dimensioni fondamentali della carta del calcio di base ci spingono a lavorare in direzione di “Better Environment – migliore ambiente; better education – migliore educazione; better experience – migliore esperienza” con l’obiettivo di assicurare e garantire che tutti e ovunque abbiano l’opportunità di giocare a calcio e praticare sport in un ambiente sicuro e dotato di un controllo di qualità”.

Il Segretario SGS ha concluso mostrando la dimensione aperta ed
innovativa dello sport di base, che si svilupperà attraverso alcuni punti specifici: la creazione di un fondamento solido per il gioco del calcio (carattere sportivo), dare opportunità di gioco a tutti (carattere sportivo e psico-sociale-partecipativo), la garanzia di rispetto ed uguaglianza (carattere sociale), unire le persone al di la’ e trascendendo le differenze (Carattere sociale), servire e mettersi al servizio del calcio e dello sport
come veicolo per lo sviluppo sportivo, sociale ed educativo (carattere sociale), la promozione di una partecipazione life-long, che duri tutta la vita (carattere sociale ed economico).

Una prospettiva che dovrà prevedere il coinvolgimento dei suoi attori principali –  giocatori, allenatori, volontari, organizzatori, genitori, insegnanti, società sportive e scuole (alle quali sono destinati buona parte degli Onvestimenti) – e comunicare in maniera forte e chiara i valori del grassroots football: educazione benefici sanitari, opportunità sociali e di integrazione sociale, sviluppo dei talenti, auto-realizzazione personale.

 “Il mondo del calcio, soprattutto a livello grassroots, non vive in una bolla e vuole dare il proprio contributo all’innovazione nella nostra società. Dobbiamo pensare e soprattutto imparare a comunicare l’elemento sport e calcio in particolare come strumento educativo e quindi come leva sociale coerente con un concetto olistico di formazione della nuova generazione di leader del futuro a cui concorrono le diverse competenze trasversali che lo sport e il gioco calcio possono fornire. Abbiamo oggi l’opportunità di cambiare i paradigmi alla base del nostro eco-sistema anche perché non sarà possibile tornare a pensare ed agire nelle stesse modalità pre-covid, e bisognerà avere formato i nuovi e vecchi attori ad affrontare la gravità del cambiamento in atto. Il calcio come fenomeno sociale è da sempre scuola di vita: campo per testare i valori del rispetto (e del rispetto delle regole), del coraggio, dell’altruismo, dell’equilibrio e dello spirito di squadra. Affrontare Il valore inclusivo e sociale dello sport come l’architrave della società di domani – e lo stiamo vivendo ancora più evidente soprattutto in tempi di pandemia: i governi hanno sì dovuto porre limitazioni alle competizioni (e queste sono per noi assai sentite e dolorose…) ma non hanno mai smesso di raccomandare sostenere l’attività sportiva – anche per aumentare le difese immunitarie, combattere la sedentarietà e i vizi della nostra società. Anche per questo con la UEFA abbiamo recentemente creato una serie di 5 seminari online/digitali su “Growing participation through Data, Digital and Technology”, dedicati soprattutto a far crescere la partecipazione calcistica – da una parte – ed integrarla con la dimensione digitale – dall’altra”.

Come da programma sono intervenuti al seminario altri leader di Sport e Innovazione:

Federico Eichberg, Dirigente di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico (MISE), sollecitato dall’apertura istituzionale ha declinato il binomio sport & innovazione nella prospettiva MISE: Fondamentalmente lo sport ha il pregio di metterci davanti a successi, insuccessi e riflessione sugli errori e su come migliorare. L’innovazione fa parte della consapevolezza che assumono tutte le componenti dello sport di ciò che potrebbe essere fatto meglio. Il mondo dello Sport è ‘prosumer’, produttore e consumatore di innovazione. A livello nazionale ed in questo momento storico siamo impegnati con una molteplicità di strumenti.

Andrea Gumina, Consigliere presso la Segreteria Particolare del Ministro degli Affari Esteri(MAECI): “Ritengo che lo sport e la salute possa rappresentare una declinazione particolare ed efficace del Made in Italy. Su questo si può lavorare. Secondo gli spunti e le tradizioni dell’approccio del webinar, va pensato lo sport come stile di vita e va pensata la proiezione all’estero come brand di Sistema Paese. Sport e salute vuol dire altissima tecnologia – e dobbiamo applicare nei prossimi anni il concetto di “human-centered technology” che lanciammo nel G7 per differenziarsi da altre proposte incentrate sul tecnicismo e sulla tecnologia”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

DA NON PERDERE...