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Antonio Cincotta, Fiorentina Femminile: “Soddisfatto dalle giovani. Ripartiamo da loro in vista del Milan”

“Faccio un grande plauso alle ragazze. Anche oggi hanno disputato un’ottima performance”. E’ visibilmente deliziato Antonio Cincotta dalla prestazione offerta dalla sua squadra oggi contro il San Marino Academy. “Abbiamo giocato esattamente la partita che dovevamo giocare”. Sono tanti i volti giovani schierati in campo dal tecnico gigliato nel corso della gara. “Hanno fatto molto bene. Ho visto cose molto positive e mi congratulo ancora con le ragazze”, dice il coach gigliato.

La Fiorentina Femminile accede ai quarti di Coppa Italia. Ora il break per le Nazionali e poi la difficile gara contro il Milan. “Molte ragazze partiranno e auguro loro buona fortuna con le loro selezioni. Dopo sarà la volta del Milan e siamo consapevoli della difficoltà dell’impegno. Restiamo umili, concentrati e molto attenti in vista della gara contro le rossonere”, conclude l’allenatore lombardo.

La Coppa Italia delle Juventus women comincia con una vittoria

Una vittoria per cominciare il percorso in Coppa Italia Femminile. Le Juventus Women, in casa della Pink Bari, conquistano i tre punti e si portano in vetta al Gruppo E, in attesa della sfida contro il Pomigliano che chiuderà la fase a gironi della competizione. Finisce 4-1 con le reti di Bonansea (doppietta) Maria Alves e Zamanian. Di Helmvall il gol pugliese.

LA PARTITA

La voglia della Juve di cominciare al meglio la competizione è tangibile fin dai primi istanti di gara e infatti il primo tempo è un monologo. Nel gioco e nel risultato: al ventesimo minuto le bianconere sono già avanti 3-0. Apre le marcature Barbara Bonansea, oggi capitana, che appoggia in rete al 4′ l’assist perfetto di Maria Alves. A firmare il raddoppio è la stessa brasiliana all’8, servita benissimo da Zamanian, autrice del tris, con una splendida conclusione dalla lunga distanza (14′).

Il primo quarto d’ora traccia una distanza difficile da colmare tra le due squadre e se la Pink Bari si fa vedere solo con Sule, in realtà è la Juve a costruire altre occasioni, in particolare ancora con Bonansea. Prima Di Fronzo è brava a neutralizzare la sua conclusione da fuori area, poi il suo colpo di testa, su un altro bellissimo tracciante di Zamanian, finisce a lato. Il primo tempo si chiude sullo 0-3.

All’uscita dagli spogliatoi la Pink Bari trova il gol con Helmvall, brava a piombare sul cross di Sule dalla destra e premiata poi da un rimpallo. Le padrone di casa costruiscono un’altra occasione al 57′ con Manno, ma Bacic è bravissima a deviare la girata sulla traversa e la Juve ristabilisce le distanze ancora con Bonansea: ripartenza perfetta e 4-1.

Nel finale coach Guarino dà spazio a GiordanoBerti e Ippolito (che sfiora il gol all’80’), facendo anche esordire in prima squadra Sara Caiazzo, difensore centrale classe 2003. Ulteriori indicazioni positive di un pomeriggio da tre punti. Il miglior modo di cominciare la Coppa Italia.

I COMMENTI POST-GARA

«Sono contenta dell’approccio alla gara – il pensiero di coach Guarino -, abbiamo chiuso la partita in 15 minuti e questo ha dato l’opportunità di gestire e far giocare con più continuità chi aveva trovato poco spazio e soprattutto far giocare le giovani e far esordire Caiazzo, alla prima assoluta con al prima squadra. Un buon bilancio in una gara mai messa in discussione in un campo non facile».

IL TABELLINO

Pink Bari – Juventus 1 – 4
Coppa Italia Calcio Femminile. 3^ Giornata Gironi eliminatori
Campo Comunale “Antonucci” – Via Marconi – Bitetto (BA)

 Marcatori: 4’ pt Bonansea (J), 7’ pt Souza Alves (J), 13’ pt Zamanian (J), 2’ st Helmvall (P), 16’ st Bonansea (J)

Pink Bari: Di Fronzo, Di Bari (1’ st Novellino), Marrone, Soro (Cap) (43’ st Ceci), Mascia, Helmvall, Buonamassa (33’ st Capitanelli), Piro, Silvioni, Manno (33’ st Parascandolo), Sule. A disposizione: Venanzi, Larenza, Chirillo, Matouskova .Allenatrice: Cristina Mitola

Juventus: Bacic, Hyyrynen (37’st Caiazzo), Galli, Staskova, Bonansea (Cap)(21’ st Ippolito), Lundorf, Boattin (6’ st Giordano), Zamanian, Souza Alves, Caruso(6’ st Berti), Sembrant. A disposizione: Tasselli, Cernoia, Rosucci, Girelli, Pedersen. Allenatrice: Rita Guarino

Arbitro: Domenico Castellone di Napoli (Assistenti: Simone Conte di Napoli, Giovanni Ciannarella di Napoli).
Ammonite: 7’ st Novellino (P), 24’ st Zamanian (J), 47’ st Mascia (P)

Prossimo impegno:
Napoli – Juventus
Campionato Nazionale Femminile Serie A. 9° Giornata Girone di Andata.
Sabato 5 dicembre ore 14:30
Campo “Barra-Napoli Caduti di Brema” – Via delle Repubbliche Marinare – Barra (NA)

Credit Photo: Fabio Vanzi

Successo delle azzurre contro il Chievo

L’Empoli inizia il proprio cammino in Coppa Italia sul campo del Chievo Verona Women.

Mister Spugna schiera il 4-3-3, mettendo in atto un parziale turn over. Tra i pali c’è Fedele, in difesa Brscic e Giatras difensori centrali, Di Guglielmo e Toniolo terzini. A centrocampo ci sono Prugna e Morreale, con Knol in posizione di mediano. Il trio d’attacco è formato da Miotto sulla destra, Dompig punta centrale e Caloia sulla sinistra.
L’Empoli inizia la gara con grande intensità: Morreale prova la conclusione al 5′ e si avvicina al gol. All’8′ le azzurre passano in vantaggio con rete di Prugna. L’Empoli mantiene il possesso della palla e continua a cercare soluzioni offensive. Al 35′ Toniolo batte un calcio di punizione dalla tre quarti, Prugna colpisce il pallone ma non inquadra la porta. Al 37′ Dompig segna il 2-0, sugli sviluppi di una grande azione di Toniolo. Al 38′ Morreale prova la conclusione da fuori area: grande botta, ma il portiere respinge. Nel finale di tempo, le azzurre allargano il punteggio con una bella doppietta di Caloia.
A inizio ripresa entra Cinotti al posto di Giatras e Knol va a coprire la posizione di difensore centrale. Al 15′ entrano Bellucci e Acuti al posto di Prugna e Di Guglielmo. L’Empoli gestisce la gara, senza prendersi rischi. Al 19′ Acuti prova il tiro dalla distanza: la conclusione finisce di poco a lato. Al 24′ anche Cinotti tenta la conclusione da lontano, la palla termina a lato. Le azzurre continuano ad attaccare, la gara è in pieno dominio della squadra di mister Spugna. Al 36′ entrano De Rita per Toniolo e Polli per Caloia. Dompig si sposta sulla sinistra, Polli va a fare la punta centrale. L’Empoli conclude la partita in completa sicurezza.
 
Risultato finale: Chievo Verona – Empoli Fc 0 – 4
 
Marcatori: 8’pt Prugna (E), 37’pt Dompig (E), 43’pt Caloia (E), 44’pt Caloia (E)
 
Chievo Verona: Magalini, Carleschi (1’st Salimbeni), Tunoaia, Peretti, Boni (1’st Botti), Pecchini, Prost (13’st Martani), Tardini, Zanoletti, Dallagiacoma, Bertolotti (27’st Zanoni)
 
A disp. Martani, Zanoni, Botti, Salimbeni
 
All. Moreno Dalla Pozza
 
Empoli Fc: Fedele, Di Guglielmo (15’st Acuti), Brscic, Giatras (1’st Cinotti), Toniolo (36’st De Rita), Morreale, Knol, Prugna (15’st Bellucci), Miotto, Dompig, Caloia (36’st Polli)
 
A disp. Capelletti, Varriale, Polli, Cinotti, De Rita, Acuti, Glionna, Bellucci, Binazzi
 
All. Alessandro Spugna
 
Ammonizioni: Polli (E)
 
Arbitro: Silvia Gasperotti (Rovereto)
Assistenti: Antonio Minieri (Treviglio), Mattia Bettani (Treviglio)
 
Credit Photo: Empoli Ladies

Linda Chiggio, Sedriano: “Vogliamo metterci alle spalle questo periodo e tornare quanto prima in campo”

Nell’Eccellenza lombarda una delle squadre che si stava meglio comportando, sino allo stop dei campionati, era il Sedriano. La squadra gialloblù, cara al presidente Francesco Cardamone, è guidata dal tecnico Antonio Brustia e vede come capitano Linda Chiggio. Abbiamo raggiunto la classe 1989, nata a Novara, difensore che da due stagioni milita con la realtà milanese.

Linda come è iniziato il tuo interesse verso il mondo del calcio?
Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 7 anni, con i maschietti, nella società del mio paese Cameri. Sono rimasta con loro fino ai 14 anni, dopodiché sono passata a giocare nell’ACF Turbigo, Sono rimasta lì 5 anni, vincendo il campionato di Serie D; poi sono passata nel Real Meda altri 5 anni, vincendo 2 campionati: di Serie B e di Serie C, arrivando a giocare in Serie A2. Dopodiché, mia grandissima soddisfazione che ripaga tutti i sacrifici fatti da me e dai miei genitori, che hanno sempre cercato di seguirmi, sopportare e supportare le mie scelte, ho ricevuto la chiamata da parte dell’Inter Femminile e sono rimasta lì per 4 anni disputando 4 campionati in Serie B. Poi crescendo ho dovuto lasciare la categoria, che porta via tanto tempo libero a chi lavorava e studia, e ripartire da una serie minore per poter continuare a coltivare la mia più grande passione, il calcio”.

Con quali presupposti siete partite in questa stagione?
Quest’anno, come l’anno scorso, siamo partite con il migliore dei presupposti; in primis eravamo tutte entusiaste per aver avuto la possibilità di ritrovarci su quel rettangolo verde che ci fa tanto sognare e poter allenarci e divertirci di nuovo tutte insieme”.

Quale è stata la reazione al nuovo stop dei campionati?
Purtroppo, la notizia dei campionati sospesi la stavamo aspettando, visti gli aumenti dei contagiati Covid in Italia. Purtroppo è sembrato di rivivere la situazione della scorsa primavera. La priorità è sicuramente quella di salvaguardare la propria salute e quella degli altri. Stiamo cercando comunque di tenerci in allenamento per quanto sia possibile, per fare sì che questi primi mesi di preparazione e sacrifici fatti non vengano buttati via“.

La vostra squadra si era rinnovata rispetto alla passata annata?
“Quest’anno abbiamo avuto l’ingresso in squadra di molte ragazze nuove, che hanno portato sicuramente entusiasmo ed esperienza nel gruppo. Non vediamo l’ora di tornare ad allenarci in gruppo, per portare a termine tutti gli obiettivi che ci siamo prefissate ad inizio stagione”.

Come reputi si stia muovendo il calcio femminile in Lombardia?
“Sicuramente, l’ingresso di società professionistiche nel femminile ha dato una grandissima mano a tutto il movimento. Si può e si deve crescere ancora molto perché abbiamo tutte le potenzialità e possibilità per farlo. È bello vedere che ci sono tante bambine che oggi si avvicinano al mondo del calcio: basta pregiudizi, siamo nel 2020, non esistono sport per maschi e sport per femmine”.

Quale è il livello del torneo regionale d’Eccellenza a tuo avviso?
“Come categoria, l’Eccellenza di anno in anno sta mostrando squadre che giocano un buon calcio. Mi sento di dire che il livello, in Lombardia, si è innalzato rispetto a pochi anni fa”.

Quale emozioni riconduci maggiormente a questo sport?
Il primo è di aver avuto la possibilità e la fortuna di incontrare e allenarmi diverse volte con Javier Zanetti, oggi vicepresidente dell’Inter, durante il mio periodo di permanenza all’Inter Femminile. Da buona interista che sono, è stato il mio idolo da sempre e poterlo incontrare, allenarmi accanto a lui ed avere la sua maglietta con una dedica personalizzata, diciamo che ha avverato un mio sogno nel cassetto che custodivo fin da bambina. Il secondo è una partita che ho disputato allo stadio Delle Alpi, prima della partita di campionato Juventus-Brescia, allora campo dove giocava le partite ufficiali appunto la Juventus e il Brescia era quello capitanato dal campione Roberto Baggio. Lascio immaginare le sensazioni di una bambina alle prime armi con il pallone, che ha avuto la fortuna di calpestare il campo di uno stadio così importante, davanti agli spalti strapieni di tifosi. Un’emozione indescrivibile”.

Enrica Lupo, esterno Caprera: “Siamo un bel gruppo, possiamo fare bene. Il mio piccolo sogno? Aprire un locale”

Il Caprera si trova in ottava posizione del Girone A di Serie C, grazie al successo ottenuto contro lo Spezia, ma con una partita in meno. La squadra è stata completamente rinnovata, ma che ha mantenuto la sua identità confermando importanti calciatrici, tra cui Enrica Lupo, attaccante classe ’95 e da cinque anni veste la maglia biancoverde.

Enrica perché sei un esterno?
«Ho iniziato da piccola in porta perché mio papà era portiere, poi dopo qualche partita ho giocato punta e ho iniziato a segnare. Da più grande sono diventata più esile e rapida così mi sono spostata sull’esterno. È un ruolo divertente, corro molto».

Quando è iniziata la tua storia d’amore con il pallone?
«A tre anni mio papà usava lo specchio del corridoio come porta. poi a sette anni mi ha portato al Torino, allora in A, che si allenava nei campi vicino casa mia».

La tua carriera è stata legata principalmente con quella del Torino: che significato ha avuto per te vestire la maglia granata?
«Un onore. Posso dire di aver giocato e visto giocare ragazze che sono in nazionale. Panico mi ha regalato le mie prime scarpe a sei tacchetti».

Qual è il ricordo più bello che hai avuto con il Toro?
«Domanda difficile. Ho tantissimi ricordi belli. Potrei dire il primo gol in A, ma penso che ciò che non dimenticherò mai sarà la vittoria del Beppe Viola 2014, in diretta sulla rai, contro il Firenze. Vedere il proprio nome nella formazione iniziale su uno schermo fa un certo effetto».

Nel 2016 la svolta: vai al Caprera. Perché hai fatto questa scelta?
«L’idea di fare un’esperienza un anno fuori casa, in un posto di mare (non mi piacciono le grandi città)».

Questo è il tuo quinto anno e sei diventata un punto di riferimento del Caprera.
«L’esperienza di un anno poi si è prolungata per tanti motivi. Ho trovato lavoro, ho preso casa da sola, ora sono fidanzata con una persona di qua. La Maddalena è un’isola bellissima, le persone sono fantastiche».

Secondo te dove può arrivare il Caprera 2020/21?
«Sono insieme a Rossella Sau l’unica del gruppo del 2016. Quest’anno siamo un bel gruppo, manca qualche pedina che dovrebbe arrivare ma secondo me siamo più forti di quella squadra di cinque anni fa. Tante ragazze giovani e di talento. Possiamo fare bene».

Come lo stai vedendo il Girone A di Serie C?
«Conosco poche squadre. Il Torino è molto forte. Il Real meda contro cui abbiamo perso male la prima partita è una bea squadra. Lo Spezia è stato inferiore a noi, potevamo fare qualche altro gol. Delle altre conosco poco, ma con le qualità che abbiamo dobbiamo riscattare gli ultimi anni e arrivare in una buona posizione».

Giusto fermare il campionato?
«A dispiacere ci sono cose più importanti quali la salute. Ma tutto ciò era successo già mesi fa, secondo me i campionati nazionali con le precauzioni dovute ovviamente potrebbero continuare, o almeno adeguando a quello che fanno gli altri paesi».

Cosa pensi del calcio femminile italiano? E sul professionismo?
«Siamo partiti con vent’anni in ritardo. Quello che ha fatto la Juve, punto di riferimento ora, in Francia ad esempio già esiste da anni. Tante ragazze anche brave purtroppo rinunciano al calcio perché non riescono a coincidere lavoro o studio, e non essendo riconosciute o retribuite come professioniste purtroppo ciò che viene sacrificato è il calcio. Ci vorranno ancora un po’ di anni per arrivare ad alti livelli Europei».

Com’è la tua vita extra calcistica?
«Ho sempre lavorato in bar, passione anche quella ereditaria, pesco, faccio immersioni, vivo il mare praticamente. e amo la moto».

Cosa vedi nel tuo futuro?
«Per ora finché qua coincide tutto, calcio lavoro e vita privata non penso muovermi. Ho trovato la mia dimensione. Voglio aprire un locale mio, spero di riuscirci, è il mio piccolo sogno».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Caprera ed Enrica Lupo per la disponibilità.

Photo Credit: Andrea Nieddu

Tottenham Womens, annunciata la nuova allenatrice

Il Tottenham Hotspur e’ lieto di annunciare Rehanne Skinner come Head Coach femminile con un contratto che durerà fino alla fine della stagione 2022/23.
Rehanne si unisce alla Federcalcio, dove è stata assistente capo allenatore della nazionale femminile inglese di Phil Neville da settembre, dopo essersi unita a loro tre anni prima come capo allenatore nazionale femminile (U18-U21).
In precedenza, Rehanne ha ricoperto la posizione di Assistant Manager all’Arsenal dove ha lavorato per tre anni al fianco di Laura Harvey durante un periodo di grande successo per la squadra dal 2010, ottenendo anche due titoli della Super League femminile, due Conti Cup e una FA Cup. ha raggiunto le semifinali di UEFA Champions League in due occasioni.

Rehanne è stata anche assistente allenatore della squadra della Gran Bretagna di Kay Cossington ai World Student Games, vincendo la medaglia d’oro nel 2013 prima di trascorrere del tempo ad allenare all’estero in Florida. È tornata nel Regno Unito nel 2016 con la squadra nazionale femminile del Galles come assistente allenatore prima di assumere il suo ruolo nel 2017 con la FA. Come giocatrice ha militato nel Middlesbrough e  nel Leicester City, scalando i ranghi in quest’ultimo dove ha assunto i ruoli di Direttore tecnico del Girls Center Of Excellence, Direttore dell’accademia Girls U19, Community Manager e Women’s First Team Manager.

Rehanne ha dichiarato: “Sono davvero entusiasta di unirmi al Tottenham Hotspur e non vedo l’ora di iniziare nella WSL dopo la pausa internazionale. La filosofia del Club e i progetti futuri sono qualcosa di cui desideravo davvero far parte. Hanno dimostrato un vero impegno per la squadra femminile e hanno fatto molta strada in un breve periodo di tempo che è un merito per tutte le giocatrici e lo staff coinvolto. C’è un’esperienza incredibile all’interno di questa squadra e non vedo l’ora di lavorare con loro in modo da poter costruire sui progressi fatti finora e portare il successo alla squadra.”

Heather Cowan, responsabile Tottenham femminile, ha dichiarato: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Rehanne nel club. Ha una vasta esperienza nel calcio femminile e non vediamo l’ora di averla con noi ora mentre cerchiamo di continuare il nostro viaggio in avanti nella WSL “.

Credit Photo: The FA

Fabiana Ottaviani, Ducato Spoleto: “Voglio far diventare questa passione una professione”

Il Covid ha fermato il nostro campionato regalandoci la possibilità di consolidare il nostro gruppo, ma non ha spento l’entusiasmo di Mister Terracciano, che puntualmente incontra la squadra per gli allenamenti. Nello spogliatoio il clima è sereno, anche se un pensiero va ad alcune compagne impegnate in prima persona ad aiutare chi lotta per la vita contro questo terribile nemico. Incontriamo Fabiana Ottaviani, classe 2001, trequartista con la maglia n.7.

Che cosa pensi dell’esperienza che stai vivendo con la Ducato Spoleto?
“E’ sicuramente un’esperienza bellissima, anche se con alti e bassi. Non avevo mai affrontato un campionato di serie C prima d’ora, anche se in realtà avevo già un’idea di quale sarebbe stato il livello e di sicuro non me ne ritengo ancora all’altezza, perché c’è ancora molto da migliorare. Con la giusta dose di volontà e determinazione sicuramente riusciremo ad ottenere tutte insieme l’obiettivo di mantenere la categoria, che è ciò che il nostro gruppo merita veramente; ci stiamo allenando molto bene, sfruttando questo periodo di stop per noi fondamentale”.

Per te il calcio è un hobby o una professione?
“Ho iniziato a conoscere e praticare questo sport all’età di 9 anni grazie a Gianfranco Diotallevi, che poi è stato il mio allenatore per 4 anni, prima alla Ducato Spoleto e poi al Norcia480. Il calcio mi ha dato tantissimo, mi ha cambiato soprattutto caratterialmente, mi ha dato la determinazione che ho ora. Per me il calcio non è mai stato un hobby, non l’ho mai visto come un passatempo, l’ho sempre visto come un regalo che la vita mi ha voluto fare, e spero che questo regalo un giorno possa diventare professione”.

Quali sono i tuoi progetti al riguardo?
“Un primo passo che vorrei fare è sicuramente quello di conoscere un po’ il calcio fuori
dall’Umbria e magari un giorno fuori dall’Italia. Un secondo passo invece, come ho già detto, è quello di far diventare questa passione la mia professione, soprattutto per “ripagare” i sacrifici fatti dalla mia famiglia, ma anche per una soddisfazione personale”.

Che cosa pensi del fatto che il calcio femminile non è ritenuto professionistico?
“Sicuramente il calcio in Italia non è allo stesso livello di quello estero, anche se dopo il mondiale in Francia c’è stata maggiore attenzione. La FIGC, se non sbaglio, dal prossimo anno punta a riconoscere anche noi donne come professioniste. Ma io penso che dovrebbe diventare professionismo tutto lo sport femminile, non solo il calcio”.

Che cosa ti ha dato la spinta a scegliere questa squadra quest’anno?
“Inizialmente non volevo impegnarmi per questa stagione soprattutto per mancanza di stimoli, ma poi in parte la scelta del salto in serie C e in parte la mia volontà di non mollare mi hanno portato ad affrontare un nuovo anno che mi ha già regalato tantissime emozioni”.

C’è qualcuno che è stato determinante in questa tua decisione?
“Inizialmente no, ho preso questa decisione con me stessa, non volevo abbandonare la mia
passione e quindi ho voluto rimettermi in gioco. In un secondo momento, con l’arrivo di Mister Stefano Terracciano ho capito che non era quello il momento di abbandonare la squadra. Il Mister è una persona fantastica, grazie a lui ho riscoperto l’amore che avevo per il calcio ma che piano piano stava svanendo. Mi motiva prima e dopo l’allenamento, prima e dopo la partita, e fa lo stesso con tutta la squadra, ed è questo che secondo me deve fare un allenatore. Se un giorno dovessi passare ad una categoria superiore o comunque avere successo è solo grazie a lui, che ha creduto in me sin dal primo momento.”

Facciamo squadra

Il movimento del Calcio Femminile è indubbiamente in grande aumento, questo aspetto molto positivo è dovuto a tanti fattori. Spiccano il grande successo avuto dalla nazionale ai mondiali, l’approdo di società professionistiche e brand famosi nelle serie maggiori, la trasmissione di molte partite sui canali televisivi. Tutto ciò ha portato un ottimo riscontro anche ai livelli del calcio giovanile appassionando e avvicinando molte bambine al rettangolo verde.

Ma quanto è difficile oggi, creare dal nulla una squadra giovanile di bambine o ragazze? Quante difficoltà incontra una società dilettantistica, di paese o oratoriana desiderosa di mettersi in gioco in questo settore? I regolamenti e le disposinizioni della FIGC permettono e aiutano la rapida espansione del movimento?
Con il presupposto che una società si sia ben organizzata nella gestione dei campi, degli spogliatoi e del personale preparato per formare piccole atlete sotto i punti di vista tecnici sportivi e socio-educativi, è molto comune abbattersi nei limiti dei regolamenti organizzativi della Federazione sui campionati giovanili non agonistici.
Una delle prime difficoltà in cui ci si imbatte è l’età: molte bambine si stanno avvicianando al calcio ed è molto frequente, nelle società che partono da zero pronte ad accoglierle creare una prima squadra con bambine di età differenti con range fino a 3 o 4 anni di differenza. Vivendo questo fattore sul campo e considerando che la quasi totalità delle giocatrici è alle prime esperienze il fattore età non è cosi d’impatto come ad esempio avviene nel calcio maschile dove il numero di giocatori è estremamente maggiore e l’esperienza di gioco specifica è molto più ampia.

Un altro fattore molto critico è il doversi adeguare fin da subito a campionati pensati e strutturati non ad hoc per qualcosa che è a tutte gli effetti nuovo. Un esempio calzante potrebbe essere il campionato Esordienti, che si disputa 9 giocatori e che prevede quindi una rosa di almeno 11-12 giocatrici con una differenza di età compresa nei 2 anni, condizione molto difficile sia nel trovare le atlete per la società, sia per le ragazze che probabilmente troverebbero un esperienza più formativa in gare a numero ridotto (a 7 o a 5). Questa riflessione ha lo scopo di raccogliere idee, opinioni e confronti. Un progetto di sviluppo pensato ad hoc per stimolare e facilitare nuove società a credere e investire nel settore con un progetto formativo adeguato e strutturato sulle esigenze delle giocatrici indipendentemente dalla loro età che non deve essere vincolo o addirittura ostacolo.

Il calcio è lo sport più giocato e più seguito in Italia indipendentemente da chi lo pratica, ogni bambina che desidera giocarci deve essere considerata preziosa e non ci si può permettere di farsela scappare vedendola cambiare sport per l’impossibilità di vivere quello che realmente ama indipendentemente dalle sue qualità sportive e dalla sua età. Creare le condizioni per agevolare la partenza permetterà nel tempo a tutti di strutturarsi al meglio, aumentando i numeri e suddividendo le future squadre.


Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi condividere una tua proposta puoi scirvere a robertopirovano87@gmail.com per discuterne con lui, sulla ricerca che sta sviluppando insieme a Katia Serra.


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Questionario per giocatrici (minorenni):
https://forms.gle/jco7Lx4VHJMC32uU8

Questionario per genitori di calciatrici:
https://forms.gle/3HFTxdn1RcDiKW828

Questionario per dirigenti:
https://forms.gle/krEAE68Vs8krFseS8


Roberto Pirovano
Laureando in Scienze Motorie indirizzo Calcio
presso Università San Raffaele di Roma patrocinata da FIGC e Coni.

Torino femminile, le fuoriquota salutano in prestito: dentro le nuove leve

Il Covid ha fermato sul campo le squadre femminili del Torino, ma non il processo di creazione di un movimento. Confermati i numeri della passata stagione e questa è una buona notizia. In totale le tesserate sono 180 e i gruppi rimangono 8 (dall’Under 19 in giù). La novità della stagione riguarda proprio la categoria affidata a Tatiana Zorri.

La Juniores ha salutato tutte le ragazze classe 2000, quelle che avevano sfiorato il titolo Nazionale due anni fa perdendo in finale contro il Perugia, perché ormai fuoriquota e quindi hanno iniziato il loro percorso altrove. Il Torino non ha ancora la sua prima squadra, quindi per non perdere le ragazze la società le ha mandate tutte in prestito altrove, così che possano continuare il loro percorso. Quest’anno, dunque, Tatiana Zorri si baserà principalmente sul biennio 2001-2002, anche se, come si è visto negli anni passati, la porta è aperta anche per le annate inferiori.

Il Toro, d’altronde, dall’Under 19 in giù ha tutte le annate, sintomo di un movimento che sta crescendo. Sono 4 in totale le squadre nel Settore giovanile, oltre alla Juniores, ci sono anche Under 17 e due gruppi di Under 15 (non esiste la categoria Under 16 nel femminile). Fin qui anche sul campo i risultati sono stati ottimi. Dall’Under 17 all’Under 15 sono arrivate solo vittorie (l’Under 19 non ha ancora iniziato il campionato). Buoni numeri anche per i gruppi della Scuola calcio, che sono 4. Le più grandi (l’Under 12) sono state iscritte al campionato Esordienti del maschile. La decisione è arrivata di comune accordo tra la Lega Dilettanti piemontese e le società. L’Under 12 è una manifestazione regionale e per consentire meno spostamenti alle società vista la situazione legata all’epidemia di coronavirus, è stato deciso di aggregare le squadre al torneo maschile, che invece è provinciale.

Aielli: “Il calcio femminile è cresciuto, ma in Campania c’è una regressione”

Il sito napolicalciolive.com ha pubblicato un’interessante intervista a Elio Aielli, allenatore dell’ASD Independent. Si è fatto un ragionamento a 360° riguardo il calcio femminile in Italia, la sua esperienza di allenatore e l’importanza del settore giovanile.

Salve mister Aielli, qual è stato il suo debutto come allenatore di una squadra di calcio femminile?

La mia prima esperienza da allenatore è legata al presidente Riccardo Guarino, che mi propose di svolgere questo ruolo per una squadra femminile. Cominciai ad allenare dopo aver lasciato il calcio giocato a causa di un infortunio.

Nel corso della sua carriera, è stato anche allenatore del Napoli Femminile. Racconti quell’esperienza.

Allenavo l’ASD Napoli Dream Team e nell’estate del 2017, al secondo anno di Serie B, ci fu la fusione con il Carpisa Napoli. Divenni l’allenatore di questa nuova squadra, un progetto formato da tutte ragazze napoletane. E’ stata un’avventura importante, ne ho fatto tesoro di quell’esperienza, grazie al quale sono cresciuto molto dal punto di vista professionale. In seguito, abbiamo rifondato il Dream Team con una squadra giovane e competitiva. Vincemmo il campionato d’eccellenza e siamo arrivati in Serie C. Poi, a causa della pandemia è stato sospeso il campionato a marzo ed è stata congelata la classifica all’ultima giornata disputata. Dunque, siamo retrocessi d’ufficio per la nostra posizione.

Capitolo Independent, il presente.

Conclusi i rapporti con il Dream Team, mi sono preso del tempo.  Incontrai il presidente Carlo Astarita, e in 3-4 giorni trovammo subito l’intesa. Lui ha tanta passione e voglia di fare. Purtroppo, abbiamo dovuto sospendere gli allenamenti con la squadra, ma gli obiettivi prefissati non sono cambiati, vorremmo fare benissimo nel campionato d’Eccellenza. L’Independent è una squadra forte e competitiva, probabilmente di un’altra categoria con delle calciatrici che hanno giocato anche in categorie superiori.

Come vede la sua squadra? Ha fatto progressi nei pochi mesi di lavoro assieme?

Abbiamo fatto quattro amichevoli, ho visto un gruppo in crescita. Nell’ultima partita giocata, poco prima della sospensione delle attività, ho visto cose davvero buone. Bisogna ancora migliorare sotto qualche aspetto, sulla mentalità soprattutto. Il campionato non lo vince la squadra che ha i nomi, ma chi ha più grinta, chi mette più intensità.

Com’è possibile creare l’alchimia in un gruppo nuovo, viste le difficoltà di potersi vedere e allenarsi insieme?

E’ un discorso complesso. Fortunatamente, le ragazze sono state molto disponibili. Stanno facendo le sedute di allenamento a casa, ogni settimana propongo delle schede e ci vediamo tramite videochiamate. E’ importante sentire quell’entusiasmo, anche vedendosi attraverso uno schermo. Non dobbiamo mollare.

Quando ricomincerà il campionato d’Eccellenza femminile in Campania?

Non si sa, dopo le ultime dichiarazioni di Spadafora è tutto incerto. Forse dal 2021. Ma noi dobbiamo farci trovare pronti, abbiamo tanto da perdere e le ragazze lo sanno. Il presidente per noi ha fatto tanti sacrifici e vorrei ringraziarlo per questo.

Elio, vede crescere il movimento calcio femminile a livello nazionale e regionale?

Sì è cresciuto, soprattutto dopo l’ultimo mondiale. E’ un movimento in crescita anche grazie alle società come la Juventus, la Roma, il Milan. Molti club hanno una squadre maschile e una femminile, anche nella Serie B. Sotto molti punti di vista il movimento è cresciuto, ma in Campania non c’è stata la stessa evoluzione. Purtroppo, secondo me, si è lavorato male nei settori giovanili. Troppo spesso si pensa solo al risultato finale. Da quando ho cominciato ad allenare, sono diminuite le squadre femminili nell’area campana, non si fanno gli stessi numeri di prima. Le ragazze sono poche, tante si sono perse per strada, anche per motivi lavorativi. Purtroppo, i guadagni per le calciatrici sono ancora molto bassi. Per poter vivere molte di loro devono lavorare, devono crearsi un futuro e pensare a quando finirà la loro carriera sportiva.

Lei ha allenato anche una squadra maschile? Ci sono differenze con il calcio femminile? 

Sì, sono stato allenatore della Juniores, con il quale ho mantenuto un ottimo rapporto con i ragazzi. Abbiamo avuto grandi risultati, ma soprattutto ho legato molto con loro. Il calcio maschile è bello, anche se per certi versi quello femminile è più entusiasmante.

Ha allenato ragazze forti, talentuose e che ora giocano ad alti livelli?

Si certo, per esempio Angelica Parascandalo gioca in Serie A nel Bari. Posso fare tantissimi nomi, c’è chi gioca nel Pomigliano in Serie B, o chi gioca nel San Marino in A. Ma anche nell’Independent ho diverse ragazze davvero forti. Tuttavia, c’è un portiere che ho fatto esordire a 15 anni in Serie B: Vittoria Foczmaniak, classe 2001. Rimpiango che abbia smesso di giocare, la prenderebbe qualsiasi club ai massimi livelli. Mi ha seguito sempre, è una ragazza d’oro. Purtroppo non ha continuato il percorso per alcune situazioni personali. Nel corso della mia carriera ho davvero visto e allenato tante ragazze forti.

Crede tantissimo nel settore giovanile?

Sì, è la base. Credo sia molto importante e sono dell’idea che bisogna lavorare bene nel settore giovanile, bisogna dare uno sbocco alle ragazze che giocano. E’ un peccato perderne molte che dopo aver terminato un percorso in Primavera smettono di giocare.

Credit Photo: Napolicalciolive.com

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