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Calcio femminile e area medica, una sfida nella sfida

Se l’interesse mediatico intorno al calcio femminile è in crescita esponenziale, la stella polare del movimento è la transizione verso il professionismo. Un punto d’arrivo che implica, in ogni club di serie A, la collaborazione tra le diverse aree societarie. Al centro di ogni progetto di crescita ci sono ovviamente le giocatrici. Solo grazie ai risultati ottenuti sul campo si riuscirà a dare concretezza al grande lavoro svolto nelle retrovie. Michele Uva, vicepresidente Uefa, ha detto che “il calcio femminile deve saper crescere con le proprie gambe e con le proprie forze, non rimanere in piedi solo grazie ai club maschili”.

Sotto questo aspetto la sfida della Florentia – società guidata dal presidente Tommaso Becagli e artefice di una delle più belle storie del calcio femminile italiano (in quattro anni il salto dalla serie D alla serie A) – è innanzitutto garantire sostenibilità ai crescenti investimenti che la transizione verso il professionismo richiede. La scelta di trasferirsi a San Gimignano riassume i termini di questa scommessa. Il motore che proietterà il club verso il futuro sarà la connessione con il territorio, già partita in termini qualitativi e quantitativi. La squadra che scende in campo è il cuore pulsante del progetto di crescita del calcio femminile. L’area sanitaria ne costituisce dunque il supporto ineludibile in termini di tutela della salute delle giocatrici. Nel caso di specie è stata riorganizzata ‘ex novo’, in quanto non era possibile fruire di un modello maschile di riferimento già strutturato. Dunque, una nuova sfida all’interno della sfida che la Florentia San Gimignano ha scelto di affrontare in un contesto sempre più competitivo. Il fatto è che gli infortuni del calcio femminile sono ancora avvolti da una zona d’ombra per diversità di genere con quelli del calcio maschile in termini di diagnosi e trattamento, oltre che per carenza di statistiche di riferimento in letteratura.

La creazione di un percorso medico innovativo, lineare e virtuoso che ponga al centro la salute delle giocatrici, dovrebbe rappresentare il punto di arrivo delle strategie anche in ambito sanitario. Lo staff medico della Florentia San Gimignano interagisce in tempo reale. Ciò consente di generare scambi di informazioni che consentono interventi rapidi e mirati in tutte le emergenze. Per ogni giocatrice viene redatta una scheda sanitaria che raccoglie gli infortuni pregressi e stilato un diario sanitario in fieri che scaturisce dagli interventi del medico sociale direttamente sul campo di allenamento. Ciò consente di valutare le singole situazioni in un contesto che alimenta un forte spirito di squadra e un altrettanto solido senso di appartenenza. Al termine della stagione ogni atleta avrà la disponibilità di una cartella clinica completa, sulla cui utilità in prospettiva non crediamo esistano dubbi. In quanto alla società, potrà contare su un database utile e necessario per affrontare il successivo campionato senza dover ripartire ogni volta da zero. A questo scopo la società mette a disposizione delle atlete una serie di strutture convenzionate per assicurare l’esecuzione in tempi rapidi degli esami diagnostici più frequenti in questa tipologia di sport (ecografie, radiografie, RM), delle fisioterapie, delle attività in palestra (con tutor dedicato) e di quelle in piscina. Un tecnico ortopedico provvede, direttamente al campo, alla fornitura dei tutori. Non manca, infine, la preziosa consulenza di una nutrizionista.

Se ogni club di serie A mettesse a disposizione della Figc il proprio database stagionale si potrebbero raggiungere vari obiettivi: diradare la zona d’ombra nella quale si muove l’infortunistica del calcio femminile, creare interconnessione fra le aree mediche dei singoli club, arricchire una letteratura finora troppo scarna e approntare idonei protocolli sia terapeutici che preventivi.

Sergio Mutolo
Medico Sociale Florentia San Gimignano
Coordinatore e Responsabile Area Sanitaria
Iscritto Area Tecnica Medica della Figc (Numero di Matricola 160949)
Iscritto Ordine Nazionale dei Giornalisti (Numero Tessera 138068)

Credit Photo: Florentia San Gimignano

Vincenzo Vergine lascia la Fiorentina; Joe Barone: “Hai svolto un lavoro straordinario”

La Fiorentina comunica che Vincenzo Vergine, a partire dal 31 dicembre 2019 interromperà la lunga collaborazione che lo ha legato al Club Viola.
Vincenzo Vergine ha iniziato la sua esperienza con la Fiorentina a partire dalla Stagione 2006/2007 e, in qualità di Supervisore e attuale Responsabile del settore giovanile viola ha conquistato 1 Campionato Giovanissimi, 1 Campionato Nazionale Allievi, 2 Coppe Italia Primavera, 1 Supercoppa Italiana Primavera. Dal 2015 Vincenzo Vergine è stato anche Amministrato Delegato della Fiorentina Women’s FC vincendo 1 Scudetto, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. Vergine è stato inoltre uno dei promotori dell’iniziativa “Fiorentina School”, primo Liceo Sportivo, legato ad un club italiano.

“Ringraziamo Vincenzo Vergine per il lavoro svolto in questi anni.” dichiara il Direttore Generale della Fiorentina Joe Barone che ha voluto così salutare il Professor Vergine “Il settore giovanile viola è considerato un punto di riferimento per il calcio italiano e molti dei meriti sono da attribuire all’impegno profuso dal Professor Vergine. Tanti i calciatori che oggi fanno parte della rosa della prima squadra o che calcano i campi dei campionati professionistici con altri Club sono figli dello straordinario lavoro svolto, a tutti i livelli, da Promesse Viola, sotto la guida attenta e professionale di Vincenzo Vergine, né tanto meno va dimenticato quanto fatto per la Fiorentina Women’s FC e per tutto il movimento del calcio femminile italiano”.

Anche Vincenzo Vergine ha voluto ringraziare la Fiorentina per il supporto al suo lavoro con il Club gigliato: “Sono grato alla Fiorentina per la fiducia accordatami in questi anni. Sono moltissime le soddisfazioni che siamo riusciti a regalare a tutti coloro che amano la maglia viola e siamo felici di essere riusciti, negli anni, a portare tanti calciatori tra i professionisti, così come mi riempie di orgoglio aver contribuito a creare una squadra che, ad oggi, è una delle protagoniste del nostro campionato femminile. I risultati ottenuti in più di dieci anni saranno per me un ricordo indelebile, ma ancora più importante è la stima e l’affetto che i nostri giovani e le loro famiglie mi hanno dimostrato durante questo periodo. Dopo tanti anni è giunto per me il momento di provare nuove sfide”.

Credit Photo: Fiorentina Calcio

 

Il Brescia vuole avere un bellissimo 2020 e un nuovo decennio da vincente

Il Brescia Calcio Femminile lascia questo 2019 con luci e ombre, per concentrarsi sul prossimo anno carico di aspettative.

Andiamo con ordine. La Leonessa, dopo la cessione del titolo sportivo al Milan avvenuta a giugno 2018, è dovuta ripartire nel girone lombardo di Eccellenza, chiudendo al quarto posto, davanti a Cortefranca, Speranza Agrate e Minerva Milano. Le biancazzurre, prima guidate da Alessandro Oro e nelle ultime gare da Fabio Treccani, potevano e dovevano dare di più, ma nel mese di agosto, complice il dietrofront della stessa Minerva e dell’allargamento delle squadre in Serie C,  è arrivato il ripescaggio nella terza serie nazionale.

Per prepararsi al nuovo campionato la squadra viene completamente rivoluzionata: Simone Bragantini è la nuova guida tecnica biancoblù, seguita dalle conferme importanti di Brayda, insignita della fascia di capitano, Brevi, Farina, Lazzari, Pedemonti, Magri e Cogoli, gli arrivi di peso come Capelloni, Fodri, Locatelli e Viscardi, e i ritorni di Ghisi, Madaschi, Martino, Meleddu, PrevitaliVerzelletti.

La partenza è stata ottima, visto che il Brescia nelle prime sette partite sono arrivati sei successi (su tutti il derby contro il Cortefranca e lo scontro diretto contro il Brixen Obi) e il pari senza reti contro il Venezia. Poi nel mese di dicembre qualcosa si è inceppato, e nei quattro incontri dicembrini sono giunti i pareggi contro Trento e la capolista Vicenza, e le sconfitte subite dal Gordige e dall’Unterland Damen (recupero della settima giornata).

Il mercato invernale ha portato al Brescia ingressi di spessore come Mara Assoni, Federica Parsani e Chiara Barcella, alzando ancora di più la qualità della rosa che è già di ottimo livello, ma ora sta a mister Bragantini di scoprire e ritrovare quell’alchimia che si è vista nelle prime gare stagionali, perché il campionato è ancora lungo, e le Leonesse sono ancora in corsa in Coppa Italia, ma se davvero il Brescia vuole in questa stagione la Serie B, e rivederlo in quei palcoscenici che nel decennio che stiamo salutando hanno reso grande il sodalizio del presidente Giuseppe Cesari, allora non deve più commettere passi falsi, pensando solo a vincere, e che Vicenza e Brixen Obi inciampino nei prossimi turni. Con la speranza che in un futuro prossimo una certa società di Serie A con sede in via Ferramola a Brescia decida finalmente di aiutare il BCF…

Il 2019 della UEFA – Prima parte: dritti verso il futuro

È stato un anno memorabile per la UEFA, sempre all’avanguardia nel calcio europeo. La prima parte di questo speciale riepiloga gli eventi più importanti che si sono svolti da gennaio a giugno 2019.

GENNAIO
Il rapporto comparativo UEFA sulle licenze per club attesta che, per la prima volta, i club dei massimi campionati europei hanno generato utili di 615 milioni di euro nell’anno finanziario 2017, rispecchiando gli effetti positivi del fair play finanziario.

La UEFA piange la scomparsa di Pierre Delaunay, segretario generale UEFA dal 1956 al 1959, all’età di 99 anni.
La Squadra dell’Anno 2018
La Squadra dell’Anno 2018©UEFA.com

Nella Squadra dell’anno dei tifosi di UEFA.com per il 2018 figurano cinque nuovi giocatori: Marc-André ter Stegen, Virgil van Dijk, Raphaël Varane, N’Golo Kanté e Kylian Mbappé.

FEBBRAIO
Aleksander Čeferin al Congresso di Roma
Aleksander Čeferin al Congresso di Roma©UEFA.com

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin viene rieletto per quattro anni al congresso di Roma e dichiara che il calcio europeo deve rimanere “rispettoso, rispettabile e rispettato”.

Nella stessa sede, la UEFA presenta la sua strategia per il 2019-24, concepita affinché l’organo di governo del calcio europeo rimanga fedele ai suoi valori fondamentali.

Inoltre, il presidente UEFA Aleksander Čeferin e il presidente ECA (European Club Association) Andrea Agnelli firmano un nuovo memorandum d’intesa per ribadire l’impegno dei due organismi a dare benessere e stabilità al calcio europeo.

Il VAR (Video Assistant Referee) viene utilizzato per la prima volta in una competizione UEFA all’inizio della fase a eliminazione diretta di UEFA Champions League.

Il difensore Virgil van Dijk del Liverpool FC consegna un assegno da 100.000 euro da parte della UEFA al Comitato Internazionale Croce Rossa (ICRC) per aiutarla a riunire le famiglie coinvolte in conflitti armati e altre situazioni di violenza.

MARZO
La UEFA presenta gli ambasciatori di UEFA EURO 2020, che avranno il compito di promuovere il torneo.
Skillzy, la mascotte di UEFA EURO 2020
Skillzy, la mascotte di UEFA EURO 2020©UEFA.com

Viene presentata Skillzy, la mascotte ufficiale di UEFA EURO 2020.

APRILE
Alla conferenza #EqualGame della UEFA a Londra, il presidente Aleksander Čeferin invita la comunità calcistica europea a continuare a impegnarsi per una maggiore eguaglianza, diversità e inclusione.

MAGGIO
#TimeForAction è la strategia dedicata al calcio femminile

La UEFA inaugura la prima strategia dedicata al calcio femminile, #TimeForAction, con l’obiettivo di raddoppiare il numero di giocatrici in Europa entro il 2024 e aumentare la popolarità della UEFA Women’s Champions League e di UEFA Women’s EURO.

GIUGNO
Il mondo del calcio piange Lennart Johansson

Lennart Johansson, presidente UEFA del 1990 al 2007 e fautore di grandi cambiamenti nella UEFA e nel calcio europeo, scompare all’età di 89 anni.

L’ultimo report della UEFA sul calcio e la responsabilità sociale mette in evidenza i progetti e i traguardi raggiunti in Europa nella stagione 2017/18.

Alla conferenza Grassroots di Minsk, la UEFA ribadisce la grande importanza del calcio di base per il calcio di più alto livello. L’ospite d’onore è Raúl González, ex Real Madrid e Spagna.

Credit Photo: UEFA – Union of European Football Associations

Per ogni fine, un inizio migliore …

Non c’era soltanto il pubblico, ma anche gli articoli sui giornali, aumentati nel tempo: negli ultimi anni c’era già stata una certa attenzione da parte della stampa generalista e dei periodici femminili, ma con il Mondiale l’interesse dei media è aumentato.  E allora ciak, si gira! In questo 2019 sì, si è girato uno dei film più belli e inattesi dello spettacolo italiano: il calcio femminile.
Stilando la classifica delle squadre più forti del Mondiale al termine degli ottavi di finale, il quotidiano britannico ha inserito la squadra di Bertolini al quinto posto, sostenendo se non ci fossimo ancora innamorati un po’ dell’Italia, è perché il mondo non l’ha guardata con sufficiente attenzione. 
 
Non soltanto la stampa parlò del Mondiale dell’Italia, ma se ne è parlato anche sui social, così come nelle discussioni al bar, nelle scuole: ovunque. Provando a districarsi in mezzo ad inevitabili preconcetti, dal semplice e quanto banale «eh, ma non sono come i maschi: si rialzano subito ed il gioco è lento» il pubblico italiano si è avvicinato ugualmente al calcio femminile: Questo anno insomma, ha sicuramente velocizzato un cambio culturale, ha modificato un po’ la testa degli italiani sul calcio femminile perché adesso, oltre alle figure leggendarie del calcio italiano del passato come Carolina Morace e Patrizia Panico ad, le aspiranti giocatrici hanno anche degli esempi attuali a cui ispirarsi di notevole caratura, come Bonansea, Gama, Giacinti, Giugliano, Guagni, giusto per citarne alcune.
Nella finale del mondiale in Francia, l’Italia non c’era, ma per le giocatrici allenate da Milena Bertolini questo Mondiale è stato un successo al di là delle migliori aspettative che si è riflettuto sull’intera penisola e nella coscienza degli amanti sportivi e non solo: la squadra si è spinta oltre i propri limiti con tenacia, qualità e organizzazione di gioco. Ha fatto squadra, come si è visto in un’immagine rimbalzata in quei giorni estivi: quando, dopo aver perso contro l’Olanda, tutte le giocatrici e lo staff della Nazionale italiana si sono riunite, abbracciate, per qualche minuto, e hanno concluso così il Mondiale, con un momento in gruppo. Ed è proprio lì che si è riunita anche tutta l’Italia, in tempi in cui l’unione nel nostro paese, non sembra andare “di moda”. E noi lì, proprio in quegli occhi ci siamo riconosciuti. Tutti quanti. Un crescente interesse dei media ha accompagnato l’arrivo del Mondiale in Francia, con l’Italia che tornava a disputare la fase finale dopo vent’anni e che ha ritrovato un enorme interesse anche nel campionato di Serie A femminile. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe accaduto prima, durante e dopo questa memorabile manifestazione sportiva francese.

Tante battaglie si sono incrociate durante il 2019, convergendo in Francia grazie a 552 donne di 24 nazioni diverse, ognuna con delle speranze ed aspirazioni: il professionismo nel calcio femminile per le azzurre, la parità salariale per le oranje (che la Federazione olandese ha promesso entro il 2023), pari condizioni di viaggio e allenamento per le Norvegesi con Ada Hegerberg, stella del O. Lyon e Pallone d’Oro 2018, ad immolarsi per la causa rinunciando alla vetrina Mondiale, alle australiane che chiedevano l’aumento del montepremi (in proporzione solo il 7,5% di quello del Mondiale di Russia 2018), l’uguaglianza di genere chiesta dalle statunitensi (che prima dell’inizio del torneo hanno fatto causa alla Federazione Usa ottenendo una mediazione, era l’8 marzo scorso, con l’accusa di discriminazione di genere istituzionalizzata) la cui vittoria rischiava di fruttare meno rispetto a quanto previsto dalla semplice qualificazione alla fase finale della squadra maschile. Infatti sono uscite vittoriose dalla finale contro le olandesi campionesse d’Europa e con il pubblico ad urlare in coro: equal pay!
Stella indiscussa della Nazionale Usa e del Mondiale, vista la defezione di Ada Hegerberg, è stata Megan Rapinoe, che fra un gol e l’altro ha trovato il tempo di polemizzare con Trump.
Vincitrice del premio ‘The Best’ e del Pallone d’Oro 2019 assegnato da France Football, davanti all’inglese Bronze e alla compagna Alex Morgan, oltre alla Hegerberg, alla oranje Martens, alla brasiliana Marta e all’australiana Kerr.
La calciatrice del Reign si è convertita in un’icona mondiale grazie anche alle sue battaglie fuori dal campo, nei collettivi LGBT (fece coming out nel 2012) insieme alla compagna cestista Sue Bird, e in iniziative contro la disuguaglianza di genere, il razzismo (dal 2016, infatti, come fa già il giocatore di football americano Kaepernick, ascolta l’inno in silenzio per protestare contro le violenze della polizia nei confronti degli afroamericani) e le politiche di Trump verso le minoranze.
Oltre ad avere due mondiali ed un oro olimpico (Londra 2012) nel proprio palmares, la calciatrice californiana dona una percentuale del proprio salario, tramite Common Goal, ad associazioni che utilizzano il calcio come strumento di sviluppo sociale sostenibile. Un gesto che brilla forse più dei numerosi trofei vinti.
Indubbiamente il Mondiale di Francia è servito da cassa di risonanza per tutte queste battaglie, ora il movimento è in crescita, lo testimoniano gli ascolti tv della Nazionale, il grande seguito e supporto che ha avuto, il boom di nuove iscrizioni delle giovani atlete (si parla di un incremento del 40%). Non finisce qui, in Italia si incomincia a parlare di professionismo per le donne (le 23.903 calciatrici italiane hanno ancora lo status di dilettanti, e questo vale per lo sport femminile in generale). L’impatto mediatico del Mondiale, con quasi 24 milioni di italiani incollati alla tv per seguire le azzurre, si è tradotto in una mobilitazione politica e sociale ad ampio raggio: l’emendamento alla Legge di Bilancio in Commissione Bilancio al Senato lascia aperta la porta al professionismo prevedendo uno sgravio contributivo del 100% per tre anni, ma per parlare di un vero passo avanti in materia si dovrà aspettare gennaio/febbraio 2020 quando sarà in discussione la Legge Delega allo Sport, per vedere quali criteri oggettivi definiranno l’utilizzo della legge 91/81 sia per gli atleti che per le atlete di qualsiasi disciplina. Nel 2019 si è innescata una reazione irreversibile, una serie di eventi difficilmente ignorabili quando ci si siederà a discutere di regole, questo potrebbe davvero essere ricordato come un anno spartiacque per un movimento sempre più in crescita. 
In Italia la Juventus ha riconosciuto la sua inestimabile forza grazie ad un tricolore conquistato per il secondo anno consecutivo, e uno supercoppa vinta a Cesena contro la Fiorentina.
Eppure, questo 2019 è stato senz’altro un anno di grandi inizi: nel nostro territorio, abbiamo potuto assistere al primo storico derby milanese tra le due squadre di Milano. Abbiamo visto per la prima volta nella storia l’elezione della squadra dell’anno femminile al Gran Galà del Calcio dell’AIC. Il professionismo entrare “a gamba tesa” nel calcio rosa, all’innamoramento degli italiani per la Nazionale di coach Bertolini, al successo di inestimabile valore ed il riconoscimento come miglior calciatrice dell’anno e pallone d’oro a Megan Rapinoe: simbolo della lotta per l’uguaglianza e i diritti non solo per il calcio femminile.
Insomma, questo 2019 è stato decisamente l’anno dei grandi inizi.
Dunque nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, semmai un semplice augurio di vita e di proseguimento su questa strada intrapresa per il femminile nel mondo del calcio in questo 2020 ormai alle porte. 
Mentre alziamo lo sguardo al cielo e ci concentriamo in un profondo ringraziamento per tutto ciò che abbiamo potuto vedere e assistere, l’augurio che vi faccio e che faccio anche a me stessa è quello di avere più forza ed entusiasmo nell’amare ed apprezzare ogni cosa che sarà e che è stata nin questo rettangolo verde, compreso anche tutto quello che non è più, anche a quel pizzico di sofferenza che fortifica, la forza di osservare i propri errori e la capacità di accettarli, la caparbietà di rialzarsi ogni volta soprattutto quando sembra essere l’ultima, tutto quello che ha seminato allegria e di farne tesoro per costruire un sogno più grande legato a quel pallone che rotola….ecco perché non mi stancherò mai abbastanza di ripeterlo: qualunque tipo di coraggio, perseveranza e felicità riusciate a dare e a “rubacchiare” per far valere la magia nel mondo del calcio femminile, qualunque tipo di felicità riusciate o riusciremmo a procurare o a ricevere, qualunque temporanea elargizione di grazia, basta che funzioni! Affinché si possa viverla fino in fondo contro il sospetto generale e confuso  dell’enigma del tempo. 
Che la volontà e il coraggio di vederci migliorare per arrivare all’uguaglianza sportiva e il sostenimento del movimento del calcio femminile ci prendano ogni giorno in braccio, scardinando ogni tipo di paura che ci fa cadere nell’errore di confondere il fischio d’inizio della partita con quello dell’ultimo minuto, per poi andare a “casa”. Un po’ come le ragazze “mondiali” hanno saputo insegnarci in questo anno così importante per tutto lo sport italiano.
Vi e mi auguro di covare quella sana dose di follia e di coraggio in più senza la quale sarebbe imprudente e insensato vivere.
Oggi è già un altro giorno…e per ogni fine, l’idea che ogni inizio sia sempre migliore.
Per ogni inizio, come è stato quello del 2019, l’idea che il 2020 sia un ulteriore principio di inizi e prime volte, di sogni ancor più grandi da realizzare e raggiungere.

2019: un anno rivoluzionario per il calcio femminile

Questo era stato previsto per essere un anno di riferimento per il calcio femminile. Ma alla fine, la tanto attesa 2019 FIFA Women’s World Cup, per quanto indimenticabile, si è rivelata la punta dell’iceberg. 

Dentro e fuori dal campo, l’asticella è stata alzata con giocatrici eccezionali e fan sempre più appassionati che hanno lasciato una scia da record. Ora un nuovo anno invita il gioco femminile in una posizione di forza senza precedenti e con opportunità di ulteriore crescita e sviluppo che luccicano all’orizzonte. Sono quelle opportunità che Sarai Bareman, Chief Football Officer FIFA, cercherà di sfruttare per un notevole periodo di progressi.

“Il 2019 è stato un anno incredibile per il gioco femminile, sia dentro che fuori dal campo”, ha dichiarato Bareman. “Certo, la Coppa del Mondo femminile FIFA in Francia è stata il momento clou assoluto! Guardo alla finale di Lione e ricordo che ero nello stadio con le lacrime che mi scorrevano sul viso. Ero così emozionata per il livello di successo che avevamo fatto per il gioco femminile e per l’impatto positivo che avrebbe avuto su così tante donne e ragazze in tutto il mondo per gli anni a venire.
I numeri parlano da soli, ovviamente, ma anche i benefici immateriali sono stati incredibili. Continuo a incontrare persone su base giornaliera che mi dicono che è la prima volta che guardano il calcio femminile, che è stato ovunque guardassero e che ora sono fan di questo sport. La cosa importante per FIFA ora è assicurarsi di sfruttare il successo del 2019 per dare impulso alla crescita del gioco e agli investimenti in esso a tutti i livelli”.

Per ora, però, il futuro può aspettare. Mentre il 2019 volge al termine, è tempo di festeggiare un anno che ha visto così tanti successi sorprendenti nel gioco femminile.

Un punto di vista rivoluzionario
È stato un anno in cui, sia negli stadi che a casa, l’appetito di guardare le calciatrici mostrare le loro abilità ha raggiunto livelli senza precedenti.

È stato rivelato dopo la Women’s World Cup, ad esempio, che la copertura televisiva ufficiale della Francia 2019 su TV e piattaforme digitali era stata di 1,12 miliardi di telespettatori. Questo ha stabilito uno degli innumerevoli nuovi record e la velocità e l’ampiezza dei progressi è stata esemplificata da un pubblico medio di partite in diretta di una cifra di 17,27 milioni, più del doppio della media di 8,39 milioni stabilita in Canada 2015.
La finale tra Stati Uniti e Paesi Bassi è emersa anche come la partita di calcio femminile più seguita della storia, con un pubblico dal vivo medio di 82,18 milioni – in crescita del 56% comparato alla finale del 2015 – e un totale di 263,62 milioni di unici spettatori.

“Più che un evento sportivo, la FIFA Women’s World Cup 2019 è stata un fenomeno culturale, ha dichiarato Gianni Infantino. “Il fatto che abbiamo superato l’obiettivo di 1 miliardo dimostra solo la forza trainante del gioco femminile e il fatto che, se promuovessimo e trasmettessimo ampiamente il calcio di livello mondiale, che sia giocato da uomini o donne, i fan lo vorranno sempre guardare”.

Record battuti
La brama a cui Infantino ha fatto riferimento è stata dimostrata tanto vividamente dai fan allo stadio quanto lo era dagli spettatori a casa. E mentre la Coppa del Mondo è stata la spettacolare storia di successo che tutti speravano, uno degli aspetti più incoraggianti del 2019 è stato che le scoperte si sono diffuse ben oltre le finali globali.

Le figure tra la folla si sono sempre stupite. I vari record di attendance infranti sono quasi troppo numerosi per essere elencati, con nuovi impressionanti benchmark stabiliti da partite internazionali in Inghilterra (77.768 spettatori contro Germania), USA (49.504 contro Portogallo), Paesi Bassi (30.640 contro Australia), Svezia (25.582 vs Germania), Australia (20.029 vs Cile) e Scozia (18.555 vs Giamaica).
Ognuno di questi nuovi record è stato stabilito in partite amichevoli, rendendo le cifre ancora più impressionanti. E non è solo per le partite internazionali che si sono scatenate folle di paraurti. Nei campionati per club, le presenze non sono stati così tanto interrotte quanto ampiamente cancellate.

Prendendo l’Italia, ad esempio, dove la Juventus ha sfidato la Fiorentina davanti a 39.027 persone a marzo; il precedente record era stato di soli 14.000. In Inghilterra, il record della Super League femminile (WSL) era arrivato a 5.265 andando nella stagione in corso ed è stato prontamente distrutto dalla folla di 31.213 spettatori per il Manchester Derby di settembre, poi battuto nuovamente dai 38.262 che hanno visto il Tottenham Hotspur-Arsenal il mese scorso .

Il Portogallo, nel frattempo, ha visto una folla di oltre 15.000 spettatori per il derby di Lisbona, mentre Lione – campione in carica di Francia ed Europa – ha affrontato rivali PSG di fronte a presenze da record di 25.907 e 30.661. Tutti, tuttavia, sono stati eclissati dai 60.739 che sono entrati nel Wanda Metropolitano per vedere l’Atletico Madrid affrontare Barcellona a marzo, stabilendo comodamente un nuovo punto di riferimento continentale.

Ma non è solo in Europa che le arene vengono riempite. Ci sono state enormi folle in Messico – di recente un’affluenza di 41.615 per Tigres-Monterrey – e nuovi record di presenze in partita singola negli Stati Uniti (25.218 per Portland Thorns-North Carolina Courage) e in Brasile (28.609 per Corinthians-Sao Paulo).

Giocatrici che brillano e un futuro splendente
Il merito, ovviamente, deve essere attribuito alle giocatrici che hanno attirato i fan negli stadi e sugli schermi televisivi con numeri senza precedenti.

Nel 2019 ci sono state certamente alcune fantastiche imprese individuali, anche da parte di Sam Kerr, che ha battuto il suo record di gol in una singola stagione NWSL sulla strada per essere nominata il MVP della lega per la seconda volta. Ada Hegerberg è stata altrettanto prolifica e ha segnato una memorabile tripletta finale della UEFA Champions League sulla strada per diventare capocannoniere di tutti i tempi della competizione.
Dall’altra parte dell’Atlantico, nel frattempo, la sempreverde Christine Sinclair ha raggiunto a 183 goal internazionali e ora ne ha bisogno solo uno in più per eguagliare il record mondiale di Abby Wambach.

Ma se il 2019 appartenesse a qualcuno, è Megan Rapinoe. Eccezionale e estremamente influente nella FIFA Women’s World Cup, la star degli Stati Uniti ha vinto sia il premio The Best FIFA Women’s Player sia Ballon d’Or Féminin. In virtù della sua personalità e del suo talento, Rapinoe ha anche portato il gioco in un territorio inesplorato, diventando la prima calciatrice femminile individuale ad essere nominata Sports Illustrated’s Sportsperson of the Year. Alla luce di tutto ciò, non è stata una sorpresa il fatto che Rapinoe sia stato orgoglioso di aver inaugurato il FIFA FIFPro Women’s World11, un altro primato per il calcio femminile in un anno che ha visto così tanti.

E tra i risultati del 2019, ci sono state pietre miliari che hanno anche indicato la strada per il futuro. Ne è un esempio il 2019 FIFA–AFC Pilot Women’s Club Championship (Campionato femminile club FIFA – AFC), con le campionesse di Giappone, Australia, Repubblica di Corea e Cina PR, mentre i progressi sono guidati anche da nuove iniziative come Professional Women’s Football Task ForceFIFA’s Coach Mentorship programme.

È stato anche degno di nota il fatto che, anche se l’eccitazione ronzava intorno alla Women’s World Cup di quest’anno, la prossima edizione stava già richiamando, con un livello di interesse senza precedenti da potenziali ospiti. Il pezzo forte del 2023 sarà, ovviamente, la prima Coppa del Mondo femminile a 32 squadre. Espandendo e, si spera, migliorando, le finali globali possono solo essere viste come un riflesso del fiorente gioco femminile nel suo insieme.

Credit Photo: Pagina Facebook di FIFA Women’s World Cup

A day with… Deborah Salvatori Rinaldi

Le telecamere di Milan Tv hanno seguito per una giornata l’attaccante delle rossonere

 
La sua vita milanese, l’università di design, i caffè del mattino con Laura Fusetti, il cognome nobile e tanti altri aneddoti meravigliosi. Deborah Salvatori Rinaldi inaugura la rubrica “A day with…”, una giornata intera insieme alle telecamere di Milan TV. La treccia portafortuna e la fascetta bianca, a cui Valentina Bergamaschi ha affidato la sua scaramanzia: “Ne ho tantissime e cambiavo sempre colore, ma dopo la partita con la Roma Valentina Bergamaschi mi ha chiesto di mettere sempre la stessa, quella bianca”. Deborah apre le porte di casa sua e della sua quotidianità in un’intervista tutta da vedere!
 

Credit Photo: AC Milan

TOP 5: I GOL PIÙ BELLI DEL 2019 DELLE ROSSONERE

Žigić, Čonč, Vitale, Giugliano e Giacinti: i migliori gol del 2019 della Prima Squadra Femminile

Un anno da ricordare, di magie e di soddisfazioni. Il 2019 delle rossonere ci ha regalato gol indimenticabili, di rara bellezza. Dal tacco di Sandra Žigićcontro il Sassuolo al destro di Dominika Čonč nel primo storico Derby giocato in Serie A Femminile. Le emozioni del colpo di testa di Francesca Vitale all’ultimo respiro contro la Juventus al Brianteo, la punizione sempre contro le bianconere di Manuela Giugliano e la cavalcata di Valentina Giacinti contro la Roma. Tutti da vedere, tutti da applaudire.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Globe Soccer Awards 2019, Stephanie Frappart miglior arbitro dell’anno!

Al Madinat Jumeirah di Dubai si è svolta l’attesissima cerimonia di premiazione dei Globe Soccer Awards. Stephanie Frappart, francese, ha vinto il premio come miglior arbitro del 2019; il riconoscimento le è stato consegnato da Pierluigi Collina.
La francese ricordiamo è stata il primo arbitro donna a dirigere una finale di Supercoppa Europea maschile; aveva anche diretto la partita di qualificazione ai prossimi europei Under 21 del 2021 tra l’Italia e l’Armenia.

Queste le sue parole durante il Globe Soccer Awards:
“Quest’anno è stato incredibile. Il mio primo obiettivo era la Coppa del Mondo femminile. Mentre mi stavo preparando per questo evento la Federazione mi ha assegnato due partite di campionato. Questi sono stati i miei primi passi in un mondo nuovo… le prime incredibili partite. Sono stata la prima donna ad arbitrare in Ligue 1. Il secondo step è stato arbitrare la finale del Mondiale in Francia. La partita è stata ben giocata e l’atmosfera è stata davvero fantastica. L’ultimo step è stato dirigere la finale di Supercoppa Europea maschile: un momento totalmente inaspettato. Non pensavo di poter dirigere una partita maschile o una partita del campionato FIFA. Nel farlo sono stata concentrata a far bene il mio lavoro. Non ho pensato a cosa volesse dire per una donna vivere una tale esperienza. Penso sia stata una buona idea, ho fatto il mio dovere e tutti erano contenti per quello che ho fatto. Il prossimo step è quello di restare a questo livello perchè arrivarci non è stato semplice ma la cosa più complessa è rimanerci. Il mio obiettivo adesso è di prendere le decisioni giuste in Ligue 1 perché è un campionato davvero importante e si aspettano molto da me. Non ho limiti, vedo cosa accade di partita in partita e vedremo cosa accadrà in futuro”

Credit Photo: Globe Soccer Awards

Finale Liga MX Messico Femminile: oltre 40mila spettatori sugli spalti

Tigres UANL e Monterrey, sfidatesi il 30 novembre per l’andata della finale, hanno disputato la sfida davanti ad oltre 40mila spettatori. 1 a 1 è il risultato finale della partita di andata, giocata presso l’Estadio Universitario di San Nicolas. Per quanto elevata, la cifra non rappresenta il record di pubblico. Tutt’altro anzi, fu il ritorno della finale, giocata nel dicembre 2018, a conquistare il primato. Per l’occasione il pubblico fu di oltre 50mila persone. Tigres e Monterrey può essere considerata la partita per eccellenza del campionato, motivo per cui il pubblico non tradisce mai le aspettative.

La finale di ritorno si è disputata l’8 dicembre 2019, sancendo la vittoria del Monterrey per 1 a 0. In gol Evangelista Chavez D.L. al 32′ del primo tempo, in seguito il Tigres non è riuscito a rimontare lo svantaggio. Il risultato finale alla luce del ritorno è dunque 2 a 1 per il Monterrey.

Credit Photo: El Siglo de Durango

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